Sentite questa:
https://it.eurosport.yahoo.com/blog/lav ... 23576.htmlGuardiola dal “falso nueve” ai “falsi terzini”
Dal "falso nueve" ai "falsi terzini", oppure alla "difesa a due". Chiamatela come volete ma Guardiola ha ideato un'altra diavoleria delle sue, mettendola in pratica nelle ultime due sfide contro Manchester United e Borussia Dortmund.
L'obiettivo è sempre lo stesso: fare maggior densità a centrocampo, ma questa volta non è il movimento della punta centrale a fare la differenza, bensì quello dei difensori laterali. Lo spostamento di Lahm in mediana nel corso della prima parte della stagione poteva essere letto come un indizio in questo senso ma negli ultimi 180 minuti di calcio Guardiola ha voluto strafare: nei movimenti offensivi il capitano bavarese (o Rafinha contro il Borussia) e il suo collega mancino Alaba si sono mossi lungo binari completamente diversi dal solito. In fase di possesso palla i due terzini non salivano subito a sovrapporsi alle ali, ma rientravano leggermente formando una sorta di quadrato al centro con i registi, permettendo loro di salire ulteriormente per disegnare una trama di passaggi fittissimi al limite dell'area avversaria.

FOTO: Le posizioni dei giocatori del Bayern contro il Manchester United nel match d’andata con il 4-2-3-1 (a sinistra) e nel match di ritorno con il 4-1-4-1 e i “falsi terzini” (a destra). Notate la riduzione dell’ampiezza del fronte di gioco bavarese e la maggior densità a centrocampo della seconda gara (fonte: FourFourTwo.com/StatsZone)
Tutto bellissimo sulla carta, salvo poi accorgersi del verdetto contrario del campo: contro il Manchester United infatti il Bayern non ha trovato la sua consueta fluidità di gioco e solo il gol dei Red Devils ha svegliato gli attaccanti della Bayern, un risveglio che ha coinciso - non a caso - con il ritorno a un più consueto 4-2-3-1 con l'inserimento a gara in corso di Rafinha.
Contro il Borussia Dortmund è andata decisamente peggio. Lo 0-3 casalingo di fronte ai gialloneri rappresenta infatti la peggior sconfitta nella carriera da allenatore di Pep Guardiola: un rovescio pesante non solo statisticamente ma anche tatticamente contro un mago del pressing come Jürgen Klopp, che ha intuito la vulnerabilità difensiva del nuovo schieramento del Bayern e ha lasciato inizialmente in panchina il suo centravanti Lewandowski (anche psicologicamente “a rischio” considerato il suo prossimo trasferimento in Baviera), affidandosi a un reparto offensivo tutto composto da giocatori velocissimi (Reus, Aubameyang, Grosskreutz e Mkhitaryan), per mettere in crisi Javi Martinez e Dante, non certo due fulmini di guerra.
I risultati statistici parlano chiaro: comparando i dati di Bayern-United e Bayern-Borussia a quelli dei big-match precedenti (quindi le gare di Champions e le sfide di Bundesliga contro Dortmund, Schalke e Leverkusen) si nota subito come il possesso palla, il numero dei passaggi complessivi e quelli dei passaggi riusciti scendano irrimediabilmente di 4-5 punti percentuali. Un flop o una fase di metamorfosi ancora embrionale?
Comunque la pensiate, non fatevi ingannare dalle apparenze: quello che potrebbe sembrare un autogol da parte di Guardiola, in realtà potrebbe anche rappresentare un espediente per rilanciare il Bayern, una squadra che certamente rischia di essere sazia dopo tutti i successi degli ultimi 12 mesi. Già al Barcellona Guardiola aveva provato a ricaricare le pile psico-fisiche dei blaugrana con delle innovazioni tattiche come la difesa a tre (a volte schierando addirittura Dani Alves centrale), per poi tornare a schemi meno audaci nelle partite decisive della stagione; un progetto che sembra ripetersi ora a Monaco di Baviera.
Considerando la Bundesliga già vinta, al Bayern di Guardiola rimangono potenzialmente 5 partite “vere” in stagione, le gare che di fatto definiranno la prima annata del tecnico catalano nel nuovo habitat tedesco: tra delusione e leggenda a volte la distanza è davvero ridicola; a volte può dipendere persino da due “falsi terzini”... Meglio insistere quindi o tornare indietro? Conoscendo Pep, prepariamoci a essere sorpresi.