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Sabatini su Zeman: «C'è ipotesi esonero»
Sabatini: «C'è la possibilità di cambiare l'allenatore. Ora dobbiamo riflettere»
ROMA - Dopo il pareggio con il Bologna, la situazione di Zeman è in bilico. Prima della presentazione di Torosidis, ha parlato il ds Sabatini: «Si sta vivendo un rapporto, non lo stiamo consumando, fino in fondo alcune cose andrebbero rivisitate. È stata un'osservazione fatta dal mister e un'altra osservazione fatta dal dg. Mi sembra che rientri nel gioco delle parti, non è successo niente, anche se la partita poi è stata bruttina. Anche se devo dire che stiamo celebrando funerali che non dovrebbero esserci, perché la squadra nelle ultime partite ne ha vinte due e ne ha pareggiate altrettante. Non voglio dire che siamo soddisfatti dei risultati, alcune cose sono da sistemare»
ZEMAN RISCHIA? - "Zeman è l'allenatore che ha scelto la Roma e lo ha scelto quasi in maniera euforica lo abbiamo scelto pensando che avrebbe fatto prevalere nei ragazzi la voglia di fare un calcio propositivo, arrogante prorompente, che avrebbe dovuto schiacciare l'avversario. Questo ci è riuscito perché siamo convinti che chi viene a vedere la Roma merita un calcio di questo genere, anche se andremo a fare dei correttivi li faremo da quella parte. Zeman ha centrato questo obiettivo perché la Roma ha il miglior attacco della serie A. Altri risultati ottenuti scegliendo Zeman è che lui con il suo coraggio, ha capito subito quali giocatori potevano essere migliorati, come Lamela. Dopo però si arriva a una situazione odierna, e ora ci fermeremo un po' interrogandoci sui motivi che ci hanno portato a far cose non congrue, o dal punto di vista tattico, o dal punto di vista dell'organico. Questo comporta anche la possibilità di cambiare allenatore, molto marginalmente perché l'allenatore ha fatto bene con noi, nonostante tutto, e di cui siamo contenti. Non siamo condizionati dalle dichiarazioni di sabato. Non c'è questo rapporto tra di noi, non mi sono sentito minimamente sfiorato, ho solo rilevato le cose che ha detto, alcune giuste altre meno: la questione del regolamento la considererei un po' pigra visto che sa che un regolamento esiste. Stiamo pensando di fare un regolamento per il calciatore della Roma. Quando si è parlato di indisciplina devo premettere che il gruppo non può essere definito come gruppo di ragazzi non in gamba, sono bravissimi dal punto di vista dei comportamenti, ovviamente sono 25, qualche esuberanza c'è, ci mancherebbe, ma sono tutte persone serie e prese dal lavoro che fanno, con le loro piccole debolezze che abbiamo tutti".
RESPONSABILITA' SOCIETA - "Noi le responsabilità sappiamo di doverle prende e sappiamo anche quando dovremo prenderle in maniera netta e definitiva, sappiamo cose proposte in maniera sbagliata. La disciplina è appannaggio dell'allenatore, la disciplina spicciola, quella di tutti i giorni è una prerogativa dell'allenatore e deve essere una prerogativa dell'allenatore".
ZEMAN NON È L'ERRORE PIU' GRANDE - "Per me non ha fatto solo cose brutte. Zeman le cose che doveva fare le ha fatte, ha fatto esordire un ragazzino di diciotto anni" .
ZEMAN E LA SOCIETA' - "Io so che questa proprietà sa quello che fa, sa dove vuole andare, lo sa perché mi ha trasferito il suo pensiero e i suoi progetti, io mi sento dentro questa vicenda, una persona in mezzo a tante altre cose. Se volesse continuare il mio rapporto con me, io accetterò se penserò di aver dato e poter dare a questa squadra abbastanza". Su Zeman. "Non stiamo vagliando candidature, comunque sempre ci si guarda intorno. Io conosco persone che potrebbero sostituirlo anche tra cinque minuti". Su alcuni casi (vedi Stekelenburg). "Ci sono casi che si sono incancreniti, anche se lui non li considera tali, che devono essere recuperati. Io non impongo scelte, non lo farei mai, ma certi casi vanno recuperati. La squadra deve essere unita e convinta verso un progetto vincente".
IL DOPO ZEMAN - "La Roma ha bisogno di un allenatore normale ma che abbia carisma e la capacità di convincere tutti quelli che lavorano con lui per costruire qualcosa di grande. Questa è una cosa che se la valuteremo, la valuteremo più avanti". "Non ho mai ascoltato il parere di un giocatore sull'allenatore, sarebbe una cosa tragica, ci sarebbe la dittatura dello spogliatoio, il dirigente si deve limitare a osservare alcune osservazioni, ma consultarsi con i giocatori per cacciare un allenatore e una cosa che non si deve fare e che io non ho mai fatto".
(Corsport.it)
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