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Come dico sempre, avanzare nelle coppe è molto, molto, molto più complicato di come lo si fa. Basta un black out di un quarto d'ora in una singola partita, anche contro una squadra inferiore (ma con motivazioni a palla) e sei fuori. Facile che capiti in percorsi a eliminazione (spesso) diretta così lunghi. Quindi vincere la Conference da parte della Roma era tutt'altro che un atto dovuto e la squadra ha compiuto comunque una piccola impresa (mi raccomando soffermarsi sull'aggettivo "piccola", non scelto a caso). Altro aspetto, è che squadre che si sono qualificate per il torneo arrivando (magari) settime poi si sono migliorate l'anno dopo, come credo sia proprio il caso del Feyenoord, che ha buttato dentro un po' di giocatori interessanti, nomi che si sentono anche a livello di calciomercato, rispetto a qualche anno fa.
Soprattutto, una squadra minore (nel senso: non il Real o il City) che vive quell'impegno come fondamentale, come se si trattasse di sbarcare su Marte, e quindi dà il 102% su ogni palla, prepara la partita con tutta la cura del mondo, ecc. ti mette comunque in difficoltà, specie perché ovviamente difficile che i tuoi giocatori la vivano allo stesso modo, mettendo eguale cura e impegno. Mettiamoci che ci sono anche le squadre scese dall'EL (a un certo punto avviene una naturale scrematura quindi non è che affronti le squadre lituane o moldave).
Detto questo, il modo di analizzare e di vivere il calcio da parte dei tifosi lo trovo sbagliato, come pure la fissa dei miei colleghi romanisti per "il trofeo" a tutti i costi, perché la Lazio li ha vinti negli ultimi anni e la Roma no (ovviamente una semifinale di Champions è molto più difficile da centrare di una Coppa Italia... ma non ti rimane in mano niente quindi "è un flop", come pure la Roma di Spalletti che fa una roba come 87 punti, e anche lei non vince niente, sotto il tanto odiato e schifato Pallotta). La cultura calcistica per la quale vale solo il primo posto, e tra secondo o semifinalista e ultimo o eliminato al primo turno non c'è differenza. Non è affatto così. La Roma è da un po' che sta facendo bene in Europa (e spesso altrettanto male in campionato). Sostanzialmente appena la squadra perde un po' di contatto con le posizioni di vertice (ma neanche tanto, basta andare a cinque recuperabilissimi punti da quarto posto) e la testa inconsciamente si sposta sull'impegno europeo, non essendo la squadra attrezzata per fare bene tutte le competizioni.
A mio avviso, il cammino fatto dalla Roma di Fonseca (anche se è impopolare magari dirlo, perché Mourinho attacca gli arbitri ogni due per tre, quindi è diventato l'idolo della tifoseria... insomma, ci sa fare) in EL è stato anche superiore a quello che ha portato a vincere la Conference. Questo con un materiale umano nel complesso pure abb. inferiore (il solo Abraham, per dire, ti sposta parecchio... peraltro Mou aveva un portiere, che in finale è stato pure decisivo, Fonsy no).
Però per i tifosi e l'opinione pubblica Fonsy è un fallito e Mou un genio capace di cavarti fuori il titulo pure in una stagione altrimenti negativa (che peraltro include i due peggio psicodrammi di sempre: essersi fatti recuperare tre gol in casa in sei minuti dalla Juve, che era diretta avversaria per il posto Champions, e il 6-1 a Bodo: premesso che i norvegesi mi piacevano tantissimo, che il campo, il viaggio in #@*§ al mondo, il vento polare, ecc. sono cose che incidono parecchio più di quanto si pensi, non puoi perderci 6-1, non è il Bayern, il Barcellona o lo United, dai). Rammento che Fonsy ha eliminato l'Ajax (che era leggermente fortino e parecchio superiore a noi), oltre a squadre tipo lo Shakhtar (che in Champions ogni tanto fa cose come vincere col Real in casa e fuori), il Braga e altre... E, sì, con lo United (che è lo United, non il Bodo) stava pure vincendo 2-1 fuori, e la squadra è crollata quando gliene sono morti tre in un tempo, cosa che nella storia del calcio non si è mai vista, Diawara stava in campo ma non giocava ed è entrato Mirante che se ci mettevi una sedia capace che era meglio...
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