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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: gio 8 mag 2014, 23:22 
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Thor 2;
Alla seconda visione molto peggio. Al cinema l'ho trovato anche divertente. Ora invece...
Il film ha un plot molto minimale..sono rimasto sorpreso di non averlo notato di più già al cinema. E poi sto malekith, che #@*§ sa fare? Almeno non c'è l'accento di Ragnar Lothbrok

Captain America 1:
Inizia benino - la backstory - poi diventa una #@*§ inguardabile.


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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: ven 9 mag 2014, 9:48 
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Il film di Cap è abbastanza fedele al fumetto originale ma pecca di eccessiva lunghezza ed in piu parti è abbastanza noioso. si poteva fare sicuramente molto meglio.

quelli di thor invece sono una ciofega assurda, specialmente il primo. è stato travisato completamente lo spirito del comic, la storia di jane è inventata di sana pianta e di conseguenza anche il personaggio del dr. blake non ha alcun senso, I comprimari piu importanti (a cominciare da lady sif) sono stati ridicolizzati, heimdall è diventato di colore, etc etc.

ed in questa ignobile rivisitazione anche il villain malekith ne subisce le conseguenze, a partire dal completo restyling estetico fino alla incomprensibile rivisitazione dei suoi poteri che nel film sono indecifrabili. il vero malekith, quello dei fumetti introdotto dal grande simonson, è davvero un pericoloso avversario per thor e non questa pseudo barzelletta portata sul grande schermo da taylor. la cui opera, nella sua mediocrità, resta comunque superiore all'oscenità assoluta del suo predecessore branagh...


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 Oggetto del messaggio: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: ven 9 mag 2014, 13:20 
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Il secondo di Capitano America è una discreta pheegata, mi ha sorpreso quanto sia clamorosamente superiore al primo, che avevo trovato un filmetto trascurabile nel fottio di pellicole sui super tizi di questo inizio secolo :sisi


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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: ven 9 mag 2014, 16:28 
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Cita:
Il secondo di Capitano America è una discreta pheegata


Sono curioso di vederlo. Il trailer al cinema mi è sembrato bello.


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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: lun 12 mag 2014, 16:45 
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Biancaneve di Tarsem Sing (2012)

Visionario = genio.
Quante volte abbiamo sentito questa assonanza a Hollywood? Tante, troppe volte…ogni regista che dimostra di possedere delle qualità che gli permettono di creare un film solo un po’ surreale e onirico, subito gli viene affidato l’appellativo di “genio della visionarietà”.
Per carità, ci sono dei registi che si sono meritati appieno questo titolo, penso a Cronenberg, a Lynch, in parte a Burton e Shamalyan, ma che adesso ogni regista che mette in pratica le sue “visioni” debba meritarsi la fama di genio visionario, beh, mi sembra alquanto esagerato…
E’ questo il caso del regista indiano Tarsem Sing, un regista che, francamente, come il suo collega conterraneo Shamalyan considero un po’ un mezzo bluff, un regista che, come scritto sopra, passa per visionario ma in realtà è solo capace di dare vita a opere cinematografiche per la maggior parte grottesche, pessime e imbarazzanti come questa sua versione(l’ennesima) di Biancaneve, un film visivamente bellissimo(le scenografie e i costumi sono meravigliosi), ma poverissimo nei contenuti, la storia di Biancaneve è stata da lui trasformata in una recita da asilo nido, con melensaggini varie, dialoghi bambineschi, puerilità che danno solo fastidio allo spettatore(i dialoghi sono a dir poco imbarazzanti...sembra che li abbia scritti un bambino di cinque anni…).
C’è anche una sottile vena d’ironia che stona completamente nella storia, un’ironia imbarazzante, scadente, un’ironia che, invece di divertire, da solo un senso di fastidio allo spettatore.
C’è da dire che anche il cast non aiuta molto, a partire da una Julia Roberts gradevole, ma a mio parere assolutamente inadatta a ruoli di questo genere fino ad arrivare alla protagonista, Amy Collins, figlia del leader dei Genesis Phil Collins, molto carina ma piuttosto monocorde nella recitazione.
In sostanza una rivisitazione piuttosto insulsa della sempiterna favola di Biancaneve, dove si salvano solo i bellissimi costumi e le splendide scenografie….in parole povere un Alice in Wonderland parte seconda…visivamente perfetto, ma molto povero di contenuti.


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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: ven 16 mag 2014, 15:50 
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Qui dove batte il cuore di Matt Williams (2000)


Non è Natale senza “una poltrona per due” così come non è primavera-estate senza “Qui dove batte il cuore”, commedia romantica che, a chi è totalmente sfiduciato nella vita, lo porta inesorabilmente a imboccare due strade, o quella della speranza che, prima o poi, la fortuna sorrida a tutti o quella della depressione, perché cose così, di solito, accadono solo nelle commediole romantiche americane.
Ora, non è per dire, ma trovatemi voi nella vita reale una ragazza che sia stata abbandonata dal suo ragazzo al settimo mese di gravidanza( e qui purtroppo è una cosa abbastanza comune) e si ritrovi, nel giro di cinque anni, dal non avere praticamente nulla, a trovare una famiglia che l’accudisca, che le cresca la figlia, che riesca a diventare una fotografa di successo pur non avendo mai frequentato scuole e quasi incapace a leggere e a scrivere, che mi riceva un’eredità milionaria senza che gli eredi legittimi ne pretendano una parte(l’unica cosa che chiedono è il tavolo della cucina perché lì sopra ci sono tanti ricordi…), che riesca a costruirsi la casa dei suoi sogni dal nulla e che, dulcis in fundo, riesca anche a trovare l’uomo perfetto…trovatemela una così, forse riuscirò a fare pace con la vita…
Comunque, nonostante sia una pellicola alquanto noiosa e lenta nella trama, la Portman(che all’epoca era agli albori della sua carriera) fa sempre la sua buona figura.

Cinque bambole per la luna d'Agosto di Mario Bava (1970)

Mario Bava è uno dei maestri del genere horror, ma questa volta la sua maestria, purtroppo, non è stata sufficiente.
Si notano fin da subito il suo stile, la sua eleganza e la sua cura maniacale nella fotografia(molto raffinata ed elegante), ma purtroppo la trama , che si rifà palesemente a un capolavoro della letteratura mondiale, “Dieci piccoli indiani” di Agatha Christie, è banale e mortalmente noiosa, il film si trascina fino alla fine senza un emozione, un colpo di scena prevedibile e anche il finale è fin troppo scontato, quasi come se il regista avesse avuto fretta di finire.
I personaggi sono tutti poco credibili e la suspense è davvero poca, però, come scritto sopra, c’è da dire che, nonostante la pochezza della sceneggiatura, Bava da prova di essere stato uno dei più grandi registi del cinema italiano, i primi cinque minuti(la carrellata sui personaggi e la zoomata sulla Fenech che si dimena in un ballo sensualissimo) sono da annoverare negli annali del cinema.
E poi c’è una scena che è rimasta memorabile (oltre all’idea tanto macabra quanto bizzarra di appendere come salami tutti i cadaveri cellofanati nella stanza frigorifera della villa), due degli ospiti si prendono a cazzotti per futili motivi al piano superiore facendo cadere dal tavolo alcune biglie di cristallo che, via via , scendono giù per la rampa delle scale per poi finire dritte dritte in un’altra stanza, dentro la vasca da bagno dove c’è il cadavere della moglie di uno dei due litiganti(questa scena fu poi in parte ripresa da Dario Argento in “Suspiria”).
Il film è stato anche fonte d’ispirazione per Quentin Tarantino(una sua scena di Kill Bill è stata copiata da questo film, vale a dire quella nel quale il gestore del club spegne le luci, quasi uguale a quella in cui il maggiordomo spegne le luci all'inizio del film di Bava.).
In sostanza non è affatto il miglior Bava(“la frusta e il corpo”, “la maschera del demonio” e “i tre volti della paura” sono tutt’altra cosa), ma rimane un prodotto godibile, soprattutto per gli amanti del genere.
Una piccola menzione va alla colonna sonora, meravigliosa.


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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: lun 19 mag 2014, 15:53 
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The woman di Lucky McKee(2011)

Film decisamente brutto a livello di sceneggiatura, assolutamente piatta e prevedibile, brutto a livello tecnico, dove non c’è davvero nulla che sia degno di nota, dalla regia agli attori, dalle musiche alla fotografia(ho trovato a dir poco irritanti le varie musiche rock di sottofondo che con l’atmosfera horror non ci azzeccano nulla), un film che poteva davvero essere, viste le premesse, terrificante, ma che alla fine non incute per niente timore(e qui mi sembra doveroso aprire una piccola parentesi…al giorno d’oggi si ha, purtroppo, la moda di disgustare e schioccare lo spettatore con scene truculente, non ci sono più quelle atmosfere angoscianti e piene di pathos dei vecchi classici horror, adesso solo scene atte a dare il voltastomaco e basta), ma solo un inarrestabile senso di nausea per i continui strappamenti di budella e di organi vari da parte della belva, che alla fine rappresenta l’unico punto positivo del film, una belva feroce che un tempo era stato un essere umano, una razza di cui lei non vuole più fare parte perché infinitamente peggiore delle belve feroci.
Il suo lato animalesco colpisce molto, la sua ferocia contro gli aguzzini che si definiscono persone civili anche, ma al di là di questa ferocia non c’è nulla, i temi controversi come la violenza sulle donne in ambito familiare e la figura dell’uomo perfetto che in realtà tanto perfetto non è alla fine non sono stati sviluppati a dovere e questo è indubbiamente un gran peccato.
Un film prevedibile e a tratti anche un po’ pretenzioso, che andava sicuramente sviluppato meglio.

Ringu di Hideo Nakata(1998)

E’ il capostipite di una famosa e fortunata saga horror che ebbe inizio in Giappone nel 1998 e proseguita poi in America con i remake del 2002 e del 2005.
Un affascinante prodotto questo di Hideo Nakata, un film che punta molto su un’atmosfera molto surreale, sinistra e cupa(se siete alla ricerca di scene terrificanti sappiate fin da subito che non è il film adatto a voi) che crea quell’alone di mistero che circonda tutta la storia che, a mio avviso, lo rende molto affascinante.
Purtroppo però ci sono anche degli aspetti negativi come lo sviluppo della trama, dove si riscontrano molte incongruenze, il finale,
con la figura di Sadako che viene liquidata, a mio modesto parere, troppo in fretta,
non creando nello spettatore quell’interesse che, invece, riesce ai remake americani…alla fine in questo film si punta tutto sul paranormale, cosa che, purtroppo, alla fine svilisce un po’ il film.
E’ indubbiamente un buon prodotto che ha avuto dalla sua il merito di aver creato una saga e creato un personaggio iconico come Samara, ma purtroppo alcuni aspetti non curati del film non mi fanno andare oltre la sufficienza(ma nonostante questo lo reputo di gran lunga superiore ai sequel americani).


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 Oggetto del messaggio: Re: La stanzetta di Alex
MessaggioInviato: mar 20 mag 2014, 16:45 
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Shining di Stanley Kubrick (1980).

Parlare di questo film per me non e' semplice, oltre al considerarlo uno dei film piu' spaventosi della storia del cinema, fa parte del mio personale Olimpo cinematografico.
Kubrick e' riuscito a trarre da un mediocre romanzo di Stephen King il miglior film di paura di tutti i tempi, un film con un soggetto che si puo' benissimo riassumere in poche parole: un uomo che si reca per motivi di lavoro con la sua famiglia in un hotel che nasconde qualcosa di agghiacciante.
La storia e' tutta qui, non ci sono mostri, non ci sono entita' spaventose, non ci sono effetti speciali, non ci sono scene cruente, eppure la paura e' sempre li', sempre presente.
Non c'e' nessuna scena splatter, non ci sono scene truculenti, ma quel bambino che gira da solo con il triciclo per i corridoi desolati dell'hotel fa piu' paura di qualsiasi brutale omicidio.
Il film ripercorre la sottile linea che intercorre tra razionalita' e follia e Kubrick si diverte a mescolarle con elementi surreali e onirici.
Oltre a questo c'e' il cast...non ci sono parole per descrivere l'immensa bravura di Jack Nicholson, il suo sguardo e' veramente simile a quello di un folle che gioca a mostrare il suo lato deviante' rappresentato anche dalla metamorfosi che subisce il suo corpo(barba incolta, vesti trasandate, occhi aie consumate dall'assenza di razionalita').
Il bambino, Danny Lloyd, non e' da meno(il suo sguardo attonito e perso nel vuoto e' da grande attore), cosi' come la donna, Shelly Duvall, che mostra tutta la sua carica espressiva nei momenti di terrore, il tutto poi accompagnato da una location angosciante, perennemente al buio e sommersa dalla neve.
E' il film che rappresenta, a mio modesto parere, la summa dell'immenso talento di Kubrick, un autentico capolavoro, una storia di sanguinaria follia, la storia di un padre che, difronte ai suoi insuccessi, sceglie di dare la colpa a coloro che ama, vendicandosi di loro dei suoi insuccessi.
Angosciante e terribile, uno dei massimi capolavori del cinema mondiale.


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MessaggioInviato: mer 21 mag 2014, 2:40 
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The Hunter,
bel film.


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Finalmente sono riuscito a visionare "Mulholland Drive": zio porcone che roba balorda :asdrulez

So che chiedo tanto, ma interpretazioni? :asd


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