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 Oggetto del messaggio: Trapattoni vs. Lobanovsky vs. Sacchi
MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:16 
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I MIGLIORI TECNICI, ANNI '80, 6a puntata:

Decennio ricco di talenti ma stranamente povero di grandi allenatori (molti come il Trap e Lobanovski li possiamo considerare una sorta di esuberi degli anni Settanta) prima dell'avvento del ciclone Sacchi, chi è stato il migliore?

GIOVANNI TRAPATTONI: il Trap, l'allenatore italiano più vincente in assoluto, è una persona d'oro che traspare serietà e etica del lavoro da ogni poro, però quando lo fanno #@*§ non c'è ne per nessuno (chiedere a Strunz, Basler e Scholl!!), a quasi settantacinque anni non ha ancora smesso di allenare raccogliendo successi e consensi anche fuori dal retangolo verde. Assieme a Mourinho e Happel è l'unico allenatore al mondo ad aver vinto in ben quattro paesi diversi (Italia, Austria, Germania, Portogallo). Un grandissimo maestro di calcio, un vero e proprio artigiano del pallone, se Gentile Tardelli e anche Matthaus sono diventati quello che sono diventati, un briciolo di merito va anche all'intramontabile Gioppino.

VALERY LOBANOVSKY: una sorta di Breznev del pallone, sguardo gelido ed aria truce, sarà forse per questo che da noi in Occidente viene abbastanza sottovalutato. E' stato l'uomo che ha modernizzato il calcio dell'Est prendendo spunto dal calcio totale di Michels. Se il totaalvoetballdi Michels era più un calcio anarchico, specchio dell'Olanda liberal anni Settanta, quello di Lobanovski era al contrario un calcio spiccattamente socialista e collettivo. Superbo scopritore ed allevatore di talenti, negli anni Ottanta avrebbe potuto riscrivere la storia del calcio con il suo Laboratorio, peccato non ci sia riuscito. Può essere anche considerato una sorta di anticipatore delle idee di Arrigo Sacchi.

ARRIGO SACCHI: figura molto complessa e discussa, in molti lo adorano come un Messia mentre altri lo odiano cordialmente. E' stato il primo allenatore che ha saputo imporsi senza un solido passato da calciatore portando in Italia un calcio che sembrava un puro tabù. Da molti spacciato a torto come un innovatore, l'Arrighe in realtà è stato un fortissimo e geniale interprete del football. Grandissimo motivatore, ha saputo infondere le sue idee calcistiche a campioni fatti e finiti non avendo paura di niente e di nessuno. Peccato che poi si sia troppo irrigidito su alcune posizioni e che in molti, troppi, hanno cercato di scimmiottarlo, senza successo ovviamente.


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MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:38 
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Pur non idolatrandolo, non posso non ammettere che la squadra che negli anni 80 ha lasciato il segno più importante è il Milan.
Voto Sacchi.


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MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:44 
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accursio ha scritto:
Pur non idolatrandolo, non posso non ammettere che la squadra che negli anni 80 ha lasciato il segno più importante è il Milan.
Voto Sacchi.


Voto anch'io pur con qualche perplessità di fondo: allora affermarsi in Italia era più difficile che affermarsi in Europa perchè il campionato Italiano era una sorta di NBA...e in Italia quel Milan, contro squadre più probanti, fece poco. Però voto lo stesso anch'io Sacchi...


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MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:44 
Il russo, seguito dal Trap. Arrigo grandissimo motivatore ma quella squadra è stata straordinaria principalmente per l'11 titolare, che era appunto straordinario.


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MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:48 
ciccio graziani ha scritto:
accursio ha scritto:
Pur non idolatrandolo, non posso non ammettere che la squadra che negli anni 80 ha lasciato il segno più importante è il Milan.
Voto Sacchi.


Voto anch'io pur con qualche perplessità di fondo: allora affermarsi in Italia era più difficile che affermarsi in Europa perchè il campionato Italiano era una sorta di NBA...e in Italia quel Milan, contro squadre più probanti, fece poco. Però voto lo stesso anch'io Sacchi...


Per me questo può valere fino a un certo punto: il Milan aveva sicuramente uno stile di gioco più adatto all'Europa e poi c'è il solito discorso sulle inglesi etc... Però ecco Inter e Napoli in Coppa faticarono tantissimo, mentre il Milan dominò, e anzi risollevò il livello di una manifestazione che da qualche anno vedeva trionfare squadre ovviamente buone ma non eccezionali.


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MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:50 
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Beh comunque Sacchi fece due secondi posti in Italia, oltre allo scudetto, e considerata la competitività di quei tornei non è pochissimo...


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MessaggioInviato: lun 9 dic 2013, 10:55 
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accursio ha scritto:
Beh comunque Sacchi fece due secondi posti in Italia, oltre allo scudetto, e considerata la competitività di quei tornei non è pochissimo...


Aveva comunque una squadra molto più forte di Napoli ed Inter o anche della stessa Samp, almeno nell'11 titolare... Per farci capire nel 1990 arrivarono in finale di Coppa UEFA la Juventus (che viene ricordata dai suoi tifosi come una delle più brutte e scarse di sempre) e la Fiorentina che rischiò la retrocessione in B, due anni prima l'Atalanta che militava in B arrivò in semifinale di Coppa Coppe, era tutto il calcio italiano ad esser arcicompetitivo e quel Milan era la punta di diamante diciamo. nel 1989 poi il Milan non fu mai veramente in corsa e nel 1990 regalò letteralmente il tricolore al Napoli (la squadra, anche a Vienna contro il Benfica, si vedeva che non ce la faceva a reggersi in piedi), nel 1990/91 tutti i nodi vennero al pettine....


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ciccio graziani ha scritto:
accursio ha scritto:
Beh comunque Sacchi fece due secondi posti in Italia, oltre allo scudetto, e considerata la competitività di quei tornei non è pochissimo...


Aveva comunque una squadra molto più forte di Napoli ed Inter o anche della stessa Samp, almeno nell'11 titolare... Per farci capire nel 1990 arrivarono in finale di Coppa UEFA la Juventus (che viene ricordata dai suoi tifosi come una delle più brutte e scarse di sempre) e la Fiorentina che rischiò la retrocessione in B, due anni prima l'Atalanta che militava in B arrivò in semifinale di Coppa Coppe, era tutto il calcio italiano ad esser arcicompetitivo e quel Milan era la punta di diamante diciamo. nel 1989 poi il Milan non fu mai veramente in corsa e nel 1990 regalò letteralmente il tricolore al Napoli (la squadra, anche a Vienna contro il Benfica, si vedeva che non ce la faceva a reggersi in piedi), nel 1990/91 tutti i nodi vennero al pettine....


Giusto quello che scrivi, nella stagione 1989-90 c'è da dire che il Milan partì malissimo, e fu costretto ad una rincorsa forsennata che poi pagò a fine stagione. Nella stagione seguente, i giocatori iniziarono a ribellarsi ai modi sacchiani (in primis Van Basten) e il suo ciclo finì lì.


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accursio ha scritto:

Giusto quello che scrivi, nella stagione 1989-90 c'è da dire che il Milan partì malissimo, e fu costretto ad una rincorsa forsennata che poi pagò a fine stagione. Nella stagione seguente, i giocatori iniziarono a ribellarsi ai modi sacchiani (in primis Van Basten) e il suo ciclo finì lì.


E' vero, forse quel crollo così repentino nel finale va anche attribuito alla lunga rincorsa...quel Napoli era comunque al canto del cigno (l'anno dopo, senza Diego arrivò a metà classifica)


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 Oggetto del messaggio: Trapattoni vs. Lobanovsky vs. Sacchi
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