Nicolas80 ha scritto:
Per me il discorso è semplice.
Qual è la "ratio" della norma? E' sanzionare un episodio di condotta violenta che per varie ragioni non sia stato oggetto di valutazione dell'arbitro in campo.
Che sia contemporaneo o immediatamente successivo ad un altro che è stato valutato è del tutto irrilevante.
Ho dato un occhiata veloce e la norma non mi sembra scritta male, è piuttosto chiara.
Il Giudice, nel momento in cui l'arbitro nega di aver visto l'episodio, non può far altro che applicare il regolamento giacchè ne deduce che esso non è stato oggetto di valutazione.
Viceversa, se l'arbitro ammette di aver notato l'episodio il Giudice non può sanzionare.
Se così non fosse la norma contrasterebbe con la ragione per cui è stata emanata.
Il Giudice in questo caso non c'entra nulla, il problema semmai concerne l'arbitro, ma come ovviare?
Solo lui può stabilire se ha notato o meno l'episodio, è a sua completa discrezione.
tutto vero.
unico appunto, sul discorso della norma poco chiara. A mio avviso c'è un paradosso di base: ciò che è passibile di prova tv è ciò che l'arbitro non vede e dunque non giudica sul campo. Ma l'arbitro, nel suo referto, non inserisce ciò che non vede (ovviamente), ma solo ciò che vede. Di conseguenza, in linea teorica, a tutto ciò che l'arbitro non ha scritto nel referto può essere applicata la prova televisiva. Ma chi decide cosa? Non l'arbitro, non gli ispettori FIGC, non il giudice sportivo. Non c'è un organo ufficiale preposto, insomma.
Sarebbe molto più facile e più logico, a mio avviso, se ci fosse una sorta di commissione arbitrale esterna volta ad analizzare i filmati di tutte le partite, rilevare
attivamente (e non passivamente) le eventuali scorrettezze sfuggite ai direttori di gara, e a segnalarle al giudice sportivo, senza lasciare che questo compito sia svolto dalle televisioni e dai giornali, magari imbeccati da questo o da quel club.