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MessaggioInviato: dom 25 gen 2015, 18:27 
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Buon compleanno Mr.Grape di Lasse Halstrom(1993)

Ci sono pochi film speciali, quelli che ti toccano il cuore e le corde dell’anima, che ti fanno riflettere, che ti fanno sognare, che ti spingono a continuare a lottare, nonostante tutte le circostanze terribili che la vita ti pone davanti, che ti fanno piangere, che ti fanno desiderare una vita normale, che ti infondono gioia e voglia di vivere anche in momenti in cui senti di non avere più nulla per cui valga la pena continuare a vivere. "Buon compleanno Mr.Grape” è uno di questi film, uno spaccato di vita quotidiana di chi si trova, suo malgrado, a dover affrontare giorno per giorno un dramma familiare che lo segnerà per il resto della sua vita.
Glbert Grape è un comune ragazzo americano, commesso di una piccola drogheria di città che, senza illusioni, senza sogni, cerca di sopravvivere al suo dramma: un fratello ritardato mentale, una madre in grave crisi depressiva e il doloroso ricordo di un padre morto suicida anni prima.
Le sue giornate trascorrono sempre uguali, tra casa e lavoro, senza svaghi, senza divertimento, senza un piccolo ritaglio di tempo per sé, vita che non è vita, che il ragazzo ha accettato di vivere per il bene del la sua famiglia, ma dentro di sé c’è la rabbia, c’è l’impotenza del sentirsi inutili, del sentirsi completamente soli.
Quando si è in queste condizioni l’unica cosa da fare è aspettare, sognare che, prima o poi, arrivi qualcosa che ci dia la scossa, che ci aiuti a uscire da questo circolo vizioso e per Gilbert questo qualcosa ha il volto e le sembianze di Becky, una ragazza di passaggio, un incontro che diventerà per il ragazzo l’occasione di sfuggire alla sua routine, l’occasione per crescere, per maturare, per ritrovare se stesso.
Un film incantevole, di una struggente dolcezza che ti colpisce fin dal primo fotogramma. Lasse Halstrom racconta il disagio e la rassegnazione di chi nella vita non ha più nulla a cui aspirare con una semplicità e una delicatezza di tatto mai viste prima.
Non scade mai nel banale, mai nel sentimentalismo, mai nel melenso, mai nel melodrammatico e riesce a dare nel finale, davanti al quale non riesco mai a trattenere le lacrime, un sottile filo di speranza. Film unico e meraviglioso, intenso e toccante come pochi, che fa riflettere, che fa piangere, che fa sognare.
Un discorso a parte meritano gli attori, a partire da un intenso Johnny Depp, di poche parole ma di intense emozioni, una splendida Juliette Lewis, bellissima, dolcissima e piena di gioia di vivere, interpretazioni più che convincenti le loro, ma che sono niente al confronto con il vero simbolo del film, Leonardo Di Caprio, che nella parte di Arnie, il fratello ritardato di Gilbert, da in assoluto il meglio di sé, con quel suo sguardo sperduto, quel suo bisogno di affetto, quella sua tenera innocenza(forse molti non ne sono a conoscenza, ma ai tempi dell’uscita del film la sua interpretazione impressionò così tanto i critici che addirittura ci fu chi pensò che la sua disabilità fosse reale).
Bravo Hallstrom, ha dato vita a un piccolo capolavoro, che tutti dovrebbero vedere almeno una volta nella vita.

Voto : 8.5


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MessaggioInviato: dom 25 gen 2015, 18:32 
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Venerdì sera ho visto L'esercito delle dodici scimmie. Interessante


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MessaggioInviato: dom 25 gen 2015, 18:43 
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Memnone ha scritto:
Venerdì sera ho visto L'esercito delle dodici scimmie. Interessante


Una delle mie pellicole preferite, un film di quelli che non ti aspetti e del tutto particolare, una storia intrigante e criticamente caustica nei confronti della società moderna.
Mi e' piaciuto molto Bruce Willis che si cala perfettamente nella parte di Cole, sempre cosi' malaticcio e confuso, ma anche forte e capace di ribellarsi a quel suo ruolo di cavia al servizio degli scienziati....e’ un attore che non amo particolarmente, ma in questo film mi ha davvero colpita, un' interpretazione molto forte e sentita la sua.
E poi c'e Brad Pitt, un Brad Pitt straordinario, fuori di testa ancor piu' di "Fight club", un Brad Pitt di nuovo in un ruolo che gli riesce a mio modesto parere molto bene e in cui sembra, paradossalmente, dare il meglio di sé, a riprova che, oltre al bel fisico quest’uomo sa recitare e anche bene.
E poi c’è la bellissima Madeleine Stowe, attrice purtroppo scomparsa troppo presto dal panorama cinematografico, nel ruolo della Cassandra di fine millennio, sempre in cerca della verità e di una possibilità di cambiare il futuro.
Bello, davvero molto bello...un film prettamente d'azione ma dove non mancano anche profondi spunti di riflessione...consiglio di vederlo piu' di una volta, perché magari capiterà di non essere riusciti a capirlo tutto in fondo...o magari si avra' voglia di trovare una verita' dove non una verita' non esiste...


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MessaggioInviato: dom 25 gen 2015, 19:01 
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Vero mi ha molto colpito Pitt in versione pazzoide


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Sam Peckinpah - Pat Garrett & Billy the kid (1973)
Uno dei classici del western dei seventies. Storia canonica resa magistralmente dalla solita regia sporca di Peckinpah, dalla sua violenza esibita, dall'utilizzo di ralenti. Colonna sonora di zio Bob Dylan (che ha anche una parte). Per me però manca del sapore epico e del pathos di un film come "Il mucchio selvaggio". (8.5)

Jim Sheridan - Dream house (2011)
Una sorta di pseudo thriller/horror già visto centinaia di volte. Tutto telefonato da una sceneggiatura imbarazzante. I grandi nomi degli attori non bastano quando hai un impianto così scadente. Si capisce anche perchè Sheridan non volesse apparire tra i credits dei film dopo che gli hanno negato il final cut. Brutto forte. (4)


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MessaggioInviato: ven 30 gen 2015, 19:53 
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John Wick,
#@*§ totale.

La grande Bellezza,
i conflitti del ritrovarsi nel tempo perduto - tempo proprio e del Italia. Sicuramente un buon forse un gran film con momenti di spessore. Ma ci sono alcune pecche: in questa forma è sicuramente troppo lungo. È un po' formulaico quando parla del jet set italiano; anche la problematica del artista - che per me è ciò che interessa maggiormente - viene trattata in una maniera un po' superficiale. Cioè il film non è quasi mai piatto nel rubare le idee ma ecco se le avesse sviluppate di più forse avrebbe aggiunto un qualcosa di più proprio.


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MessaggioInviato: ven 30 gen 2015, 20:00 
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Pulcino
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Reg. il: lun 21 lug 2014
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Sylvandor ha scritto:
Sam Peckinpah - Pat Garrett & Billy the kid (1973)
Uno dei classici del western dei seventies. Storia canonica resa magistralmente dalla solita regia sporca di Peckinpah, dalla sua violenza esibita, dall'utilizzo di ralenti. Colonna sonora di zio Bob Dylan (che ha anche una parte). Per me però manca del sapore epico e del pathos di un film come "Il mucchio selvaggio". (8.5)


:ok


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MessaggioInviato: sab 31 gen 2015, 17:25 
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Reg. il: mar 3 mag 2011,
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John Ford - L'uomo che uccise Liberty Valance (1962)
Probabilmente l'ultimo grande western di Ford. La rilettura del mito della frontiera nel cambiamento politico e nella presa di coscienza dei cittadini americani. La coscienza di libertà che nasce in un ristorante e poi in una scuola improvvisata. Personaggi di contorno come sempre stilizzati e spassosi. Cast eccellente per uno degli ultimi grandi classici del western inteso nella sua fase appunto "classica". (9)


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L'altra sera ho visto in tv Flight, quello con Denzel Washington. Avevo letto recensioni non entusiastiche e mi devo associare. Francamente non l'ho trovato niente di speciale, in alcuni punti arranca troppo. Per me, senza infamia e senza lode.


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MessaggioInviato: dom 1 feb 2015, 14:08 
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Ieri sera ho visto Nightcrawler. Devo dire che mi è piaciuto.


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