Juventus, nessun premio. Abolita somma scudetto
Non ci sarà alcun premio collettivo aggiuntivo in caso di tricolore. Le buste paga estive di ciascun giocatore saranno più ricche degli standard grazie ai bonus individuali - una consuetudine in tutti i contratti -, però non verranno gonfiate dal classico riconoscimento tricoloretutto è incluso nei bonus individualiTORINO - Il conto alla rovescia per la conquista aritmetica dello scudetto è entrato nella sua fase più calda. Domenica nel derby contro il Torino (ma solo se il Napoli non vince l’anticipo col Pescara) o al più tardi la settimana successiva (5 maggio) contro il Palermo, champagne e coriandoli sono pronti a esplodere nello spogliatoio juventino. Se i tifosi bianconeri preparano gli ultimi dettagli in vista dei caroselli per le strade di tutta Italia, meno agitazione del solito si registra al “reparto bonifici” di corso Galileo Ferraris. Il teorema economico “più vinci, più guadagni” non è cambiato (anzi...), ma rispetto allo scorso anno i ministri dell’economia della Juventus hanno variato alcuni punti della legislazione interna.
NIENTE FERRARI - Uno in particolare: nessun premio collettivo (aggiuntivo) in caso di scudetto. Le buste paga estive di ciascun giocatore saranno più ricche degli standard grazie ai bonus individuali - una consuetudine in tutti i contratti -, però non verranno gonfiate dal classico riconoscimento tricolore. L’assegno da 200 mila euro (barattabile con una Ferrari personalizzata) che un anno fa aveva ricompensato Gigi Buffon & C. della strepitosa (e inaspettata) cavalcata scudetto battezzata contro il Milan, quest’anno è stato abolito. Un po’ come a dire: siamo la Juventus e vincere il campionato deve essere la normalità. Ma soprattutto: siamo avanti nella traduzione in pratica delle nuove normative contrattuali.
BONUS SINGOLI - L’abolizione del maxipremio s’inserisce infatti nel piano di modernizzazione del club, da un paio di stagioni in prima linea nella “battaglia” per la stipula di accordi diversificati. Il contratto di Marco Motta e Simone Pepe (all’epoca del trasferimento dell’Udinese alla Juve dell’estate 2010) e soprattutto il rinnovo di Giorgio Chiellini rappresentarono i primi passi della rivoluzione societaria. Una strategia, quella della variabilità dello stipendio, pian piano diffusasi a macchia d’olio tra i tutti i club della A. In modo particolare tra le big, dove i salari sono alti, ma alte sono pure le richieste di successi. Le due esigenze camminano di pari passo, di conseguenza ogni giocatore ha un fisso assicurato e una parte variabile oscillante verso l’alto in base ai risultati singoli e di squadra. Lo scudetto (e sarebbe stato così anche per le altre Coppe) è compreso nella seconda voce, mentre il rendimento (gol, presenze...) varia a seconda dei giocatori e di quanto scritto nero su bianco su ognuna delle loro scritture.
GUADAGNI - La certezza è che tutti, chi più e chi meno - da capitan Buffon al terzo portiere Rubinho -, trarranno giovamento economico dall’effetto scudetto. Secondo le stime, per i big della rosa di Conte il surplus si aggirerà di nuovo intorno ai 200 mila euro.
Filippo Cornacchia
Marco Bonetto
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