Keane ha scritto:
Baggio giocò in una delle Juventus più anonime degli ultimi 20 anni (quella del pre-Lippi) e nonostante la mediocrità di quella squadra vinse trionfalmente il Pallone d'Oro 1993
Baggio prese letteralmente per mano l'Italia di Sacchi a USA '94 facendo scendere la nazionale dall'aereo con la doppietta contro la Nigeria e con le fantastiche prestazioni contro Spagna e Bulgaria....sbagliò il rigore decisivo in finale, è vero, ma per la qualità di gioco e i valori individuali fu già un miracolo arrivare a contendere la Coppa del Mondo sino ai calci di rigore, risultato raggiunto appunto quasi esclusivamente grazie a Baggio
Baggio ha sempre fatto brillare squadre che non erano assolutamente attrezzate al livello dei top team del periodo (la Fiorentina dei Pontello, che lui trascinò fino alla finale di Coppa Uefa, la stessa traballante Juventus dei primi anni '90, che portò a vincere una Coppa Coppe che allora aveva un grande valore, il Bologna di Ulivieri che era una squadretta e che conobbe grazie a Baggio la sua migliore stagione dai tempi di Maifredi a fine anni '80)....non ha mai giocato in una squadra neanche lontanamente avvicinabile a quella che Ronaldinho ha avuto a disposizione nel Barcellona.
Ronaldinho deve ancora dimostrare di valere un Roberto Baggio, sotto molti punti di vista: di sicuro il giudizio nei suoi confronti non è aiutato dal dato di fatto che da un anno a questa parte nei momenti decisivi non ne azzecca più una e sembra un fantasma in campo....la lista di appuntamenti mancati dal brasiliano è piuttosto lunga, al di là dei gol che può segnare contro qualche squadretta spagnola o qualche sparuto numero circense.
Sono tutte cose giuste. Infatti ho sempre detto che si tratta secondo me di un grande giocatore... Baggio di magie ne ha fatte ancora molte che non hai menzionato. Lo stupendo Mondiale '90 in cui cominciò a deliziare con colpi di artista le platee internazionali... Tantissime altre partite secche in maglia azzurra, in cui i suoi gol furono decisivi... Lo spareggio Inter-Parma.... Inter-Real 3-1 a San Siro, con doppietta del divin codino nei minuti finali... Quarto marcatore di sempre della Nazionale, dietro solo a dei mostri sacri come Riva, Meazza e Piola... Uno dei massimi goleador della serie A... magie in serie, numeri, azioni personali in salsa "maradoniana". Nessuno ha mai messo in discussione tutto questo.
Quello che però ha limitato l'affermarsi completo di Baggio è stata secondo me una certa idiosincrasia al senso della squadra, un rigetto al ruolo di leader per stagioni lunghe. Non a caso ha brillato enormemente di più in competizioni brevi, in partite secche, dove il talento accecante basta e avanza, e compensa le lacune sul piano tattico e intellettivo.
Perché di Baggio è giusto ricordare come hai fatto tu e altri i tantissimi momenti belli e di spettacolo. Ma dall'altra lato della medaglia non si può ignorare che quando era in forma e aveva voglia di giocare, incantava e faceva la differenza; ma quando la forma veniva meno e di conseguenza anche i suoi colpi di genio risultavano appannatti (e di giornate no ne ha avute tantissime con i club, più di quanto in genere si ricordi, e questo è frutto della sua mitizzazione eccessiva), non aveva l'umiltà, lo spirito di sacrificio, l'intelligenza tattica (forse...) per ripiegare, mettersi al servizio dei compagni con un lavoro oscuro e prezioso, dannarsi l'anima.
e' stato questo il suo grande limite, è per questo che ritengo non sia mai diventato un leader nei club e un uomo-squadra; è per questo che non ha vinto praticamente nulla nella sua carriera, pur incantando per una vita (coppa Uefa del 93, quando fu decisivo negli ultimi turni, Pallone d'Oro 93, premio individuale andato anche ad Albert, Belanov o Owen; e poi? i due scudetti con Juve e Milan? Diede un contributo risibile e quando i giochi si fecero calienti, finì in soffitta); è per questo che moltissimi compagni non lo hanno sopportato, e così pure i 4 più grandi allenatori italiani degli ultimi 20 anni, tra l'altro di concezioni calcistiche totalmente opposte tra loro... parlo di Sacchi, Trapattoni, Capello e Lippi.
I baggisti ultraconvinti tirano sempre in ballo l'invidia di tutta questa gente nei confronti della superiore visibilità del loro idolo, come se la superiore visibilità per un calciatore più dotato della media non fosse già da mettere in preventivo da parte dei compagni e degli allenatori... E ricordiamo che tanti di questi compagni e i 4 tecnici in questione hanno allenato campioni del calibro di Platini, Matthaus, Van Basten, Zidane, tutti con una visibilità superiore alla media. E con nessuno di questi (a parte Sacchi-Van Basten, ma uno contro uno, Baggio invece è uno contro quattro...) hanno mai avuto problemi.
La loro "crociata" anti Baggio non nasce dall'invidia... Ma dai limiti che ho elencato prima, dal fatto che Baggio quando la barca affondava era il primo a buttarsi in mare; seguendo il suo talento e il suo ruolo invece avrebbe dovuto essere l'ultimo, quello che prima di pensare a se stesso, cercava di fornire la scialuppa di salvataggio a tutti gli altri. Come un vero leader è chiamato a fare.
Il paragone con Ronaldinho poi... Beh, alla fine io sono di quelli che sostengono che bisogna sempre aspettare la fine della carriera prima di dare un giudizio completo ed esaustivo sul valore di un giocatore. Io mi riferivo più che altro a una questione di incidenza nelle squadre di club.
Tu dici che Baggio non ha mai avuto a disposizione squadre come il Barcellona attuale? Come qualità assoluta sono d'accordo ma bisogna sempre relazionare tutto alle diverse situazioni. Baggio ha avuto in ogni caso a disposizione le tre migliori squadre italiane e anche solo in Italia avrebbe potuto e dovuto vincere parecchio di più... E invece in nessuna di queste ha mai inciso in maniera evidente e duratura; ha incantato, ha dipinto opere d'arte di rara bellezza, ha fatto numeri ma non mai ha vestito i panni del leader, di quello che metteva la faccia prima degli altri, di quello attorno al quale ruotavano i destini dell'intero organico, nella buona e nella cattiva sorte.
Ronaldinho, invece, questo è stato nel e per il Barcellona negli ultimi 3 anni. Un leader, il motore dei blaugrana, il simbolo. Con una personalità e un impatto talmente dominante sullo spogliatoio che quando il secondo capo in comando, Samuel Eto'o, è entrato in conflitto con il Dentone, il camerunese è stato messo da parte...
Baggio invece è stato tutto questo al massimo nella prima Fiorentina, o più sicuramente nel Bologna e nel Brescia. Ma un conto è essere i "primi inter pares" quando lotti per la salvezza o l'Intertoto, tutto un altro paie di maniche (a livello di pressioni e responsabilità) quando ti giochi lo scudetto o la Champions League... Ed è qui che Baggio ha sempre toppato.