Oggi è gio 29 gen 2026, 1:55

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]




Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 96 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Prossimo
Autore Messaggio
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 16:58 
Non connesso
Ultras
Ultras

Reg. il: mer 1 ago 2012,
Alle ore: 17:59
Messaggi: 671
wonderwall ha scritto:
Cita:
mentre si mormora che puskas avesse un'edicola ben avviata

Con l'aria condizionata?
Sennò non conta.


senza, a quanto ne so.


Share on FacebookShare on TwitterShare on Google+
Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:09 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
il Mister ha scritto:
Che infatti non ha segnato per niente... Di Stefano non ha mai giocato un mondiale o sbaglio?
Quante partite di Di Stefano sono visionabili per farsi un'idea completa ed esauriente del giocatore, per ritenerlo superiore con certezza a Messi?
Forse non vi state rendendo conto del giocatore che è Messi. E io non sono uno che sbava per lui, sia chiaro. Ma questo viaggia su medie stratosferiche, come Di Stefano, certo. Che ha vinto cinque coppe di fila in un'epoca in cui le cose erano un pochino diverso, se converrete.
Scusate se rompo le scatole, ma qui tanto si parla tanto per sentito dire, sto diventando intollerante e non so perché... c'è persino gente che conosce Dondinho adesso. O Ademir, o Sindelaar o chissà chi. Anche io lo so che Di Stefano ha vinto tutto quello, che era la Saeta Rubia, che ha giocato per tre nazionali, che era andato in Colombia, etc etc... ma questo non vuol dire che lo possa ritenere con certezza superiore o inferiore a Messi.



Infatti di certezze non ce ne sono.
Per me, comunque, se proprio sono chiamato a un raffonto tra i due dico che:
- Di Stefano faceva cose superiori a Messi come impatto su una partita, difendeva, impostava, attaccava, spronava i compagni, era molto più leader ed era nel complesso un giocatore più completo
- ha vinto più di Messi e ha medie gol-partite in Champions e in generale ancora superiori a quelle di Messi
- ha già concluso la carriera dunque da questo punto di vista è valutabile al 100 per 100, mentre Messi è ancora nel fiore degli anni dunque non è completamente studiabile. Un giocatore, per quel che mi riguarda, va sempre analizzato a carriera finita.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:14 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
Incubo ha scritto:
Per come la vedo io 5 coppa campioni non valgono 3 champions.
C'è un abisso tra le due competizioni dal punto di vista della difficolta e competitività. Io ho cominciato a ritenere la coppa campioni un torneo al limite della mediocrità dopo aver visto la Champions. Sono due tornei totalmente diversi.

Insomma io mi prendo Messi, ha vinto tutto al livello di Club, stracciando tutti i record possibili, i suoi numeri se parliamo anche solo di gol, sono molto più impressionati rispetto a quelli di Di Stefano e di stefano giocava in un epoca dal punto di vista difensivo ridicola, dove le difese prendevano anche 5 gol a partita. Dire che poi che faceva 40 gol all'anno significa poco o nulla, considerano che le difese allora prendevano 5 gol a partita 40 gol sono anche pochi. Cioè non si può dire che 40 gol allora, siano meglio di 20 gol oggi, perché sarebbe come dire che 40 lire valgono più di 20 euro.
Se parliamo dal solo punto di vista della tecnica e dell'abilità, da tutti i filmati che ho potuto visionare su Di Stefano, non c'è confronto con Messi.

Maradona invece per me ormai è diventato un personaggio popolare, la sua immagine è diventata più grande di quanto sia mai stato.


Si segnava tanto e i giocatori offensivi avevano spazio esattamente come oggi, pur con caratteristiche e motivazioni diverse. Negli Anni '80 era diverso, era un calcio più difensivo o strategico. Oggi come allora sono favoriti gli attaccanti, è favorito il gioco offensivo.

Questo non toglie che Di Stefano sia stato un Fenomeno nella sua epoca, altrimenti tutti avrebbero potuto fare quello che ha fatto lui se fosse stato facile e invece nessuno ha avuto quell'impatto, quelle medie ed era quel tipo di giocatore a tutto campo...eppure parliamo di un'epoca e un decennio stracolmi di talento e fuoriclasse... vedi Puskas, Schiaffino, Kopa, Suarez, Sivori, Kocsis, Kubala, Fontaine, Garrincha, Didì, Liedholm e tanti altri ancora.

Così come è certamente un Fenomeno oggi Messi, perché, aldilà delle medie-gol così elevate che può tenere per via della tipologia di calcio di stampo offensivo in voga oggi, se fosse facile tutti sarebbero Messi e invece di giocatori capaci di segnare, incantare e incidere come lui ce n'è solo un altro, C. Ronaldo.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:17 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
Incubo ha scritto:
Concordo sono difficilmente paragonabili, se si vogliono paragonare, bisogna accettare anche il fatto che Di Stefano giocava in un epoca mediocre dove la maggior parte della gente aveva un doppio lavoro e non era un calciatore a tempo pieno.


Ognuno può avere le sue idee e pensare che il calcio di oggi sia meglio, per carità.

Ma ritenere l'epoca in cui giocava di Stefano mediocre è una #@*§, se permetti. E' forse l'epoca con più talento calcistico mai visto, appena usciti dalla guerra.

Molti considerano il Mondiale 54, per dire, il più grande mai veduto come contenuti tecnici e non parliamo di tifosi da bar, ma di firme del calibro di Brera, Tommasi o Bortolotti che seguono lo sport e il calcio da 60 anni.

Poi che all'epoca i giocatori avessero un doppio lavoro non è vero, mica sono gli Anni '20 o '30.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:19 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
Io detesto i modernisti convinti che pensano che oggi sia tutto oro e ieri solo #@*§, come detesto i passatisti che pensano che il meglio fosse solo ieri.

Ripeterò questo concetto all'infinito.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:26 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
Aldilà di paragoni forzati e che non si possono provare tra ere diverse, riporto qui uno splendido articolo apparso sul Corriere dello Sport sul Grande Alfredo Di Stefano:

Alfredo Di Stefano è nato il 4 luglio 1926 a Barracas, Buenos Aires. Considerato da molti il più grande calciatore del mondo di tutti i tempi, ha militato nel River Plate, Huracàn, Millonarions (Colombia), Real Madrid ed Espanyol. Ha vinto due campionati argentini, tre colombiani e con il Real Madrid sette scudetti in undici anni, cinque Coppe dei Campioni, una Coppa di Spagna, una Coppa Intercontinentale. Due volte Pallone dOro, gli è stato attribuito anche il super Pallone d'Oro, alla carriera, e altri infiniti riconoscimenti.


«Dimenticatevi che me ne vada in pensione» li ha salutati al risveglio, quando dopo quasi ottant'anni a fare la leggenda del calcio e un triplo by-pass ventricolare, gli avevano consigliato un rallentamento della sua attività. «Non se ne parla neppure» ha risposto, secco come al solito. Riconosce lui stesso di avere un bel carattere, Alfredo Stefano Di Stefano, figlio di Alfredo e di Eulalia Laulhè Gilmont, origini francesi e irlandesi, e nipote di Michele Di Stefano, il nonno che partì da Capri nel diciannovesimo secolo per arrivare nel cuore di Baires, Barracas, "la boca de la Boca". Il padre si spaccava le spalle a coltivare la terra, lui scoprì ben presto di sapersela cavare, agile e veloce, con la pelota sulle strade del quartiere. E da Barracas aveva cominciato il giro del mondo dietro il pallone in una scalata inarrestabile, Argentina, Colombia, poi Spagna: e tanto era forte, che per mettere d'accordo Barcellona e Real che sventolavano un contratto firmato, si decise che avrebbe giocato un anno con uno e un anno con l'altro. Quando il Bacellona rifiutò un'opzione tanto sacrilega, don Alfredo diventò per il Real Madrid ciò che gli riconoscono essere tutti, ancora adesso: un dio, o qualcosa di molto vicino.

Ha la voce ferma, decisa, ed è sempre stato fortemente allergico ai compromessi, tantomeno alle sconfitte. Non ama i lunghi discorsi davanti a chi non conosce, ma se si trova nella compagnia giusta, raccontano i pochi fortunati, è un'esplosione di entusiasmo, con quel suo accento ancora fortemente indurito dalle influenze del quartiere di Boca. E allora pesca, la sua vera passione, nella sua nostalgia, cultore della storia della sua famiglia, della documentazione, delle foto, dei testi, di tutto quanto possa ancorarlo a un passato che scappa troppo veloce, «in famiglia mi chiamavano Kunta Kinte, perché andavo sempre a ricercare le nostre radici».

Adesso che da sette anni deve scendere a patti con il diabete, che definisce con sarcasmo "l'eredità più dolce che mi ha lasciato mio padre", rispetta le restrizioni alimentari imposte dai medici, si concede un bicchiere di vino a settimana, da sette anni non beve whisky e non fuma più, incallito com'era, «a casa ho talmente tanti portacenere da poterne fare un museo», ma don Alfredo non rinuncia a lavorare. Dirige, da presidente onorario del Real Madrid e simbolo vivente del club delle merengues, il Departamento de Veteranos, struttura che lui stesso ha contribuito a creare, club esclusivo che accoglie con iniziative di vario genere chi abbia vestito almeno una volta la maglia candida che lui ha portato sul tetto del mondo a cavallo degli Anni Sessanta.

Vive in un bell'appartamento nel centro di Madrid, a due passi dal Santiago Bernabeu, con la compagnia discreta di una assistente, presenza necessaria dopo l'operazione al cuore ma soprattutto dopo l'addio della moglie nel 2005, donna Sara Freites Varela, l'argentina che aveva sposato nel 1950, sei anni prima di assumere la nazionalità spagnola. Ha sei figli, sei nipoti e una bisnipote. A loro che sanno bene chi sia l'icona che ogni tanto vanno a trovare, chiede spesso di far partire alla Tv i video delle sue partite, per rinfrescarsi la memoria. «Tengo la mente sveglia, l'ho imparato sulle strade del mio quartiere» spiega. Alle 10.30 ogni mattina si fa lasciare da un taxi al Bernabeu, e sale al Departamento, dove si entra in un'altra dimensione, si parla sottovoce, le foto e le coppe in mostra portano indietro nel tempo, con la macchina del caffè sempre accesa, i giornali del giorno da sfogliare. Qui trova alcuni dei compagni di quel Real stellare: Zoco, Pachin, Santamaria, ancora oggi incantati dal suo fascino e soggiogati dalla sua autoritଠlui che litigava con arbitri, avversari, allenatori e ovviamente compagni, «eh lo so, aveva un carattere spigoloso anche mio padre, e queste cose si trasnettono». Prima dell'operazione, Di Stefano viaggiava sempre con la squadra in trasferta, sia Liga sia Champions, ora preferisce non allontanarsi da Madrid, proprio adesso che il Real ha chiamato con il suo soprannome, la Saeta, l'aereo superlusso inaugurato per le trasferte.

Il Real gli ha tributato un omaggio solenne, nel 2008, gli ha dedicato una statua, gli ha intitolato lo stadio dove gioca il Real Madrid Castilla, la Fifa lo ha eletto giocatore del secolo, Maradona è andato a rendergli omaggio. La Saeta Rubia ha ispirato documentari e film, una volta lo rapirono persino, passò 56 ore con i guerriglieri castrocomunisti che volevano attirare l'attenzione, era il 1963, ed ebbero infatti un'eco mondiale. Non lo ha fermato mai nessuno, nemmeno quell'infarto alla vigilia di Natale del 2005. «Quando quello di lassù vorrà mi trova qui. Intanto lavoro, però». E a las cinco de la tarde, ogni giorno il taxi lo riporta a casa, con il bastone e il suo carico di gloria, semplicemente inarrivabile.

Pietro Cabras


Top
 Profilo  
 
 Oggetto del messaggio:
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:34 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
27DONI72 ha scritto:
Chissà se è più facile giocare contro i contadini degli anni '50 oppure contro le seghe ciclopiche attuali chiamate anche difensori :asd



:ok


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:50 
Marco Bode ha scritto:
Incubo ha scritto:
Concordo sono difficilmente paragonabili, se si vogliono paragonare, bisogna accettare anche il fatto che Di Stefano giocava in un epoca mediocre dove la maggior parte della gente aveva un doppio lavoro e non era un calciatore a tempo pieno.


Ognuno può avere le sue idee e pensare che il calcio di oggi sia meglio, per carità.

Ma ritenere l'epoca in cui giocava di Stefano mediocre è una #@*§, se permetti. E' forse l'epoca con più talento calcistico mai visto, appena usciti dalla guerra.

Molti considerano il Mondiale 54, per dire, il più grande mai veduto come contenuti tecnici e non parliamo di tifosi da bar, ma di firme del calibro di Brera, Tommasi o Bortolotti che seguono lo sport e il calcio da 60 anni.

Poi che all'epoca i giocatori avessero un doppio lavoro non è vero, mica sono gli Anni '20 o '30.


Ma infatti, per me gli anni '50 sono l'epoca più ricca di talento in assoluto. Si segnava molto anche per questo motivo, oltre che per gli schemi adottati, che favorivano medie gol superiori di molto a quelle di fine anni '70 e comunque nettamente superiori anche a quelle attuali. Ma un conto è dire che forse non tutti i grandi di allora oggi manterebbero quelle medie (per me è vero), un altro è dire che non sarebbero bravi a prescindere. Se in genere tutti segnano meno può essere anche che Di Stefano oggi segnerebbe un po' meno, ma ciò non toglie che sarebbe ancora il numero uno.


Top
  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 20:57 
Non connesso
Moderatore
Moderatore
Avatar utente

Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
Messaggi: 7175
Francesco82 ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Incubo ha scritto:
Concordo sono difficilmente paragonabili, se si vogliono paragonare, bisogna accettare anche il fatto che Di Stefano giocava in un epoca mediocre dove la maggior parte della gente aveva un doppio lavoro e non era un calciatore a tempo pieno.


Ognuno può avere le sue idee e pensare che il calcio di oggi sia meglio, per carità.

Ma ritenere l'epoca in cui giocava di Stefano mediocre è una #@*§, se permetti. E' forse l'epoca con più talento calcistico mai visto, appena usciti dalla guerra.

Molti considerano il Mondiale 54, per dire, il più grande mai veduto come contenuti tecnici e non parliamo di tifosi da bar, ma di firme del calibro di Brera, Tommasi o Bortolotti che seguono lo sport e il calcio da 60 anni.

Poi che all'epoca i giocatori avessero un doppio lavoro non è vero, mica sono gli Anni '20 o '30.


Ma infatti, per me gli anni '50 sono l'epoca più ricca di talento in assoluto. Si segnava molto anche per questo motivo, oltre che per gli schemi adottati, che favorivano medie gol superiori di molto a quelle di fine anni '70 e comunque nettamente superiori anche a quelle attuali. Ma un conto è dire che forse non tutti i grandi di allora oggi manterebbero quelle medie (per me è vero), un altro è dire che non sarebbero bravi a prescindere. Se in genere tutti segnano meno può essere anche che Di Stefano oggi segnerebbe un po' meno, ma ciò non toglie che sarebbe ancora il numero uno.


Sì d'accordissimo con te.
Poi bisogna anche calcolare che all'epoca comunque c'era più competitività tra le big, oggi il Bayern in Germania le vince tutte rifilando 6 reti alle avversarie; lo stesso avviene da anni in Spagna con Barça e Real e quasi allo stesso livello fa la Juve in Italia.
E il problema non è dei campionati, ma del livello globale che è sceso, perché quando Bayern, Real e Barça vanno in Europa e affrontano le terze o quarte dei campionati tedesco, spagnolo, italiano ecc (non le ventesime, ma le terze o le quarte), rifilano lo stesso 5 o 6 pere.
Forti loro, ma anche agghiaccianti le altre.


Top
 Profilo  
 
MessaggioInviato: sab 15 mar 2014, 21:07 
Per me oggi c'è minor livellamento, per cui si sono tanti squadroni epocali o quasi, comunque fortissimi e competitivi ai massimi livelli, cosa che in passato raramente si è vista.

Per dire, ai quarti potremmo trovarci Bayern, Borussia, PSG, Chelsea, Real Madrid, Barça, Atletico Madrid. Tolto l'Olimpiacos, probabile qualificato, non ci sarebbero squadre di medio livello, ma solo big. Consideriamo che sono già uscite Juventus, City, forse lo United, l'Arsenal etc... In passato secondo me questo si vedeva molto raramente, non era difficile trovare squadre normali nelle fasi clou, appunto negli anni '80 sono arrivate in fondo a turno squadre ordinarie che hanno trovato la condizione giusta.

Ciò detto, è anche vero che oggi le medio-piccole sono molto più scarse delle big, mentre all'epoca la sorpresa era sempre dietro l'angolo, per cui poteva capitare che il Malines mettesse in grave crisi il Milan, che il Benfica mettesse in crisi tutti gli avversari pur non disponendo di veri giocatori di grido etc... Insomma ci sono pro e contro, anche se io credo che la coppa nell'ultimo decennio abbia vissuto tanti anni di grande livello anche estetico, pur se con un tabellone quasi sempre "fratturato".


Top
  
 
Visualizza ultimi messaggi:  Ordina per  
Apri un nuovo argomento Rispondi all’argomento  [ 96 messaggi ]  Vai alla pagina Precedente  1 ... 3, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 10  Prossimo

Risposta Rapida
Titolo:
Messaggio:
 

Tutti gli orari sono UTC + 1 ora [ ora legale ]


Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 11 ospiti


Non puoi aprire nuovi argomenti
Non puoi rispondere negli argomenti
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi inviare allegati

Cerca per:
Vai a:  
Powered by phpBB® Forum Software © phpBB Group
Traduzione Italiana phpBBItalia.net basata su phpBB.it 2010