Reg. il: ven 2 mag 2014, Alle ore: 23:00 Messaggi: 4435
Bazzico diversi siti calciofili anche inglesi ed esteri. E devo dire che lì in tantissime graduatorie stilate Ibra viene dopo Totti, dunque non credo che sia opinione appannaggio esclusivo di questo forum. Fermo restando che come diceva Francesco nessuno dei due passerà alla storia come fenomeno epocale, si tratta di due grandissimi giocatori. Uno però, Ibrahimovic si è confrontato anche con grandissime realtà (non direi che quelle Juve, Inter, Milan e questo Psg siano realtà secondarie), l'altro, Totti, è rimasto legato per tutta la carriera ad una squadra di seconda fascia (con tutto il rispetto per la Roma). Non sto qui a fare una disamina tecnica approfondita, ma io credo di preferire Totti, per i motivi che vado a spiegare. Ibrahimovic è un centravanti atipico, un catalizzatore di gioco che esige che i palloni giocati in avanti transitino in quantità industriale sui suoi piedi. Contro squadre piccole e chiuse fa la differenza e decide i campionati, in Europa invece dove la manovra deve essere rapida e fluida, è quasi un elemento sfavorevole per le proprie squadre. Non è un caso che l'Inter abbia vinto la Champions con la partenza di Ibra, non è un caso che al Barça sia successo lo stesso, non è un caso che il Psg non l'abbia vinta in questi anni (tantini ormai con Ibra). E pressochè tutte le squadre in cui ha giocato Zlatan nella maturità, costruite attorno a lui, sono state tacciate di non avere un gioco: era così con l'Inter di Mancini e col Milan di Allegri, è stato così al Psg. Ibrahimovic è un giocatore per molti versi mostruoso e fenomenale, ma al di là della sua funzione di apriscatole contro squadre provinciali che giocano in molti uomini dietro la linea della palla, tatticamente costituisce un limite. Lui deve essere il playmaker d'attacco, il baricentro offensivo della squadra, il sole attorno a cui i compagni-satelliti devono ruotare. Lui decide che deve tirare quando vuole e da dove vuole; dispensa molti assist, è innegabile, ma li elargisce a suo piacimento, creando una palese asimmetria di gioco con i compagni che non fanno altrettanto tra di loro, ma lo cercano insistentemente. Basti pensare al rapporto combattuto con Cavani: l'uruguagio è stato palesemente penalizzato e limitato nelle sue capacità di gioco, che chiedono verticalizzazioni rapide e possibilità di svariare, incompatibili con quelle di Ibrahimovic. In Europa questo enorme limite diventa vistoso, la palla sui piedi dello svedese che deve tentare la sortita offensiva o manovrare a suo piacimento non paga ma penalizza. In coppa gli spazi si attaccano in velocità, le squadre avversarie giocano un calcio molto più aperto ed aggressivo tatticamente delle provinciali francesi o italiane. Il pressing è forsennato, gli spazi si accorciano. In questo tipo di scenario, zlatan diventa un giocatore normale e nulla più. Preferisco Totti appunto per ragioni diametralmente opposte a quelle per cui non apprezzo appieno Ibra. Il miglior Totti a mio avviso è quello 98-2004, schierato cioè da trequartista, non il falso 9 visto con Spalletti. Quel Totti ha la grandissima capacità di accelerare l'azione, di verticalizzarla repentinamente con lanci, passaggi e aperture improvvise. Non tarpa la manovra d'attacco, ma la velocizza, l'esatto opposto di quello che fa lo svedese. Delle invenzioni di Totti si sono giovati tanti compagni di reparto, Balbo, Batistuta, Montella, Cassano, Delvecchio, Osvaldo, Vucinic, Vieri, Inzaghi, Toni e molti altri meno illustri. Come ebbe a dire Bobo Vieri " in pochi sanno dare la palla di prima come la dà lui". Totti, ed in questo è tipicamente il 10 del 2000, non è innamorato del pallone, gioca a due tocchi o addirittura di prima e spalle alla porta, spesso trovando linee di passaggio nello spazio perfette. In tandem con attaccanti capaci di fare movimento senza palla e attaccare lo spazio, come ad esempio Montella o Batistuta, era semplicemente devastante. Viene facile ovviamente oggi, che Totti è un ex giocatore, dire che si preferisce lo svedese (a cui va riconosciuta grande longevità agonistica). Ma chi ricorda cosa sia stato Totti 10 anni fa può anche legittimamente preferire il romanista. Io lo preferisco. Posto un video esplicativo:
_________________ "Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più." (Bill Shankly)
Reg. il: mar 17 mag 2016 Alle ore: 22:51 Messaggi: 100
aladestra ha scritto:
Bazzico diversi siti calciofili anche inglesi ed esteri. E devo dire che lì in tantissime graduatorie stilate Ibra viene dopo Totti, dunque non credo che sia opinione appannaggio esclusivo di questo forum. Fermo restando che come diceva Francesco nessuno dei due passerà alla storia come fenomeno epocale, si tratta di due grandissimi giocatori. Uno però, Ibrahimovic si è confrontato anche con grandissime realtà (non direi che quelle Juve, Inter, Milan e questo Psg siano realtà secondarie), l'altro, Totti, è rimasto legato per tutta la carriera ad una squadra di seconda fascia (con tutto il rispetto per la Roma). Non sto qui a fare una disamina tecnica approfondita, ma io credo di preferire Totti, per i motivi che vado a spiegare. Ibrahimovic è un centravanti atipico, un catalizzatore di gioco che esige che i palloni giocati in avanti transitino in quantità industriale sui suoi piedi. Contro squadre piccole e chiuse fa la differenza e decide i campionati, in Europa invece dove la manovra deve essere rapida e fluida, è quasi un elemento sfavorevole per le proprie squadre. Non è un caso che l'Inter abbia vinto la Champions con la partenza di Ibra, non è un caso che al Barça sia successo lo stesso, non è un caso che il Psg non l'abbia vinta in questi anni (tantini ormai con Ibra). E pressochè tutte le squadre in cui ha giocato Zlatan nella maturità, costruite attorno a lui, sono state tacciate di non avere un gioco: era così con l'Inter di Mancini e col Milan di Allegri, è stato così al Psg. Ibrahimovic è un giocatore per molti versi mostruoso e fenomenale, ma al di là della sua funzione di apriscatole contro squadre provinciali che giocano in molti uomini dietro la linea della palla, tatticamente costituisce un limite. Lui deve essere il playmaker d'attacco, il baricentro offensivo della squadra, il sole attorno a cui i compagni-satelliti devono ruotare. Lui decide che deve tirare quando vuole e da dove vuole; dispensa molti assist, è innegabile, ma li elargisce a suo piacimento, creando una palese asimmetria di gioco con i compagni che non fanno altrettanto tra di loro, ma lo cercano insistentemente. Basti pensare al rapporto combattuto con Cavani: l'uruguagio è stato palesemente penalizzato e limitato nelle sue capacità di gioco, che chiedono verticalizzazioni rapide e possibilità di svariare, incompatibili con quelle di Ibrahimovic. In Europa questo enorme limite diventa vistoso, la palla sui piedi dello svedese che deve tentare la sortita offensiva o manovrare a suo piacimento non paga ma penalizza. In coppa gli spazi si attaccano in velocità, le squadre avversarie giocano un calcio molto più aperto ed aggressivo tatticamente delle provinciali francesi o italiane. Il pressing è forsennato, gli spazi si accorciano. In questo tipo di scenario, zlatan diventa un giocatore normale e nulla più. Preferisco Totti appunto per ragioni diametralmente opposte a quelle per cui non apprezzo appieno Ibra. Il miglior Totti a mio avviso è quello 98-2004, schierato cioè da trequartista, non il falso 9 visto con Spalletti. Quel Totti ha la grandissima capacità di accelerare l'azione, di verticalizzarla repentinamente con lanci, passaggi e aperture improvvise. Non tarpa la manovra d'attacco, ma la velocizza, l'esatto opposto di quello che fa lo svedese. Delle invenzioni di Totti si sono giovati tanti compagni di reparto, Balbo, Batistuta, Montella, Cassano, Delvecchio, Osvaldo, Vucinic, Vieri, Inzaghi, Toni e molti altri meno illustri. Come ebbe a dire Bobo Vieri " in pochi sanno dare la palla di prima come la dà lui". Totti, ed in questo è tipicamente il 10 del 2000, non è innamorato del pallone, gioca a due tocchi o addirittura di prima e spalle alla porta, spesso trovando linee di passaggio nello spazio perfette. In tandem con attaccanti capaci di fare movimento senza palla e attaccare lo spazio, come ad esempio Montella o Batistuta, era semplicemente devastante. Viene facile ovviamente oggi, che Totti è un ex giocatore, dire che si preferisce lo svedese (a cui va riconosciuta grande longevità agonistica). Ma chi ricorda cosa sia stato Totti 10 anni fa può anche legittimamente preferire il romanista. Io lo preferisco. Posto un video esplicativo:
Tanta teoria ma pochi fatti. Ibra non sa fare quello, Ibra limita questo, Totti è un mago di sta #@*§, ma alla fine i fatti parlano nettamente in favore di Ibra. Totti in champions, ma anche in nazionale e campionati ha fatto molto meno di Ibra e da questo non si scappa e inutile girarci intorno. Poi si può dire che Totti fa il gol con il pensiero, si può dire che le invenzioni di totti hanno giovato a caio e sempronio, ma se poi guardiamo ai 0 titoli, allora evidentemente le invenzioni di Ibra hanno giovato di più. sarei curioso di vedere queste graduatorie..
Io ho sempre riscontrato un plebiscito generale sia in Italia che all'estero in favore di Ibra.
Reg. il: ven 2 mag 2014, Alle ore: 23:00 Messaggi: 4435
Jason Bourne ha scritto:
aladestra ha scritto:
Bazzico diversi siti calciofili anche inglesi ed esteri. E devo dire che lì in tantissime graduatorie stilate Ibra viene dopo Totti, dunque non credo che sia opinione appannaggio esclusivo di questo forum. Fermo restando che come diceva Francesco nessuno dei due passerà alla storia come fenomeno epocale, si tratta di due grandissimi giocatori. Uno però, Ibrahimovic si è confrontato anche con grandissime realtà (non direi che quelle Juve, Inter, Milan e questo Psg siano realtà secondarie), l'altro, Totti, è rimasto legato per tutta la carriera ad una squadra di seconda fascia (con tutto il rispetto per la Roma). Non sto qui a fare una disamina tecnica approfondita, ma io credo di preferire Totti, per i motivi che vado a spiegare. Ibrahimovic è un centravanti atipico, un catalizzatore di gioco che esige che i palloni giocati in avanti transitino in quantità industriale sui suoi piedi. Contro squadre piccole e chiuse fa la differenza e decide i campionati, in Europa invece dove la manovra deve essere rapida e fluida, è quasi un elemento sfavorevole per le proprie squadre. Non è un caso che l'Inter abbia vinto la Champions con la partenza di Ibra, non è un caso che al Barça sia successo lo stesso, non è un caso che il Psg non l'abbia vinta in questi anni (tantini ormai con Ibra). E pressochè tutte le squadre in cui ha giocato Zlatan nella maturità, costruite attorno a lui, sono state tacciate di non avere un gioco: era così con l'Inter di Mancini e col Milan di Allegri, è stato così al Psg. Ibrahimovic è un giocatore per molti versi mostruoso e fenomenale, ma al di là della sua funzione di apriscatole contro squadre provinciali che giocano in molti uomini dietro la linea della palla, tatticamente costituisce un limite. Lui deve essere il playmaker d'attacco, il baricentro offensivo della squadra, il sole attorno a cui i compagni-satelliti devono ruotare. Lui decide che deve tirare quando vuole e da dove vuole; dispensa molti assist, è innegabile, ma li elargisce a suo piacimento, creando una palese asimmetria di gioco con i compagni che non fanno altrettanto tra di loro, ma lo cercano insistentemente. Basti pensare al rapporto combattuto con Cavani: l'uruguagio è stato palesemente penalizzato e limitato nelle sue capacità di gioco, che chiedono verticalizzazioni rapide e possibilità di svariare, incompatibili con quelle di Ibrahimovic. In Europa questo enorme limite diventa vistoso, la palla sui piedi dello svedese che deve tentare la sortita offensiva o manovrare a suo piacimento non paga ma penalizza. In coppa gli spazi si attaccano in velocità, le squadre avversarie giocano un calcio molto più aperto ed aggressivo tatticamente delle provinciali francesi o italiane. Il pressing è forsennato, gli spazi si accorciano. In questo tipo di scenario, zlatan diventa un giocatore normale e nulla più. Preferisco Totti appunto per ragioni diametralmente opposte a quelle per cui non apprezzo appieno Ibra. Il miglior Totti a mio avviso è quello 98-2004, schierato cioè da trequartista, non il falso 9 visto con Spalletti. Quel Totti ha la grandissima capacità di accelerare l'azione, di verticalizzarla repentinamente con lanci, passaggi e aperture improvvise. Non tarpa la manovra d'attacco, ma la velocizza, l'esatto opposto di quello che fa lo svedese. Delle invenzioni di Totti si sono giovati tanti compagni di reparto, Balbo, Batistuta, Montella, Cassano, Delvecchio, Osvaldo, Vucinic, Vieri, Inzaghi, Toni e molti altri meno illustri. Come ebbe a dire Bobo Vieri " in pochi sanno dare la palla di prima come la dà lui". Totti, ed in questo è tipicamente il 10 del 2000, non è innamorato del pallone, gioca a due tocchi o addirittura di prima e spalle alla porta, spesso trovando linee di passaggio nello spazio perfette. In tandem con attaccanti capaci di fare movimento senza palla e attaccare lo spazio, come ad esempio Montella o Batistuta, era semplicemente devastante. Viene facile ovviamente oggi, che Totti è un ex giocatore, dire che si preferisce lo svedese (a cui va riconosciuta grande longevità agonistica). Ma chi ricorda cosa sia stato Totti 10 anni fa può anche legittimamente preferire il romanista. Io lo preferisco. Posto un video esplicativo:
Tanta teoria ma pochi fatti. Ibra non sa fare quello, Ibra limita questo, Totti è un mago di sta #@*§, ma alla fine i fatti parlano nettamente in favore di Ibra. Totti in champions, ma anche in nazionale e campionati ha fatto molto meno di Ibra e da questo non si scappa e inutile girarci intorno. Poi si può dire che Totti fa il gol con il pensiero, si può dire che le invenzioni di totti hanno giovato a caio e sempronio, ma se poi guardiamo ai 0 titoli, allora evidentemente le invenzioni di Ibra hanno giovato di più. sarei curioso di vedere queste graduatorie..
Io ho sempre riscontrato un plebiscito generale sia in Italia che all'estero in favore di Ibra.
Se vabbè... di gente che vive col naso sugli almanacchi e sui titoli già ne abbiamo tanta qua. Pensavo si potesse parlare di calcio vero, tattica, campo. Mi sbagliavo.
_________________ "Alcuni pensano che il calcio sia una questione di vita o di morte. Non sono d'accordo. Posso assicurarvi che è molto, molto di più." (Bill Shankly)
Reg. il: ven 22 mag 2015 Alle ore: 20:02 Messaggi: 12159
Come al solito, quoto le analisi di Aladestra, anche sulle caratteristiche.
Concludo dicendo che forse Ibra sposta di più da solo, ma Totti sposta di più con i compagni, e questa dote è sempre terribilmente sottovalutata.
Che poi si tratti di due grandissimi non lo metto in dubbio, ci sta anche preferire Ibra perché ha saputo rivelarsi uomo-più ai fini di molti successivi in campionato, ma qui non stiamo facendo la conta (né dei trofei, né dei gol e degli assist, fermo che tutti questi restano parametri di valutazione significativi). E aggiungo che Ibra ha vinto molto ed è stato molto decisivo sulla lunga distanza, specie in Italia per le sue caratteristiche, ma: - ha quasi sempre giocato nella squadra migliore, e io il calcio francese non riesco a ritenerlo veramente probante per un fuoriclasse della sua caratura; - in Champions ha avuto un'infinità di occasioni per fare bene, rispetto a Totti, e ha quasi sempre deluso. Diciamo che nel 2012 e nel 2013 secondo me ha reso in modo discreto, ha fatto il suo. Ma fra 2005, 2006, 2007, 2008, 2009, 2010, 2014, 2015 e quest'anno nella fase a eliminazione diretta ci sono buoni momenti in mezzo a tantissimo nulla. Alcune prestazioni veramente da zero al cubo.
Quoto Wonder sull'Europeo del 2000: nessuno parla di Platini del 1984, ma farlo passare per un torneo normale non esiste.
Specie per le partite con la Romania e per la straordinaria finale: confesso che dopo quella partita pensai "Abbiamo trovato uno della categoria di Baggio e di Zidane."
_________________ Il buon gusto è la morte dell'arte.
Reg. il: mar 17 mag 2016 Alle ore: 22:51 Messaggi: 100
e cosa avrebbe spostato Totti con i compagni? se è uno che sposta e fa la differenza presumo che sia uno che vince. Quando Totti in realtà ha vinto non era nemmeno il miglior giocatore della rosa, o il più decisivo. Ibra è riuscito a far andare in doppia cifra Nocerino , quindi non so come si possa dire che Ibra non migliora i compagni. Ibra migliora i compagni e lo fa anche meglio di Totti.
Tra l'altro bisogna fare alcune precisazioni. L'inter di Mancini aveva un ottima difesa, ma il centrocampo era normalissimo e non da grande squadra, anche l'attacco tolto Ibra non era eccezionale. Siamo sicuri che con Totti al posto di Ibra e Ibra alla Roma, l'inter avrebbe vinto quello che ha vinto in quegli anni? E' vero che vinsero la champions senza Ibra, ma innanzitutto non c'era Mancini ma Mourinho, ma sopratutto avevano un Snjeder, un Eto'ò, un Thiago Motta e un Milito in più. Proprio l'altro giorno discutevo con un amico interista di quanto l'Inter di Mancini fosse fortemente dipendente dalle giocate di Ibra e Maicon. Il Milan non ne parliamo, senza Ibra sono crollati totalmente. Il Psg l'anno scorso con un Ibra a mezzo servizio e spesso rotto ha rischiato di perdere il campionato. E' chiaro per me che Ibra è un giocatore molto più totalizzante del pur grande Totti.
Ultima modifica di Jason Bourne il sab 21 mag 2016, 20:11, modificato 1 volta in totale.
Reg. il: mar 17 mag 2016 Alle ore: 22:51 Messaggi: 100
E' vero che più o meno Ibra ha giocato sempre per i più forti, ma allora come si spiega che grandi campioni come Baggio pur giocando anche loro per i più forti non hanno vinto quanto Ibra? Gli unici scudetti vinti da Baggio sono stati da panchinaro ed er codino ha giocato sia per l'Inter che per il Milan e anche per la Juve. Ibra più forte di er condino ed er cappetano .
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