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MessaggioInviato: lun 16 feb 2015, 16:31 
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Sylvandor ha scritto:
Quando parlo di Hitchcock, non mi riferisco al finale, ma all'atmosfera del film e alle scelte di Fincher. Mostrare subito l'omicidio(??) è Psyco, far ricadere le colpe addosso al protagonista maschile che viene accerchiato è Intrigo internazionale (anche lì sappiamo fin da subito che lui non c'entra), oltre alla casa sul lago che è un riferimento sempre a quella di Intrigo e la scena doccia/sangue, di nuovo Psyco.

Il finale: ripeto sono anche daccordo con chi dice che ci sta quel tipo di finale, gli ultimi 2 minuti sono una dissacrante allegoria sulla fine del matrimonio dei nostri tempi, ma non mi è piaciuto perchè come detto non riesce a spiazzare e perchè vuole dare circolarità ad una storia che forse avrebbe reso ancor meglio a non essere chiusa. Al di là di questo, che è un mio giudizio personalissimo, il film merita veramente tanto. E' il classico finale che divide il pubblico, ma non è in se la discriminante che mi fa dire: il film da riuscito diventa una zotta. Fincher è una garanzia.


Hm ok, non conosco bene Hitchcock - che mi fa cägare in distans - ma lui sembra più vicino alla psicoanalisi (e tematiche geneticamente vicine) e molto meno alla psicosociologia. Gone Girl - seppur condito (o meglio: ripieno) di cultura popolare rientrerebbe più in un ottica di questo tipo. Anche l'"atmosfera" per me è un altra. Ha più a che fare con Haneke - se proprio devo tirare fuori un nome.


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MessaggioInviato: lun 16 feb 2015, 16:37 
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Si, vero, c'è anche l'asetticità di Haneke. Se ti interessano i parallelismi con Hitchcock http://www.slate.com/blogs/browbeat/201 ... o_and.html

Tra l'altro oltre ad aver sempre decantato il suo amore per Hitchcock, credo che Fincher abbia in cantiere un remake del regista inglese, anche se non ricordo di quale film.


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MessaggioInviato: lun 16 feb 2015, 16:51 
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Silvy, ripeto non conosco i film in questione; ho visto i trailer al massimo. Mi permetto nonostante questo "svantaggio quantitativo" di dissentire con questo blog, che ho sorvolato in due secondi (lo leggerò domani; oggi in teoria mi manca il tempo) e mi sembra si stesse aggrappando un po' a delle apparenze. L'approccio di Hitchcock mi sembra totalmente diverso. È un approcio decisamente più individuale: lo spazio hitchcockiano è lo spazio del inconscio (individuale) e inquietante, non del conflitto sociale nella sua latenza (come per esempio lo è in Gone Girl o anche in Funny games (?)). In questo senso, ok ci saranno alcuni topoi hitchcockiani - ma sono motivi non essenziali. Ma ok; queste le mie prime impressioni - forse leggerò l'articolo e spiegerò meglio (/o rivisionerò ovviamente la posizione).


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MessaggioInviato: lun 16 feb 2015, 20:33 
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Reg. il: mar 3 mag 2011,
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C'è semplicemente che Fincher ama Hitchcock e ha lasciato un po' di omaggi qua e là al maestro. Poi per quanto riguarda l'aspetto di cui tu parli, ne ho visti ancora troppo pochi del brividone per potermi esprimere in materia ;) Poi al di là di questo la regia di Fincher mi ricorda in diversi punti quella di Hitchcock (tipo la scena della cantina in Zodiac)

Joel & Ethan Coen - A proposito di Davis (2013)
Meno male che era un film minore dei fratelli: ok, non sarà ai livelli di Non è un paese per vecchi, non sarà ai livelli di Crocevia della morte e L'uomo che non c'era, ma è un signor film. Racconta una storia, senza volerci costruire su filosofie sopra i massimi sistemi, anche se abbiamo il solito umorismo nerissimo dei Coen e un affiorante senso di nostalgia e tristezza. Un grande Oscar Isaac, una Carey Mulligan finalmente arrabiata, una colonna sonora che mi ha fatto rimpiangere di non essere nato in quegli anni. Si lascia guardare e mi è garbato parecchio (7/7.5)


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MessaggioInviato: lun 16 feb 2015, 22:06 
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LudwigvonFicker ha scritto:
non conosco bene Hitchcock - che mi fa cägare in distans


:arg :argh :MALNATI!!!

:sculaccio


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MessaggioInviato: mer 18 feb 2015, 0:06 
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Appena visto Fargo (peraltro poco prima avevo visto l'ultimo episodio della serie omonima). Ho letto pareri molto positivi anche se a me è parso un po' troppo rapido


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MessaggioInviato: gio 19 feb 2015, 15:49 
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Alejandro Gonzalez Inarritu - 21 grammi (2003)
Film di una potenza drammatica devastante, di un regista che oggi è un po' sulla bocca di tutti. Claustrofobico, potente, che non disdegna pugni nello stomaco. Regia schizzoide fatta di camera a mano e movimenti bruschi, montaggio studiato per sostenre quel ritmo. Forse eccessivamente tendente alla melodrammaticità, ma pellicola che va vista. Sean Penn così così, Benicio Del Toro ottimo, Naomi Watts da antologia. (8)


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MessaggioInviato: gio 19 feb 2015, 23:16 
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Pulcino
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Sylvandor ha scritto:
Alejandro Gonzalez Inarritu - 21 grammi (2003)
Film di una potenza drammatica devastante, di un regista che oggi è un po' sulla bocca di tutti. Claustrofobico, potente, che non disdegna pugni nello stomaco. Regia schizzoide fatta di camera a mano e movimenti bruschi, montaggio studiato per sostenre quel ritmo. Forse eccessivamente tendente alla melodrammaticità, ma pellicola che va vista. Sean Penn così così, Benicio Del Toro ottimo, Naomi Watts da antologia. (8)

Quoto tutto,meno Sean Penn cosi cosi ;)


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MessaggioInviato: gio 19 feb 2015, 23:25 
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Reg. il: lun 25 giu 2012
Alle ore: 10:33
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Questo lo vedevo sempre esposto al blockbuster (quando ancora esisteva e ne ero assiduo frequentatore) e ogni volta mi ripromettevo di noleggiarlo. Invece non l'ho mai fatto: bisogna rimediare


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MessaggioInviato: ven 20 feb 2015, 14:51 
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Reg. il: ven 17 gen 2014
Alle ore: 18:57
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Località: Civitas Vetula
LudwigvonFicker ha scritto:
Hm ok, non conosco bene Hitchcock - che mi fa cägare in distans



Argh! Che mi scrivi Lud? Mai visto "Psycho", "Delitto perfetto", "Gli uccelli", "La finestra sul cortile", "La donna che visse due volte", "Marnie"?

Furyo(Merry Christmas, Mr.Lawrence) di Nagisha Oshima (1983)

Un film di una bellezza unica e raffinata, come solo gli orientali sono in grado di creare, che t’incanta e ti lascia lì, senza parole, ammaliato dalla sua bellezza.
Non è per tutti, ma solo per coloro che non si lasciano incantare dalle superficiali apparenze e che sanno apprezzare certi aspetti della vita.
La bellezza dell’isola di Giava fa da sfondo allo scontro tra due culture in netta opposizione tra loro, quella occidentale e quella orientale, rappresentate da una parte dal cinico comandante Yonoi, dall’altra dal ribelle e anticonformista soldato Colliers.
Un film che è un continuo vortice di sentimenti dai quali lo spettatore viene risucchiato, sentimenti d’amore, di rispetto per la vita, per il prossimo.
Il finale
con la condanna a morte di Kitano che pronuncia la famosa frase, “Buon Natale, Mr.Lawrence
” è qualcosa di meraviglioso.
Una pellicola di una bellezza quasi sconvolgente, resa ancora più preziosa dalla splendida musica del maestro Sakamoto(il tema portante del film, “Forbidden Colors” è da brividi) e dalle ottime interpretazioni di Kitano e di un David Bowie in stato di grazia.
Un film sulla pace e sull’amore.
Assolutamente splendido.
Voto: 8.5



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