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MANCINI: "ALTRO CHE TURNO FACILE..." (Inter.it)
MILANO - Roberto Mancini è intervenuto alla trasmissione di Telenova "Nova Stadio". Il tecnico nerazzurro ha risposto alle domande dei giornalisti ed opinionisti presenti e dei tifosi che hanno interagito con la trasmissione attraverso telefonate ed e-mail.
Cosa è successo ieri sera?
"La squadra stava andando bene, purtroppo è arretrata troppo, fino al gol però non avevamo subito quasi nulla. Dire che si è trattato di un peccato di gioventù più che di una disattenzione. Ci dispiace perché nelle ultime partite i difensori avevano giocato benissimo, al di là di chi era poi sceso effettivamente in campo. Direi che il gol di ieri è stato un infortunio. Volevamo affrontare gli scontri diretti, come quello che ci aspetta domenica, con meno di dieci punti dalla vetta e ce l'avevamo quasi fatta. Tutto comunque dipende da noi. Ci crediamo ancora. Dobbiamo vincere più di due gare di fila e vedere quello che succede nelle prossime 5-6 partite".
Esaminiamo insieme il gol subito negli ultimi minuti?
"L'azione doveva essere interrotta prima che loro calciassero da fuori area. Dovevamo essere lì. Dopo sono successe cose che non potevamo più evitare".
Facciamo una domanda sulla difesa. C'è in rosa Nicolas Burdisso, perché non gioca?
"Sono d'accordo su Brudisso. Nicolas ha dovuto, all'inizio, passare un mese via con la nazionale olimpica, ha lavorato poco con noi. Credo che un giovane abbia bisogno di conoscere bene il nostro calcio. Ha qualità enormi, in questo campionato verrà fuori di nuovo, sarà importante per il futuro dell'Inter".
Quanto è grande il rammarico per non aver sfruttato occasioni come quella di ieri, in cui si poteva accorciare la classifica?
"Escludendo la serie iniziale di pareggi, il rammarico è adesso. La squadra sta bene da due mesi; i pareggi in casa con il Chievo e in trasferta con Parma e Udinese sono il vero rammarico. Queste vittorie avrebbero riaperto il campionato; il dispiacere è per questi ultimi tre pareggi. Con almento due vittorie su tre tutto, sarebbe stato più aperto. Ora 11 punti sono tanti, ma mancano 13 gare alla fine e le difficoltà le hanno tutte le squadre".
Pensa di aver fatto degli errori?
"Quando sei chiamato prendere delle decisioni puoi anche sbagliare".
Quanto è lontana questa Inter da quella che aveva in mente quando è arrivato a Milano?
"Penso e vedo che la squadra ha cambiato qualcosa. 15 pareggi qualcosa significano, ma anche 37 partite senza sconfitte vogliono dire qualcosa. Forse avrei sacrificato l'imbattibilità per qualche vittoria in più. Però ora non c'è più la mentalità di buttare la palla avanti e vedere cosa succede".
Quanto sarebbe stato determinante Martins ieri sera? E quanto inciderà Kily González nel derby?
"Quella di ieri sera sarebbe stata la sua partita. Soprattutto nel finale, dove con la sua velocità e imprevedibilità avrebbe potuto essere devastante. Però non stava bene. Speriamo recuperi per mercoledi. Per quanto riguarda Kily, è alla ricerca della miglior condizione e del ritmo partita"
Perchè insiste nel far giocare Stankovic?
"Perchè è un grande giocatore. Penso che debba ancora far vedere tutto quello che ha in termini di valori tecnici e fisici, che sono enormi. Lo conosco da tanti anni; a volte, per esagerare, non riesce ad esprimere tutto il suo potenziale. Per me resta un centrale, ma ho dovuto schierarlo sulle fasce, facendogli spesso cambiare posizione e la cosa non gli ha giovato"
Come si è arrivati a schierare Cambiasso nel ruolo di metodista?
"Perchè all'inizio abbiamo sofferto in alcune partite per l'assenza di adeguata copertura in mezzo al campo. Lui è stato bravo a farsi trovare pronto quando a Bruxelles abbiamo schierato il centrocampo a rombo, e da lì è diventato importante per noi".
Cosa dire di van der Meyde..
"È un grande giocatore, ha le qualità di un grandissimo calciatore. Lo conosco da 6 mesi. Forse ha perso un po' di fiducia rispetto all'inizio per il fatto di aver giocato meno, ma il fatto di essere l'unico esterno di ruolo dovrebbe spingerlo a sfruttare meglio questa opportunità"
Veniamo ad Adriano, che sembra un po' in crisi...
"È da poco rientrato dall'infortunio. Deve solo ritrovare la condizione e lo può fare solo giocando. Poi anche lui, come è successo a tutti, può saltare qualche partita. Forse all'inizio ci aveva abituati troppo bene, con uno o due gol a partita, che sono ritmi che non si possono tenere. Ma mi sembra tutto normale"
Ma è lei che lo fa giocare così largo?
"È il suo modo di giocare. Un attaccante va sull'esterno per cercarsi degli spazi. Lui lo fa anche per sfruttare le sue doti nell'uno contro uno. È normale che vada più a sinistra che a destra essendo mancino.
Si dice che un altro allenatore a undici punti dalla vetta non avrebbe resistito sulla panchina dell'Inter quanto lei...
"Non mi sono mai posto il problema. Credo che la squadra, al di là dei punti in meno, da metà dicembre sia andata molto bene. I bilanci si faranno solo alla fine"
Perchè Edgar Davids trova così poco spazio?
"Escludendo i problemi fisici che hanno condizionato il rendimento di Davids, vi domando io una cosa: se entra Davids deve uscire qualcuno, non si può giocare in dodici, o no?"
E Alvaro Recoba?
"Ho grande stima di Recoba, ha qualità enormi"
Ci dica il nome di un calciatore che chiederebbe volentieri a Moratti e che ritiene possa essere determinante per vincere uno scudetto..."
"È un nome banale, una risposta semplice... Totti è un giocatore straordinario, ma è difficile da prendere, visto anche quanto è importante per Roma. Totti è un calciatore che cambierebbe qualsiasi squadra".
Qual'è stato il momento più bello e quale quello più brutto di questi primi sei mesi?
"Non c'è stato un momento più bello di altri. Sono felicissimo di essere all'Inter e lo sono tutti i giorni. Sono sicuro che ci toglieremo enormi soddisfazioni"
Pensava di essersi fatto, da fuori, un'idea diversa di quello che era l'Inter?
"È normale che i calciatori li conosci meglio lavorandoci tutti i giorni, ma le valutazioni che mi ero fatto da fuori sono state poi sostanzialmente confermate nei fatti. Credo che la squadra abbia subito cercato di cambiare il proprio atteggiamento"
Crede che il peso politico dell'Inter sia minore di quello di Milan e Juventus?
"Non saprei... Ma le recenti battute di Moggi mi hanno fatto sorridere..."
Come sta la squadra in vista della trasferta di Champions League ad Oporto?
"Direi che sta bene sia fisicamente che moralmente. Siamo consapevoli delle insidie di un turno che tutti dicono essere un turno semplice. Io penso che si tratti di un ottavo di finale durissimo contro una squadra campione d'Europa e del mondo, con una rosa molto ampia, dove si sono inseriti benissimo i recenti acquisti di gennaio. Dovremo giocare alla grande per superare il turno".
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