Francesco82 ha scritto:
Sì, per alcuni è il più bravo ad aver vestito la maglia del Milan, addirittura meglio di Rivera e Van Basten. E in rossonero ci è finito quasi a trent'anni, dopo stagioni mirabolanti in patria (dove lo definivano tipo il dio del calcio) e due mondiali da divinità, forse anche meglio in Svizzera che in Brasile, dove fu determinante perché l'uomo di maggior classe, ma a quanto so non era il leader.
Ricordo che Varela lo accusò di essere una fighetta e lo appese al muro, così spingendolo a giocare una parte conclusiva della manifestazione mostruosa.
In Italia ha debuttato come regista e uomo squadra autore di una valanga di gol, ha conquistato tre titoli, un paio di volte è stato nominato miglior giocatore del campionato, è arrivato a giocarsi una finale di coppa perdendola per un nulla contro quel Real Madrid.
Sì insomma, Schiaffino è un giocatore come Platini e questi qua, e spesso ce ne dimentichiamo.
Di Stefano considerava Schiaffino il suo più grande rivale negli Anni '50 per la palma di miglior calciatore al mondo. Bortolotti lo ha messo 8° nella sua classifica all time dagli Anni 30 al 2000, mentre Beccantini, nella sua graduatoria, lo ha inserito al fianco di Cruyff e Garrincha subito alle spalle del trio Maradona - Pelé - Di Stefano. Brera stravedeva per lui e lo considerava uno dei massimi Geni calcistici da lui veduti. Cesare Maldini ha detto che non era inferiore a Pelé e Di Stefano, mentre Pistilli, prima firma del Corriere dello Sport, lo ha definito «il suo giocatore preferito di tutti i tempi». In Uruguay, molti lo considerano il più grande giocatore della storia del loro Paese, anche se un sondaggio popolare tra giornalisti, esperti, appassionati ha finito per mettergli davanti H. Scarone, che in Uruguay è più amato ed era il simbolo di quello che gli uruguyani ritengono il loro periodo aureo (amano più le nazionali del '24, '28 e '30 di quella del '50.. paradossalmente l'impresa del '50 è molto più celebrata in Brasile, per via del Maracanazo, che in Uruguay... il giorno delle celebrazioni del 50° anno della finale Mondiale del 50, il più importante giornale brasiliano uscì con 2 pagine sull'argomento; in Uruguay tutti misero appena delle brevi a 1 colonna...). Insomma, parliamo di un Gigante nella storia del calcio, forse non da tutti così conosciuto perché le sue imprese sfumano nel tempo.
Come dici bene Francesco, forse è stato più grande ancora in Svizzera che in Brasile, dove infatti fu proclamato poi dagli esperti il miglior giocatore della manifestazione nonostante la presenza dei fenomeni dell'Ungheria. La semifinale contro l'Ungheria fu memorabile: ho letto libri e articoli di Brera, l'ho vista (come ricorda bene anche Ciccio) e posso scrivere di una partita maiuscola di Schiaffino, con due assist memorabili per Hohberg.
Il Milan aveva già tentato di prenderlo nel '50, ma non se ne fece nulla e potè arrivare a lui solo nel '54. Nella sua prima stagione italiana mise a referto 16 reti in 31 partite di campionato (se non ricordo male), questo malgrado fosse una mezzala di regia. Nel corso delle successive stagioni arretrò un po' il suo raggio d'azione, ma non fece mai mancare il proprio apporto di sostanza, intelligenza e classe. Gli storici dell'epoca dicevano vedesse il gioco con due mosse di anticipo su tutti gli altri e giocasse il 70% dei palloni di prima, in un'epoca dai ritmi barocchi e danzati. Oltre alla sua classe, celebre era la sua parsimonia, retaggio forse delle origini liguri della famiglia... si presentò dal presidente del Milan, di cui non ricordo il nome, e disse che se volevano risparmiare sulle maglie poteva concordare con i compagni di tingersi la pelle di rosso e nero...
