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GLENN MILLER ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Francesco82 ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Incubo ha scritto:
Concordo sono difficilmente paragonabili, se si vogliono paragonare, bisogna accettare anche il fatto che Di Stefano giocava in un epoca mediocre dove la maggior parte della gente aveva un doppio lavoro e non era un calciatore a tempo pieno.


Ognuno può avere le sue idee e pensare che il calcio di oggi sia meglio, per carità.

Ma ritenere l'epoca in cui giocava di Stefano mediocre è una #@*§, se permetti. E' forse l'epoca con più talento calcistico mai visto, appena usciti dalla guerra.

Molti considerano il Mondiale 54, per dire, il più grande mai veduto come contenuti tecnici e non parliamo di tifosi da bar, ma di firme del calibro di Brera, Tommasi o Bortolotti che seguono lo sport e il calcio da 60 anni.

Poi che all'epoca i giocatori avessero un doppio lavoro non è vero, mica sono gli Anni '20 o '30.


Ma infatti, per me gli anni '50 sono l'epoca più ricca di talento in assoluto. Si segnava molto anche per questo motivo, oltre che per gli schemi adottati, che favorivano medie gol superiori di molto a quelle di fine anni '70 e comunque nettamente superiori anche a quelle attuali. Ma un conto è dire che forse non tutti i grandi di allora oggi manterebbero quelle medie (per me è vero), un altro è dire che non sarebbero bravi a prescindere. Se in genere tutti segnano meno può essere anche che Di Stefano oggi segnerebbe un po' meno, ma ciò non toglie che sarebbe ancora il numero uno.


Sì d'accordissimo con te.
Poi bisogna anche calcolare che all'epoca comunque c'era più competitività tra le big, oggi il Bayern in Germania le vince tutte rifilando 6 reti alle avversarie; lo stesso avviene da anni in Spagna con Barça e Real e quasi allo stesso livello fa la Juve in Italia.
E il problema non è dei campionati, ma del livello globale che è sceso, perché quando Bayern, Real e Barça vanno in Europa e affrontano le terze o quarte dei campionati tedesco, spagnolo, italiano ecc (non le ventesime, ma le terze o le quarte), rifilano lo stesso 5 o 6 pere.
Forti loro, ma anche agghiaccianti le altre.


Quindi non e' ammissibile il concetto che le 5 coppe del Real siano fuffa, perche' contro nessuno, agli albori della coppa campioni..


GLENN MILLER ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Francesco82 ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Incubo ha scritto:
Concordo sono difficilmente paragonabili, se si vogliono paragonare, bisogna accettare anche il fatto che Di Stefano giocava in un epoca mediocre dove la maggior parte della gente aveva un doppio lavoro e non era un calciatore a tempo pieno.


Ognuno può avere le sue idee e pensare che il calcio di oggi sia meglio, per carità.

Ma ritenere l'epoca in cui giocava di Stefano mediocre è una #@*§, se permetti. E' forse l'epoca con più talento calcistico mai visto, appena usciti dalla guerra.

Molti considerano il Mondiale 54, per dire, il più grande mai veduto come contenuti tecnici e non parliamo di tifosi da bar, ma di firme del calibro di Brera, Tommasi o Bortolotti che seguono lo sport e il calcio da 60 anni.

Poi che all'epoca i giocatori avessero un doppio lavoro non è vero, mica sono gli Anni '20 o '30.


Ma infatti, per me gli anni '50 sono l'epoca più ricca di talento in assoluto. Si segnava molto anche per questo motivo, oltre che per gli schemi adottati, che favorivano medie gol superiori di molto a quelle di fine anni '70 e comunque nettamente superiori anche a quelle attuali. Ma un conto è dire che forse non tutti i grandi di allora oggi manterebbero quelle medie (per me è vero), un altro è dire che non sarebbero bravi a prescindere. Se in genere tutti segnano meno può essere anche che Di Stefano oggi segnerebbe un po' meno, ma ciò non toglie che sarebbe ancora il numero uno.


Sì d'accordissimo con te.
Poi bisogna anche calcolare che all'epoca comunque c'era più competitività tra le big, oggi il Bayern in Germania le vince tutte rifilando 6 reti alle avversarie; lo stesso avviene da anni in Spagna con Barça e Real e quasi allo stesso livello fa la Juve in Italia.
E il problema non è dei campionati, ma del livello globale che è sceso, perché quando Bayern, Real e Barça vanno in Europa e affrontano le terze o quarte dei campionati tedesco, spagnolo, italiano ecc (non le ventesime, ma le terze o le quarte), rifilano lo stesso 5 o 6 pere.
Forti loro, ma anche agghiaccianti le altre.


Quindi non e' ammissibile il concetto che le 5 coppe del Real siano fuffa, perche' contro nessuno, agli albori della coppa campioni..



Per me non era affatto fuffa perché quel Real si trovò ad affrontare squadre molto forti, per quanto certamente ci fossero meno partite e dunque si potesse arrivare in finale con meno sforzo.

Però alcune formazioni francesi non erano affatto male, il Milan di Schiaffino e Liedholm era una grandissima squadra, il Barcellona in quegli anni era altrettanto formidabile e a nomi non era tanto distante dal Barça attuale, con Kubala, Kocsis, Evaristo, Czibor e poi il giovane Suarez; il Manchester United stava venendo fuori in modo prepotente prima del disastro di Monaco.

In Spagna poi, a parte il Barcellona, c'erano pure Atl. Madrid e Siviglia che erano di buon-ottimo livello, era una Liga globalmente superiore a quella degli ultimi anni.

insomma, nel complesso c'era meno competitività rispetto ad epoche successive, ma non è quel Real giocasse contro i ridolini. Si trovava ad affrontare alcune compagini di valore, in patria e in Europa.


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MessaggioInviato: lun 17 mar 2014, 15:20 
Quoto. Aggiungo forse la rivale più forte in assoluto, quello Stade De Reims trascinato dal genio del dribbling Kopa, da un Hidalgo reputato top nel ruolo all'epoca e dal grande Fontaine, che mise in grave difficoltà il Real nel corso della prima finale, e che arrivò un'altra volta a giocarsi il titolo. Ricordo che lo Stade De Reims ha pure conquistato due Coppe Latina a inizio decennio, e come prestigio era una coppa dei campioni ante-litteram.

Peraltro, credo Marco sarai d'accordo anche tu, quel Real grazie ai suoi fuoriclasse tirava fuori il meglio nelle grandi occasioni: prima della finale del 1960 l'Enitracht, molto più fresco, giovane e atleticamente fortissimo, era dato dai più come favorito. Il Real vinse 7-3, Puskas segnò 4 gol e Alfredo 3. In Spagna per molti decenni si è detto che quella sera si è visto "El mejor futbol de la historia".


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MessaggioInviato: lun 17 mar 2014, 21:32 
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Francesco82 ha scritto:
Quoto. Aggiungo forse la rivale più forte in assoluto, quello Stade De Reims trascinato dal genio del dribbling Kopa, da un Hidalgo reputato top nel ruolo all'epoca e dal grande Fontaine, che mise in grave difficoltà il Real nel corso della prima finale, e che arrivò un'altra volta a giocarsi il titolo. Ricordo che lo Stade De Reims ha pure conquistato due Coppe Latina a inizio decennio, e come prestigio era una coppa dei campioni ante-litteram.

Peraltro, credo Marco sarai d'accordo anche tu, quel Real grazie ai suoi fuoriclasse tirava fuori il meglio nelle grandi occasioni: prima della finale del 1960 l'Enitracht, molto più fresco, giovane e atleticamente fortissimo, era dato dai più come favorito. Il Real vinse 7-3, Puskas segnò 4 gol e Alfredo 3. In Spagna per molti decenni si è detto che quella sera si è visto "El mejor futbol de la historia".



Sì quella sera Puskas e Di Stefano hanno giocato un match sensazionale, che tra l'altro io ho visto interamente. A un certo punto c'è un cross per l'Eintracht in zona d'attacco sulla fascia destra, non ricordo se di Krein o di qualcun altro, e ad allontanare la minaccia con un intervento degno del miglior difensore sbuca lui: Alfredo di Stefano. Aveva seguito l'azione senza palla e si era materializzato all'improvviso nel cuore della propria area per fermare l'azione dei tedeschi, anticipando tra l'altro il compagno Santamaria, denotando dunque anche enorme sagacia tattica e senso della posizione. Che dire: un vero calciatore totale, dinamico e polivalente come nessun altro da questo punto di vista.

Io ricordo quello che scrisse mi pare il grande Brian Glanville, giornalista e storico del calcio inglese: «Immaginate un giocatore che intervenga in scivolata come Facchetti, sia un leader come Beckenbauer, abbia la classe di Platini, sia più universale del calciatore totale Cruyff e segni come Gerd Muller. Sommate tutto questo e avrete Alfredo Di Stefano».


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MessaggioInviato: lun 17 mar 2014, 22:33 
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Località: Dudley
Francesco82 ha scritto:
..

La laudatio temporis acti è un male comune ed è difficile da estirpare, ma io ripeto che mi tengo tutta la vita il calcio degli ultimi anni, davvero non ho di che lamentarmi.



il calcio non e' fatto solo di champions league..

una volta il calcio era meglio , i campionati nazionali tipo quello italiano avevano un fascino unico , le 3 coppe europee erano tanta roba e tutte stimolanti al massimo , poi ci sono stati mondiali ed europei sontuosi , il calcio lo si viveva alla domenica alla radio come un rito nazionale collettivo e poi tutti a casa a vedere novantesimo , la sintesi di un'ora del match club e poi la domenica sportiva , c'erano solo 3 stranieri per squadra e le bandiere , trasimissioni tv come dio comanda e tanto altro , e' un dato di fatto per chiunque ha vissuto quell'epoca d'oro preferire quel calcio , oggi il business sfrenato dei club diventati aziende di societa' , la bosman , la pay tv , i campionati e le coppe spezzatino e tante altre iatture hanno irrimediabilmente rovinato questo sport.


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MessaggioInviato: mar 18 mar 2014, 10:03 
Oggi viviamo la naturale evoluzione di ciò che è stato creato allora, solo che allora avevamo più soldi degli altri e quindi ci gustavamo il meglio ;)


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MessaggioInviato: mer 9 ott 2019, 20:39 
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Dis31012018 ha scritto:
Ricordo che lo Stade De Reims ha pure conquistato due Coppe Latina a inizio decennio, e come prestigio era una coppa dei campioni ante-litteram.




Il Reims vinse solo una Coppa Latina nel 1953.


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