Anche io non sono ferratissimo, ma per quanto ho potuto studiare e approfondire un pochino la parabola riflette quella che disegni tu JC, pur con qualche distinguo
Cioè, quando è nato nel South Bronx negli anni '70, l'hip hop non era musica di "protesta", come possiamo intendere quella dei cantautori impegnati classici italiani o francesi, o la scena del Greenwich Village degli anni '60 (banalizzando: Dylan, Joan Baez).
Era una musica "rappresentativa": ricordo articoli interessanti in cui si evidenziava come l'hip hop rivelasse in modo inconsapevole la concrete jungle. Non si denunciava i mali della società partendo da posizioni intrise di studi, libri e cultura: si diceva semplicemente le cose stanno così, preparati alla lotta. L'hip hop era una sorta di fotografia. Anche il suo egocentrismo esasperato riflette questa necessità di affermarsi: Simon Reynonlds diceva l'hip hop spesso era mera asserzione, l'urlo di un ragazzo contro il mondo, L'hip hop toglieva la maschera al capitalismo dei bassifondi. Il genere spaventava gli intellettuali liberal e sinistrorsi perché la denuncia era indiretta, mentre la crudezza e l'aura di violenza erano reali e concrete. Il suo machismo anche: l'hip hop faceva paura perché era mosso dalla paura, non era musica "d'arte".
L'impegno più consapevole e la denuncia sono arrivati più tardi, con Public Enemy, De La Soul etc.. Qui le basi culturali sono più ampie e strutturate, insomma la musica assume un ruolo diverso. Con il gangsta, fra fine '80 e inizio '90, le cose cambiano ancora. La celebrazione del rapper arricchito è entrata di prepotenza nel nostro immaginario: auto di lusso, ville, gnocche etc..
Quasi appunto la volontà di rimarcare "Io ce l'ho fatta" (come non importa, aggiungo). Ora sono pieno di soldi e di fika.
Poi la cosa è degenerata nella celebrazione negli aspetti più triti e tamarri della faccenda, direi almeno da 20 anni.
Nel frattempo, l'hip hop è diventato anche musica "colta", o quantomeno alternativa, da accostare al rock underground. Insomma, abbiamo registrato una separazione abbastanza netta dal 2000 in poi.