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Come direbbe Kasuga, papiro.
Diciamolo subito: il risultato è leggermente troppo premiante per la Roma, che comunque va apprezzata per ordine, compattezza e per alcune prestazioni personali di altissimo spicco (Pizarro e Juan su tutti, ma pure Taddei e Riise); la Juve, oggi, pur con tutti i suoi limiti di gioco (che ne abbassano il livello a zero) ha giocato una partita quantomeno più ragionata, logica, più da squadra, come diceva Tarantolato.
Questo fino alle follie totali di Chiellini prima, sull'azione che ha poi portato Taddei a prendersi il rigore, e di tutta la squadra poi nell'espulsione di Buffon.
Quello schieramento su calcio d'angolo è completamente folle, su quel lancio di Taddei la Juve si comporta in maniera incomprensibile.
Detto questo, poche storie: questa per la Roma è una vittoria da pelle d'oca.
Vincere così, su un pallone rubato all'ultimo minuto da un nanetto e recapitato sulla testa di un rosso norvegese, pronto a far impazzire una città, nell'ultimo minuto di gara, ha davvero pochi uguali, come emozioni calcistiche.
Quell'azione simboleggia il calcio: è una palla sporca a centrocampo.
E quando ti dicono che ogni palla può diventare un gol, sembra una frase fatta: e invece no, è davvero così.
Ha ripreso quella palla come se fosse la più importante della partita: ed infatti è stata tale.
Ciliegina di una prestazione da autentico fuoriclasse, la miglior partita della carriera del centrocampista cileno.
La maestria con cui ah gestito ogni situazione, la classe con cui ha condotto la squadra e la capacità di piede con cui ha quasi detto alla Juve "questo io lo so fare, e voi?"
E loro, no.
Nessuno nella Juve ha quel tipo di capacità, la classe di far girare un centrocampo, di dare il ritmo alla squadra, di accompagnarla per mano anche in situazioni difficili ed intricate, senza buttare via la palla.
Davvero tanto di cappello a Pizarro.
Chiudendo il discorso sui singoli, visto che l'ho cominciato, ho visto un Juan immenso: non è una novità, io lo esalto su questo forum da quando è venuto a Roma
Prestazione di livello altissimo anche per lui, oggi: tempismo eleganza, classe ma anche ruvido, quando è servito.
Da applausi anche Taddei, ha preso il rigore (su assist di Pizarro, guarda caso) e lanciato Riise nell'occasione dell'espulsione di Buffon; infine, ovviamente, il norvegese.
Proprio lui così in difficoltà, l'anno scorso, su Marchionni, nel momento più difficile, forse, della sua stagione romanista: proprio lui, oggi, fa il gol che definisce il più importante della sua carriera.
Nella Juve, spicca Sissoko: ha retto la squadra in modo diverso da Pizarro, con la filosofia opposta di calcio. Tanto fisico, a volte anche troppo ma quel nerbo nei contrasti che per buona parte di gara ha fatto la differenza.
La partita: abbastanza povera di contenuti tecnici, in fondo.
Molto equilibrata all'inizio, entrambe le squadre tenevano il campo in maniera accettabile; la Roma dava l'impressione di poter affondare, se avesse avuto più convinzione.
L'infortunio di Toni, subito, non ha aiutato: la squadra si è retta su Pizarro e sulle corsie esterne, che Ranieri ha appositamente ritoccato.
Apprezzabile anche il movimento e la volontà di Vucinic, in alcune occasioni, però, troppo egoista.
Occasioni poche o forse nessuna: nella Juve grande difficoltà a fare gioco, l'idea è quella di sfruttare soprattutto i calci piazzati che Diego procura e calcia: in uno di questi Del Piero sfiora il gol.
Nel secondo tempo, la Roma pare migliorare: e invece arriva, a freddo il vantaggio della Juve, piuttosto casuale a dire il vero.
Diego cerca un filtrante, Juan impenna il pallone nell'unico intervento non sufficiente della sua gara e Del Piero trova un bellissimo sinistro sul palo lungo.
La Roma cerca di reagire, senza scoprirsi ma con poca veemenza.
La rimette in corsa soprattutto Chiellini: un buon intevento difensivo, si trasforma in un'uscita pessima, così Pizarro ribalta il fronte e Taddei si prende un rigore causato da Grosso, che Totti trasforma con freddezza e precisione.
Sembra un pareggio abbastanza giusto, poi arriba la sciagurata disposizione difensiva su calcio d'angolo a favoer, che lancia Riise verso Buffon, che preferisce il rosso al gol subito.
La Roma studia la situazione, non rischia nulla e aspetta di vedere se può piazzare l'affondo decisivo: arriva all'ultimo minuto con quell'azione così bella e rappresentativa di questo gioco.
Complimenti alla Roma, vittorie così sono davvero il sale del calcio.
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