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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 19:27 
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Francesco82 ha scritto:
Sì ma che cohones ogni volta che c'è una discussione interessante, si arriva a comparare le varie epoche: era facile, era difficile, si buttavano, i difensori sono scarsi.

Correggo tutti: le medie gol di allora erano speculari a quelle attuali, si sono alzate di molto fra anni '40 e '50 per il cambio di sistema di gioco, e comunque non dicono molto sulla qualità del gioco, il Brasile del 1958 segnava molto perché era uno squadrone, le italiane di fine anni '70 segnavano poco perché avevano poca qualità.

Poca qualità? In attacco? Alla fine degli anni '70?

Magari in serie A oggi ci fosse un decimo di quella qualità... Bettega, Rossi, Pulici, Altobelli, Giordano, Pruzzo, Beccalossi, Bruno Conti, Claudio Sala, Virdis, Graziani, ecc.
Oggi in serie A si segna molto di più, eppure il livello tecnico è molto più basso in tutti i reparti.

Per come la vedo io, negli anni '70 e '80 si facevano pochi gol perché le difese erano molto più forti, i singoli difensori sapevano marcare e le squadre erano impostate in maniera difensiva.
Inoltre, il regolamento e gli arbitraggi favorivano di fatto chi si difendeva, a contrario di quello che succede oggi.


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 19:44 
Le squadre erano impostate in modo difensivo e il gioco era, in media, brutto e anche poco vincente a livello europeo. Nell'epoca che noi denigriamo, dominata dalle squadre inglesi, i nostri non pigliavano boccia. Il solo Nottingham in 2 anni ha fatto meglio di tutta la serie A degli anni '70 in Europa.

Quindi dobbiamo intenderci, se lo scopo del gioco è collezionare statistiche per dimostrare che si segna poco possiamo bearci della Grecia 2004, cui non ha segnato nessuno (immagino avesse difensori epocali), e lasciare a me il Brasile del 1970, l'Olanda anni '70, il Barcellona delle ultime stagioni etc... A ognuno il suo insomma, per me non è un caso che le medie gol fossero bassissime proprio quando il nostro calcio sul piano europeo rendeva poco.

In ogni caso, lo ripeto per la milionesima volta, oggi si segna poco più di allora, l'abisso è un luogo comune forumistico smentito dai fatti.
Questo, ripeto, a prescindere dal fatto che di solito segni meno perché non sei bravo a costruire gioco e le squadre si occupano principalmente della fase difensiva.


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 19:45 
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Oldboy ha scritto:
Poca qualità? In attacco? Alla fine degli anni '70?

Magari in serie A oggi ci fosse un decimo di quella qualità... Bettega, Rossi, Pulici, Altobelli, Giordano, Pruzzo, Beccalossi, Bruno Conti, Claudio Sala, Virdis, Graziani, ecc.
Oggi in serie A si segna molto di più, eppure il livello tecnico è molto più basso in tutti i reparti.

Per come la vedo io, negli anni '70 e '80 si facevano pochi gol perché le difese erano molto più forti, i singoli difensori sapevano marcare e le squadre erano impostate in maniera difensiva.
Inoltre, il regolamento e gli arbitraggi favorivano di fatto chi si difendeva, a contrario di quello che succede oggi.


Sono d'accordo ma l'abbiamo ripetuto fino alla nausea sto concetto


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 19:48 
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1) Meazza
2) V.Mazzola
3) Rivera
4) Baggio
5) Totti

Totti è molto bravo tecnicamente, ma a mio avviso non si può mettere sullo stesso piano di chi è stato protagonista di tre Mondiali (come Baggio).
O di chi ha segnato un'epoca nella storia di questo sport a livello mondiale, come ha fatto Meazza.

Tantissimi giocatori erano in possesso di una sublime tecnica individuale, ma non hanno inciso nelle competizioni internazionali.
Non basta guardare alle doti di palleggio, al tocco di palla, al dribbling e così via.
Per valutare un giocatore sul piano storico, a mio avviso bisogna considerare l'importanza delle competizioni nelle quali ha inciso.


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 19:50 
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Francesco, però è inevitabili che oggi si subiscano molti più gol evitabili, a causa del fatto che i nostri difensori non sappiano più marcare (perchè nei settori giovanili non imparano più i fondamentali difensivi e si punta tutto su movimenti e sincronismi collettivi).

Paradossalmente i difensori degli anni '30 si troverebbero benissimo nell'attuale calcio e meno nel calcio degli anni 40'-50'. Questo perchè i vari Rosetta, Caligaris, Allemandi, Monzeglio non giocavano di contatto sugli avversari ma si limitavano a presidiare la loro zona di competenza (come nella zona moderna). Inoltre i difensori degli anni '30, già facevano la diagonale con i mediani a seconda della provenienza dell'attacco e se sufficientemente addestrati effettuavano anche il trucchetto dell'off-side (che era un retaggio del vecchio fuorigioco a tre).


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 19:53 
In generale, comunque, se punti tutto su tutto fu fisico, marcatura, atteggiamento difensivo etc.. Puoi riuscire in imprese estemporanee come la Grecia, l'Inter del 2010, il Chelsea del 2012: si può vincere anche così, la storia lo dimostra del resto.
Però non lascerai segni profondi ne, di regola, resti ai vertici per tanti anni, segnando la storia, l'immaginario collettivo. Le nostre squadre nei periodi in cui il calcio era "chiuso" hanno adottato questa tattica puramente attendista che ha portato squadre come il Perugia, malato di pareggite, a sfiorare uno scudetto. Ma in Europa si combinava davvero poco/ nulla, e non è un caso.

La nazionale che giocava un gran calcio pur curando molto la fase difensiva invece si è imposta, grazie anche i tanti talenti autoctoni cresciuti in quel periodo.

Ciccio, va bene, oggi si marca meno, eppure la Spagna per tre competizioni non ha preso un gol importante, mentre la difesa dell'Italia con i celebrati fenomeni ne ha sempre presi (parlo del 1982 e del 1994). Questo perché la resa della difesa dipende tantissimo dall'atteggiamento della squadra, la Grecia nel 2004 ha una media-gol subiti molto più bassa dell'Italia del 1982. Quindi?

Non capisco perché insistere con queste cose: cosa si vuole dimostrare? Per me, si dimostra solo che quel calcio era molto meno divertente. Se poi la tesi (so che è così) è che i fenomeni attuali nella magica Serie A anni '70 e '80 segnerebbero di meno va benissimo, ma io dico anche chissenefrega.


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 20:02 
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Francesco82 ha scritto:
In ogni caso, lo ripeto per la milionesima volta, oggi si segna poco più di allora, l'abisso è un luogo comune forumistico smentito dai fatti.

Nella serie A di oggi si segna molto di più rispetto alla fine degli anni '70, e in generale rispetto agli anni Sessanta, Settanta e Ottanta.

Nel 1978-79 la media-gol è stata solo 1,9 reti a incontro.
Nel 1979-80 solo 1,88.
Nel 1980-81 è stata 1,92.

Nel 2013-14 la media è stata di 2,72 reti a partita.
Quindi un aumento di oltre il 40%.

Allora segnare era più difficile, per le ragioni già dette, ma appunto per questo il gol aveva un peso specifico maggiore.


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 20:02 
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è stato ripetuto mille volte che la media goal non significa niente in quanto a qualità
la media goal dice qualcosa , anzi molto , sull'impostazione delle squadre , ma veramente nulla sulla qualità
per quella bisogna fare il confronto con un riferimento attendibile e contemporaneo , ad esempio le coppe europee se parliamo di un campionato
si potrebbe dire che se hai tanti difensori bravi punti su un impostazione difensiva e viceversa , ma nemmeno è per forza cosi , l'olanda e l'argentina agli ultimi mondiali proprio in virtù di una squadra a trazione anteriore si sono schierate in maniera difensiva

si finisce a parlare sempre delle stesse cose , inutili , lontanissime dal calcio giocato e senza nemmeno alcuno spunto interessante dato che siamo sempre fermi sulle stesse posizioni
ma d'altronde quando c'è chi posta solo su questo...


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 20:22 
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Francesco82 ha scritto:
Ciccio, va bene, oggi si marca meno, eppure la Spagna per tre competizioni non ha preso un gol importante, mentre la difesa dell'Italia con i celebrati fenomeni ne ha sempre presi (parlo del 1982 e del 1994). Questo perché la resa della difesa dipende tantissimo dall'atteggiamento della squadra, la Grecia nel 2004 ha una media-gol subiti molto più bassa dell'Italia del 1982. Quindi?

A mio avviso la spiegazione sta nella forza degli avversari incontrati.
Quelli battuti dall'Italia nel 1982 non sono paragonabili a quelli incontrati dalla Grecia nel 2004, o dalla Spagna nel 2010.

Comunque il livello tecnico del calcio italiano è calato in ogni reparto, non soltanto in attacco. E' un fenomeno complessivo, e non è nemmeno una prerogativa italiana.


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MessaggioInviato: sab 4 ott 2014, 20:55 
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Lud giudicare in base a due filmati è sbagliato sia in un senso che nell'altro, è come se guardassimo Juve-Malmoe a spezzoni per giudicare la carriera di Pirlo e Tevez, è ovvio che sono cose non parziali ma quasi inesistenti.


Francesco, ma infatti io sarei per evitare questi confronti, almeno in termini assoluti. Voi (non so se è il tuo caso) continuate ad insistere sulla relatività dei vostri confronti e delle vostre classifiche composte more geometrico ma poi leggendo queste discussioni esce sempre la frase che tradisce il vero pensiero. Per esempio nella comparazione tra un lancio di Meazza e un lancio di Pirlo è implicito che si tratta di un confronto di natura assoluta. Perché non credo che chi dice cose del genere abbia in mente "il lancio di meazza relativo alla propria epoca" vs "il lancio di pirlo relativo alla propria epoca" . . .

(Con questo sto solo tentando di chiarire la mia posizione; non intendo insistere ulteriormente)


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