ma io sono d'accordo che l'aspetto fisico influenza grandemente la percezione di sé, in particolar modo negli anni più delicati, quelli dell'adolescenza e della giovinezza. Lo so anche per esperienza personale, da bambino bassotto, grassoccio e miope come un pipistrello qual ero

ma, e lo dico sempre per esperienza (ma non solo), non è una condizione necessariamente definitiva, né necessariamente invalidante.
L'Elephant Man di turno, povera bestia, avrà sempre enormi difficoltà nella società moderna, ma non mi pare che nella società vittoriana se la passasse tanto meglio, visto che era finito in un circo itinerante

E comunque si tratta di un caso assolutamente estremo.
per le altre persone, il 70% spannometrico che dice Nicolas, ci sono tutte le possibilità per affrancarsi totalmente (o quasi) dal proprio aspetto esteriore e di condurre una vita sociale/sessuale/sentimentale assolutamente normale, se non addirittura super. Ci sono mezzi pratici per migliorare il proprio aspetto (sport, alimentazione, eleganza etc) e mezzi pratici per aumentare il proprio peso sociale al di là della bellezza (intelligenza, cultura, senso dell'umorismo, carriera, stile di vita, etc). E sono a disposizione di chiunque.
poi, se uno non solo è brutto, ma si trascura, non esce di casa, va in giro in tuta, non legge, non sa divertirsi e tantomeno divertire gli altri, non ama la compagnia, non sa tenere una conversazione, non ride, è passivo, è pigro, etc etc, allora si merita di vivere come un emarginato. Non perché è brutto, ma perché non sa stare al mondo.
Certo che queste cose - in parte - non sono definitive e non sono sempre solo invalidanti, ma questo è un altro punto. Che c'è la possibilità di migliorarsi è chiaro, il mo ragionamento si basa sulla premesse di un certo/ specifico aspetto fisico. Poi questi movimenti di auto-miglioramento stanno diventando molto prominenti. Il numero di gente che va in palestra etc. etc. è piuttosto alto ed in questo senso ci sarebbe anche un ri-nivellamento. Il fatto stesso che bisogna automigliorarsi esteticamente - perché se parliamo di cultura in questo contesto parliamo di cultura in quanto cultura
, non di cultura in se - per tenere il passo dimostra l'importanza del apparire.