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(Il Messaggero - A. Angeloni) - Sbilanciandoci un po’, diciamo che Daniele De Rossi è a un passo da rinnovo del contratto con la Roma. Quinquennale da cinque milioni a stagione o giù di lì. Firma entro inizio campionato, ad essere ottimisti prima di Ferragosto. De Rossi deve dare una risposta definitiva, ma da quello che ha già fatto capire a Walter Sabatini durante il suo soggiorno a Riscone di Brunico, la priorità è la Roma.
La classica «scelta di vita, di cuore». Inevitabile per uno come lui. La trattativa è stata lunga, pesante, fatta di tanti incontri (alcuni anche negativi), di mille telefonate e ancora forse non è finita. Tutto è cominciato qualche mese fa, quando Sabatini ha alzato il telefono e ha contattato Sergio Berti, manager di Daniele. Così, tanto per capire se quelle voci che volevano il centrocampista un po’ stanco di stare ancora in una città che lo ha (non tutta, ovviamente) preso di mira, fossero vere. E lo erano: Daniele si era stancato di persone che gli facevano le pulci, di quelli che lo controllavano se beveva un bicchiere in più o se tornava a casa un’ora dopo il previsto. Basti ricordare certe dichiarazioni di De Rossi, del tipo «a Roma le cose stanno cambiando», «mi sento meno coccolato» e altre dello stesso genere. De Rossi non si è sentito più un intoccabile per la gente, è stato attaccato per questioni personali e questo gli ha cambiato l’umore. Ma l’amore per la Roma non è mai mutato. Daniele, quindi, per un certo periodo ha pensato fosse giusto cambiare aria. Le grandi società non si sono presentate dalla Roma, ma da lui certamente sì, nonostante le smentite del suo entourage. Il Chelsea prima, il Real poi, il City da sempre. Soldi, sceicchi, tentazioni estreme per il portafogli. Evidentemente non per la passione. De Rossi ha detto no, vuole restare. Almeno per ora.
Con le big d’Europa sul calciatore, per di più a scadenza di contratto, per la Roma non è stata una trattativa semplice, anche se il nuovo direttore sportivo Sabatini ci ha creduto fino alla fine ed è andato avanti pur correndo il rischio di perderlo. E’ chiaro, quello di Daniele è e sarà un contratto molto oneroso, da top player, che peserà sul bilancio. Del resto la Roma americana non poteva permettersi di perderlo ora, tanto meno di lasciarlo andare via l’anno prossimo a parametro zero. Sarebbe stata una brutta figura, una sorta di falsa partenza. De Rossi ha trattato, ha chiesto e ottenuto, non tutto ovviamente. La Roma ha provato a giocare al ribasso e alla fine ha dovuto cedere, non proponendo però un contratto alla City (nove a stagione per il calciatore, una trentina per la Roma). «Abbiamo formulato un’offerta equilibrata con ampi elementi di variabilità, che dovrebbero essere la linea guida di qualsiasi contratto stipulato con un calciatore. La nostra intenzione è tenerlo e dovremo trovare una soluzione. Non c’è nessun termine, speriamo che la trattativa si concluda prima dell’inizio della stagione agonistica», le parole di Claudio Fenucci, ad della Roma, dopo l’assemblea degli azionisti tenutasi ieri a Trigoria. Nonostante le cifre da capogiro girate intorno al centrocampista, la sua permanenza a Roma non è mai stata una questione di soldi. A Roma sta bene, con la Roma vuole continuare, Luis Enrique gli piace e soprattutto vuole dimostrare di essere ancora quell’incantevole e continuo calciatore di qualche tempo fa. Vuole togliersi l’etichetta di cattivo, dopo gli episodi negativi (gomitate) contro lo Shakhtar e Bari. Episodi che gli hanno fatto perdere la nazionale. Prandelli sta per perdonarlo e lo convocherà per l’amichevole del 10 agosto con la Spagna a Bari. Per quella data, magari, Daniele avrà un nuovo contratto, un altro umore.
(Corriere dello Sport - R. Maida) - La Roma non vuole smettere di sventolare la bandiera. «Abbiamo fatto un’offerta a De Rossi », annuncia con un sorriso l’amministratore delegato Claudio Fenucci al termine dell’assemblea degli azionisti, mentre Trigoria pende dalle sue labbra.
«Abbiamo incontrato il procuratore e lo faremo anche prossimamente. La nostra intenzione è di trattenerlo a Roma, la voglia di Daniele è di restare, quindi dobbiamo solo trovare un punto di incontro» . In altre parole, al di là dei buoni propositi, manca l’accordo economico: il Manchester City ha proposto un contratto da sette milioni di euro a stagione. Qualcosa di inarrivabile.
LA SOLUZIONE - Come contrastare lo strapotere finanziario degli sceicchi? «C’è differenza in questo momento tra domanda e offerta, come in qualunque trattativa. Noi potremo stipulare il rinnovo contrattuale secondo le esigenze del calciatore, compatibilmente con le necessità della Roma per il presente e il futuro». L’idea è un quinquennale con consistente stipendio fisso, di poco superiore a 4 milioni, con molti bonus, tipico delle negoziazioni del terzo millennio: «Devono esserci ampi elementi di variabilità, la linea guida di qualsiasi contratto». La sensazioneè che, al di là dei sentimenti, questa trattativa dipenderà proprio dall’entità e dalla quantità dei premi. Esempio: un conto è aumentare il salario al compimento della quinta presenza, un conto è aspettare la ventesima; una cosa è lo “scatto” in caso di scudetto, un’altra il bonus in caso di piazzamento in Europa. E così via. La cosa importante è che De Rossi sia ancora felice di discutere un futuro nella Roma. Fino a qualche settimana fa - diciamo prima dell’incontro con Luis Enrique - lo scenario era molto diverso.
TEMPISTICA - Intanto Roberto Mancini lo attende fiducioso. A Manchester sono convinti diavere superato la concorrenza di Real Madrid e Chelsea e che De Rossi alla fine accetterà di raggiungere Aguero al City. Questione di pochi giorni e la verità verrà fuori. "Non abbiamo fissato un termine per la trattativa- chiarisce Fenucci - ma vorremmo arrivare alla firma di De Rossi entro l’inizio della stagione agonistica". Un paio di settimane quindi. Un nuovo incontro tra Fenucci, Sabatini e il manager Sergio Berti sarà organizzato molto presto. Non c’è tempo da perdere: il contratto di De Rossi, unico rappresentante della Roma nella Nazionale di Prandelli, scadetra meno di undici mesi.
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