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Accipocalypto
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Ronaldinho re della Libertadores: Atletico Mineiro campione per la prima volta
Dopo la sconfitta per 2-0 all'andata con l'Olimpia Asuncion, stesso punteggio al ritorno in Brasile: la finale si decide ai rigori. Dinho: "Visto? Non sono finito"

Nel tempo in cui il Papa Francesco è in Brasile, accadono dei miracoli nel calcio. L’Atletico Mineiro aveva perso 0-2 la finale di andata della Libertadores con l’Olimpia ad Asuncion, ma in casa reagisce e vince 2-0. Dopo supplementari e rigori, in cui il portiere Victor risulta il grande eroe della serata, i bianconeri di Belo Horizonte conquistano la prima Coppa Libertadores della loro storia, la quarta consecutiva di un club brasiliano dopo quelle di Internacional (2010), Santos (2011) e Corinthians (2012).


re dei due mondi — È la prima Libertadores anche per Ronaldinho, che ora è uno degli otto giocatori del ristretto gruppo di campioni sia in Champions League che nel massimo torneo sudamericano per club. Nel 2005-06, Dinho aveva vinto il titolo europeo col Barcellona. Gli altri sette sono i brasiliani Dida (Milan- Cruzeiro), Cafu (Milan-San Paolo), Roque Júnior (Milan-Palmeiras); gli argentini Sorín (Juventus-River), Samuel (Inter-Boca), Solari (Real Madrid- River) e il neo-juventino Tevez (Manchester United-Boca Juniors).

TENSIONE — Clima teso prima della gara. Alcuni tifosi dell’Atletico Mineiro sparano razzi e petardi davanti all’albergo scelto inizialmente dall’Olimpia come quartier generale, per non lasciar dormire gli avversari. I paraguaiani, però, già si aspettavano qualcosa del genere e si erano spostati ad un altro hotel per depistare i molestatori: avevano prenotato, infatti, in tre alberghi diversi nella regione metropolitana di Belo Horizonte, per confondere le acque. Poi, il pullman che conduce l’Olimpia allo stadio viene preso a sassate. Va ricordato che anche i brasiliani erano stati accolti con violenze dentro e fuori campo nella finale d’andata ad Asuncion: un tifoso era stato ferito da colpo di pistola, pietre lanciate dagli spalti avevano sfiorato Ronaldinho quando l’ex milanista si preparava a battere un calcio d’angolo. La Confederazione Sudamericana sta meditando, in proposito, di far disputare le prossime finali della Libertadores in un Paese neutro.

la gara — L’Atletico Mineiro si presenta in campo sapendo di dover vincere con tre gol di scarto per conquistare il titolo ai 90’, o con due per rinviare la decisione ai supplementari ed eventualmente ai rigori: le reti in trasferta non valgono come spareggio nelle finali. I padroni di casa mettono l’Olimpia sotto pressione nei primissimi minuti. Con 15’ di partita sul cronometro, però, Victor, portiere atleticano, evita il gol di Bareiro. Poi un colpo di testa di Ronaldinho sfiora il palo, al 19’. “Eu acredito” ("io ci credo"), urla la tifoseria del Galo, ripetendo il mantra delle ultime partite. Al 33’ Victor si fa vedere di nuovo: nega il gol ad Alejandro Silva, che aveva segnato nella finale d’andata. L’Olimpia si chiude bene in difesa, ogni tanto avanza con pericolosità e finisce il primo tempo con un pareggio a reti inviolate.

sblocca jo — Ma appena 56 secondi dopo l'inizio della ripresa, i brasiliani alimentano le loro speranze: Jo, che non segnava da otto partite nelle varie competizioni, sblocca il risultato su cross di Rosinei e liscio di Pittoni, centrocampista della squadra paraguaiana. Anche grazie a questa rete, Jo è capocannoniere della Libertadores 2013 con sette reti su azione. L’Olimpia sembra spaventarsi per il gol subìto.

occasioni — I tifosi si infiammano al Mineirão, uno degli stadi del Mondiale 2014. Ci sono 56.557 paganti (58.620 presenti), per un incasso di 14.176.146 di reais (più di 4 milioni 700 mila euro): è record in una partita di calcio in Brasile, anche se non lo è certamente il pubblico. Al 5’ Diego Tardelli e Jo, in sequenza, quasi raddoppiano per il Galo. Al 9’ nuovamente Jo sfiora il gol, in due occasioni consecutive. Al 17’ Salgueiro spreca buona occasione di testa per il pareggio paraguaiano.

raddoppia leonardo silva — A quel punto, Ronaldinho prende le redini della partita, comincia a farsi vedere cercando di creare occasioni per i compagni. Al 37’ dribbla Martin Silva fuori area ,ma scivola prima di tentare la conclusione col portiere già battuto. Al 39’, l’Olimpia rimane in dieci: il difensore Manzur viene espulso per doppia ammonizione. Il miracolo arriva al 41’: Leonardo Silva di testa fa 2-0 su cross di Bernard. Poi Jo è trattenuto in area al 44’, ma l’arbitro colombiano Wilmar Roldan non concede il rigore. Si va ai supplementari.

incrocio dei pali — L’Atletico inizia l'extra-time con più gas: all'8’ il difensore Rever colpisce l'incrocio dei pali. Quindi Martin Silva si esibisce in un'ottima deviazione su tiro di Josué. All’inizio del secondo tempo supplementare, Bernard è colpito dai crampi, ma il fantasista atleticano rimane in campo, pur dolorante. Al 15’, Alecsandro salta il portiere dell’Olimpia, ma Miranda salva di testa il gol del titolo brasiliano. Decidono i rigori. I giocatori della squadra paraguaiana, stanchi, festeggiano per non aver subito gol ai supplementari.

VICTOR EROE — Dal dischetto, Victor, o meglio "San Victor", compie il miracolo avanzando di qualche passo per parare il primo tiro, di Miranda. L’arbitro convalida la respinta e non fa ripetere il penalty. Victor già aveva parato un rigore nel recupero contro i messicani del Tijuana ai quarti; poi in semifinale contro gli argentini del Newell’s Old Boys era stato nuovamente eroe ai tiri dal dischetto. Alecsandro, Guilherme, Jo e Leonardo Silva trasformano i quattro rigori dell’Atletico. Ferreyra, Candía e Aranda fanno centro tre volte per l’Olimpia, che spreca poi con Gimenez, il cui tentativo centra il palo. Ronaldinho non ha bisogno nemmeno di tirare, la coppa è già sua. La fama di tecnico "sfortunato" svanisce dalle spalle d Cuca.


SFOGO DI DINHO — "C'è un film nella mia testa - si sfoga Dinho a fine gara -. Sono tornato in Brasile per conquistare ciò che non avevo vinto. Dicevano che Jo era finito, che Ronaldinho era finito. Jo è tornato in nazionale, è stato campione della Confederations Cup... Non dico che gli atleti non commettano degli errori, ma non solo loro. Nel momento più difficile della mia vita (ricordando la malattia della madre, ndr), questa tifoseria mi ha abbracciato. Ora cerco nuovi obiettivi. La Libertadores ancora non basta per ripagare l'affetto dei tifosi”. Prossima fermata internazionale dei neo-campioni sudamericani: Marocco, Mondiale per Club, a dicembre. Magari in una finale col Bayern.

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Che pallonzole, dopo il 2 a 0 dell'andata pensavo l'Olimpia riuscisse a vincere la coppa, tra l'altro per quello che avevo visto aveva fatto una gran partita (con secondo gol di Pittoni mi pare proprio all'ultima azione su punizione). Mi scoccia parecchio, tifavo Paraguay

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ACM ha scritto:


re dei due mondi — È la prima Libertadores anche per Ronaldinho, che ora è uno degli otto giocatori del ristretto gruppo di campioni sia in Champions League che nel massimo torneo sudamericano per club. Nel 2005-06, Dinho aveva vinto il titolo europeo col Barcellona. Gli altri sette sono i brasiliani Dida (Milan- Cruzeiro), Cafu (Milan-San Paolo), Roque Júnior (Milan-Palmeiras); gli argentini Sorín (Juventus-River), Samuel (Inter-Boca), Solari (Real Madrid- River) e il neo-juventino Tevez (Manchester United-Boca Juniors).



Juan Pablo Sorín non vinse la UEFA Champions League 1995/96 con la Juventus; Santiago Solari non vinse la Coppa Libertadores 1996 con il River Plate.


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