Pasta, pollo e i Plasmon: così Inzaghi divora l'ansia Pippo e le sue vigilie storiche: dieta ferrea, scaramanzie, telefonate ai genitori e un amuleto.
Pasta, pollo e i Plasmon: così Inzaghi divora l'ansia
La camomilla non è una soluzione. «Dovrei berne a litri». Filippo Inzaghi è un attaccante elettrico e per sedarlo non basta una tisana. «Non ha dormito nemmeno la notte prima di giocare con la Primavera», racconta Giancarlo, suo padre. «Si ricorda, quella partita di prova di qualche anno fa, dopo uno dei tanti infortuni gravi? Filippo era tesissimo e Baresi, che in quel periodo era l'allenatore dei ragazzi, mi disse "non ho mai visto uno così. Ha più voglia di giocare dei miei". Credo che sia questa la sua forza». Questa, e le centinaia di partite di calcio che guarda e riguarda in un mese. Questa, e un regime alimentare degno di uno spartano. Petto di pollo, pasta in bianco, «al pomodoro se vuol fare un colpo di vita», ridacchia il padre. «E bresaola, credo a tonnellate negli ultimi anni. Io ogni tanto gli dico: beviti quattro whisky, vai in campo e spaccali tutti».
La vigilia di Inzaghi di solito è molto semplice: sveglia, pranzo a casa con il menù già detto, poi via a Milanello, 12 minuti di macchina dal condominio di Gallarate nel quale resiste da irriducibile dopo il trasloco di Pirlo, Brocchi e Gattuso. Alla fine dell'allenamento la merenda con tè e biscotti Plasmon, la riunione tecnica, la cena e poi la partita di biliardo scaramantica con Brocchi. Quindi il rendez vous con materasso e cuscini che sembrano più duri da battere dei difensori avversari. «Gli anni passano, sì, ma prendere sonno resta sempre un dramma. Questa vigilia mi ricorda quella della finale di Manchester e quella della partita con il Bayern a Monaco». Scaramanzia anche questa, probabilmente. Ma la vera mossa scaramantica è nascosta sotto il polsino bianco, dentro al quale Inzaghi tiene un portafortuna del quale non vuole neppure parlare. Prima di infilare scarpette e polsino, però, c'è un'altra tappa irrinunciabile: la lunga serie di telefonate prepartita, l'ultima ai genitori, poi via sul pullman che porta allo stadio. «Di cosa parliamo? Di niente»,dice Giancarlo. «Facciamo finta che la partita non ci sia».
Fonte: Gazzetta dello Sport
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Temporale a Milano, Galliani ha pronto lo slogan: "Campo bagnato, campo fortunato!" Il dirigente rossonero ad una riunione in Lega Calcio con Abete, Matarrese, Moratti e Moroni per sciogliere il nodo della vicepresidenza federale.
Temporale a Milano, Galliani ha pronto lo slogan: "Campo bagnato, campo fortunato!"
Pioggia a catinelle a Milano, non il miglior viatico per una partita che si attende spettacolare come quella dell'andata, e soprattutto non un vantaggio per chi è chiamato a fare la partita per ribaltare il risultato di Old Trafford, ovvero il Milan.
Adriano Galliani, arrivato in Lega, a Via Rosellini, per una riunione informale con il presidente federale Abete, il presidente di Lega Matarrese e gli altri consiglieri federali di Lega, Moratti e Moroni, per sciogliere il nodo della vicepresidenza federale, prova a scherzarci su: "Che pioggia, sembra di essere a Manchester! Campo bagnato, campo fortunato...".
fonte: goal.com
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