-----------------------------------------------------------------------------------------
Un film già visto
11.06.2009 16:18 di Davide Bin articolo letto 1310 volte
Al Milan va di moda il "remake", ovvero la riproposizione di vecchie situazioni con nuovi protagonisti: troppo impegnati a disperarci per la cessione di Kakà, quasi non ci siamo accorti che ieri si è svolta l'ultima conferenza stampa di Paolo Maldini, quella originariamente in programma il giorno dopo Milan-Roma ma che era stata rinviata per il mancato raggiungimento della matematica qualificazione ai gironi di Champions e per il malumore di Maldini per gli striscioni esposti da alcuni esponenti della Curva Sud. Maldini ha detto cose interessanti sul futuro del Milan e da buon capitano non ha avuto paura a fare affermazioni coraggiose che possono risultare anche scomode: ha detto che senza Kakà sembra utopistico pensare di vincere la Champions League e che la scelta di Leonardo come allenatore è una scommessa affascinante, ma che forse nel Milan della prossima stagione ci sono troppe scommesse in una volta sola; frecciatine alla società che, ovviamente, Galliani non ha gradito, dichiarando subito che il calcio non è una scienza esatta e che si tratta solo del punto di vista di Maldini (sottintendendo che potrebbe tranquillamente sbagliarsi). Ma gli attriti fra Galliani e Maldini non finiscono qui e lo fa notare con molto garbo lo stesso Paolo parlando del suo futuro: "Se avrò dal Milan una proposta per un ruolo di responsabilità e non di facciata, sarà difficile dire di no, altrimenti sarà molto facile, come quando mi è stato proposto il settore giovanile." Ciò fa capire che nessuno nella società Milan si è premurato di offrire un ruolo di responsabilità a Maldini, una bandiera rossonera, una leggenda del calcio italiano e viene da chiedersi perchè, considerando la sua esperienza nel mondo del calcio e nella realtà Milan dopo venticinque anni di carriera ai massimi livelli e, soprattutto, pensando che si è sempre detto che al Milan prevalgono i sentimenti e la riconoscenza e c'è sempre posto in società per chi ha fatto grande il Milan. Difficile trovare nella storia rossonera chi abbia fatto meglio di Maldini, ovvio pensare che un ruolo importante per Paolo dovesse già essere stato trovato ben prima del suo ritiro, quindi dove sta l'inghippo? Ecco dove inizia il "remake" ovvero il film già visto undici anni fa con un protagonista diverso: anche allora si trattava di un capitano "simbolo" del Milan, il cui ritiro era stato onorato con una solenne promessa del presidente Berlusconi in occasione della cerimonia del ritiro della maglia al Forum di Assago quando era stata presentata la squadra della stagione successiva: "Baresi resterà con noi e sarà il nostro nuovo vice-presidente!"; peccato che qualcuno (non faccio nomi perchè l'ho già nominato in questo articolo...ecco l'indizio!), forse un po' invidioso o preoccupato che il suo ruolo venisse offuscato da chi era un autentico mito per il popolo rossonero (e lo è tuttora...), si era subito premurato di sottolineare "vice-presidente con delega al settore giovanile" e, infatti, il povero Baresi non ha mai avuto ruoli di particolare responsabilità all'interno della società, si è sempre più defilato fino al punto da tentare una nuova avventura al Fulham, salvo poi tornare quasi subito in Italia e al Milan; qualcuno sa dirmi, però, quale sia il ruolo attuale di Baresi al Milan?
Tornando all'attualità, Maldini ha inutito che rischiava di fare la stessa fine del precedente capitano al momento del ritiro e ha per ora rifiutato ruoli "di facciata", non ben precisati e, soprattutto, defilati al settore giovanile, per non interferire con chi vuole restare gestore unico e incontrastato della società rossonera. E' indubbio, infatti, che se Maldini avesse un ruolo importante in società, le sue parole sarebbero legge per l'adorante popolo rossonero e qualcuno potrebbe finire in secondo piano, perchè il fascino e il carisma di Maldini sono enormi e difficilmente paragonabili e contrastabili. Invece in società c'è qualcuno che pensa che il Milan sia "identificabile con una sola persona" e il virgolettato vi fa capire che non sono parole mie ma proprio di Paolo Maldini, pronunciate in riferimento alle sue dichiarazioni dopo Milan-Roma, quando ha detto che non si era sentito difeso e protetto dal Milan e Galliani gli ha risposto prendendola come una cosa personale (cioè come se Galliani fosse il Milan), mentre lui aveva fatto riferimento a tutto l'ambiente Milan, che è fatto da più componenti. Le ultime notizie dicono che c'è stata un'offerta del Chelsea a Paolo Maldini come "Team manager" e la proposta potrebbe anche essere accettata, visto che a Londra ritroverebbe l'amico Carlo Ancelotti, con cui ha un feeling particolare, ma la domanda inquietante sorge spontanea nella mente di ogni tifoso rossonero: possibile che Maldini non possa fare il team manager al Milan o che non ci sia un ruolo di responsabilità per lui in una società che tutti ormai definiscono in fase di decadimento? Ovvio sospettare che all'interno della dirigenza ci sia qualcuno che rema contro ad un eventuale inserimento di Maldini nell'organigramma societario con un ruolo operativo e non di facciata, perchè ovviamente Paolo diventerebbe un punto di riferimento e un'icona per tutti i tifosi rossoneri e offuscherebbe l'immagine di altri famosi e "ingombranti" dirigenti, ma io ritengo che sia assurdo lasciarsi scappare un simbolo, una bandiera come Paolo Maldini e che il suo esempio, la sua esperienza e la sua saggezza siano fondamentali per dare nuova linfa e ritrovata vitalità ad una società che ultimamente sta perdendo colpi e che, come la squadra, avrebbe bisogno di rinnovamento e ringiovanimento. Paolo Maldini è entrato di diritto nella leggenda rossonera e deve rimanerci, quindi si eviti l'errore di ammainare così presto una bandiera che deve continuare a sventolare alta nel cielo di Milanello e all'ingresso di Via Turati, altro che Londra e Stamford Bridge!