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Non ho avuto modo di leggere tutto, ma alla fine cadiamo su discorsi triti e ritriti...
Andrò per punti:
1) i paragoni tra epoche diverse sono impossibili da stabilire, già solo a 15 anni di distanza, perché il calcio subisce dei cambiamenti radicali spesso neppure così visibili a un primo impatto; figurarsi se è possibile confrontare giocatori o squadre distanti 70 anni. L'unico modo "sensato" di provare a confrontare giocatori e atleti di epoche diverse è vedere quanto abbiano inciso nel loro tempo, senza trasportarli ipoteticamente dal calcio di allora a quelli di oggi e provare a valutarli...è un'operazione senza alcun senso...bisognerebbe al massimo prendere il Meazza di turno, farlo nascere nell'87, farlo crescere con i ritmi di vita attuali, con le conoscenze mediche attuali, con gli allenamenti attuali e poi vedere cosa esce fuori...ma è fantacalcio naturalmente. Se io prendessi Napoleone e lo portassi dall'800 a oggi sarebbe il generale più stupido della terra..ciò non toglie che ai suoi tempi Napoleone sia stato un Genio.. Se io prendo William Turner dall'800 e lo metto a dipingere ciò che dipingeva allora nel 1950, farebbe quadri obsoleti e superati...ma lui i quadri di pura luce, anticipatori dell'astrattismo, li faceva nel 1860 o anche prima...
2) Il fatto che un Meazza non si sia visto è un problema che si può comunque, sebbene in parte, aggirare. Come detto tante volte, un giocatore è valutabile completamente e compiutamente solamente se lo si vede dal vivo, allo stadio. Già ammirarne sempre le gesta in tv porta a una valutazione non accurata al 100 per 100, ma già a un 90, per dire, perché in tv manca completamente il gioco senza palla, ad esempio. Andando a ritroso nel tempo, tutti quei calciatori del passato che uno può non aver visto nella propria vita, ma che sono visibili in partite intere, sul web o negli archivi televisivi, sono comunque già ampiamente valutabili per una fetta diciamo che può oscillare tra il 50 e il 70 per cento...parlo di calciatori dall'Ungheria in poi perché dopo l'Ungheria esistono migliaia di partite intere reperibili sul web. Sintetizzando: un grande appassionato di storia di oggi che vuole vedere Pelè in partite vecchie intere, ma che chiaramente non lo ha veduto durante la sua vita per ragioni di età, lo può già valutare per un buon 60-70 per cento (di Pelè è pieno di partite vecchie intere in rete); un appassionato del calcio di oggi che segue e ha sempre seguito Messi da casa lo valuta comunque al 90-95 per cento, non al 100 per 100.. Un romanista che guarda Totti dal vivo allo stadio tutte le domeniche ha le potenzialità per valutarlo al 100 per 100.
3) sui calciatori pre-Ungheria, dunque pre 53, dei quali non ci sono video di partite intere, è impossibile misurarne la forza tecnica, reale, effettiva, sul campo. Bisogna unicamente affidarsi a storie, libri, racconti, esattamente come può avvenire per personaggi storici di altro genere. E' chiaro comunque che si potranno comunque trarre indicazioni di massima, non di forza tecnica, ma di grandezza, di forza globale, di impatto sulla storia.
4) le competizioni che sanciscono la forza o la grandezza di un atleta però non sono alla fine molto diverse, ieri e oggi...un Mondiale o una Champions vinta in modo convincente possono spostare dei giudizi, esattamente come accadeva un tempo...Meazza è ricordato per aver vinto 2 Mondiali e 2 Coppe Internazionali in azzurro da leader della squadra, e a questo si sommano gol e assist in serie, in tutti i modi, con una tecnica e una velocità di base già modernissime per i tempi...tutto questo fa di lui un Gigante, comunque lo si voglia collocare...E risultati alla mano l'Italia non ha mai più nella sua storia avuto un decennio ricco di successi come quello...Meazza è stato il migliore di un decennio, come Scarone lo era stato del precedente, come Pelè lo sarà del suo, Cruyff del suo e Maradona del suo, per esempio..
5) ci sono molti che dicono "eh ma ai tempi camminavano, oggi si va come schegge". Vero, la velocità e i ritmi si sono alzati drasticamente. Ma la velocità e i ritmi non sono e non devono essere l'unico parametro per valutare un calciatore. Oggi i ritmi sono forsennati rispetto ad allora, chi può negarlo (ma comunque, se uno già vedere una partita degli ungheresi negli Anni 50, parliamo di 6 decenni fa e oltre, non noterà poi differenze di velocità così abissali con il calcio odierno), ma vogliamo parlare dei campi di gioco? Delle cure mediche? Dei palloni? Delle divise da gioco? Delle scarpe? Un infortunio che oggi si cura in 2 settimane all'epoca poteva comportare mesi e mesi, se non anni. Baggio o Ronaldo, per dire, se avessero subito quegli infortuni assurdi negli Anni 30, non sarebbero mai più tornati a giocare probabilmente, anche se giovanissimi. E poi la maggioranza dei calciatori di oggi, super fighetti e abituati a certi modernismi esasperati, si sarebbero adattati a giocare su terreni spesso fangosi? Sarebbero riusciti a calciare palloni che dopo uno o due contatti assumevano forme più vicine alla palla da rugby che a quella da calcio? Vogliamo parlare anche dei falli, che ai tempi erano un decimo di quelli di oggi, ma tutti volti a fare male, interventi cattivissimi, proditori, spezza-gambe...tanto gli arbitri non vedevano..tanto telecamere non ce n'erano...e c'erano ancora meno campagne stampa per tutelare le caviglie degli atleti.
6) io resto convinto dell'idea che un fenomeno è un fenomeno sempre, un bidone un bidone sempre. Che Meazza o Valentino Mazzola fossero fenomeni (e io sono convinto che se avessimo potuto trasportarli nel calcio di oggi dopo averli fatti nascere, crescere e allenare con i metodi moderni, sarebbero stati ancora dei numeri uno) lo sostengono praticamente tutti i più grandi esperti di calcio italiano...già solo tra i giornalisti vorrei menzionare Sconcerti, Brera, Mura, Ghirelli, Beccantini, Bortolotti, Chiesa, Carlo Bergoglio, De Felice...e la lista è lunghissima, questo senza parlare di ex calciatori, ex dirigenti o addetti ai lavori con vari titolo. Non penso proprio si siano rincoglioniti tutti, all'improvviso, di colpo. Credo che invece per la storia occorra nutrire un po' di rispetto. Perché la storia siamo noi. E senza la storia, noi oggi qui non ci saremmo.
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