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io darò un giudizio quando il gaucho appenderà le scarpe al chiodo


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MessaggioInviato: sab 3 mar 2007, 13:51 
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Reg. il: ven 9 feb 2007,
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Il brasiliano ha deluso in appuntamenti importanti come la finale di Champions e nel mondiale. Baggio è stato sempre protagonista e trascinatore.
Ronaldinho ha doti straordinarie che se sfrutta a dovere lo portano ad essere letale ma talvolta mi è sembrato più curare il lato circense ceh quello pratico

Un altro Roberto Baggio non nascerà mai


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Reg. il: dom 10 apr 2005
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lux777 ha scritto:
Il brasiliano ha deluso in appuntamenti importanti come la finale di Champions e nel mondiale. Baggio è stato sempre protagonista e trascinatore.
Ronaldinho ha doti straordinarie che se sfrutta a dovere lo portano ad essere letale ma talvolta mi è sembrato più curare il lato circense ceh quello pratico


Baggio sempre protagonista e trascinatore? In Nazionale... ma con i club secondo me non c'è proprio partita: Baggio non è mai stato né protagonista né trascinatore, pur giocando nelle tre massime squadre del calcio nostrano. Ronaldinho invece è il leader, il punto di riferimento principale fuori e dentro il campo del Barcellona che, anche e soprattutto grazie al lievitare delle sue prestazioni negli ultimi anni, si è consacrata quale miglior squadre del continente. Ha giocato male la finale con l'Arsenal, sono d'accordo, ma ha trascinato in modo prepotente i blaugrana all'atto conclusivo e alla vittoria degli ultimi due campionati spagnoli...con il terzo che pare quasi in saccoccia oramai.

Ronaldinho è il padrone indiscusso di una delle squadre più potenti e forti del pianeta e non intende dividere questo ruolo con nessun altro, da fuoriclasse completo e leader a 360 gradi. Come V.Mazzola, Liedholm, Di Stefano, Pelè, Cruyff, Platini, Maradona... Dittatori nel senso più classico del termine, che comandavano e a cui tutti i compagni, anche se fortissimi, dovevano obbedire per continuare ad attingere alla greppia dei successi. Il caso Eto'o, il secondo più grande del Barcellona e messo alla gogna mediatica perché entrato in conflitto con il Dentone, è emblematico. E testimonia dell'intoccabilità di Ronaldinho all'interno dello spogliatoio.

Tra Baggio e Ronaldinho, poi, personalmente tenderei a dire che è stato il codino il più circense e il meno utile per gli equilibri e le vittorie di una squadra, dato che la grande dote di Ronaldinho risiede nella capacità di saper coniugare un lato estetico molto spiccato (fine a se stesso forse solo nei periodi di minor smalto atletico) con l'incisività e la concretezza nei momenti chiave...


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MessaggioInviato: sab 3 mar 2007, 16:00 
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Reg. il: ven 9 feb 2007,
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cavolo quasi quasi mi hai convinto


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MessaggioInviato: dom 11 mar 2007, 2:15 
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Reg. il: gio 24 feb 2005
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Baggio giocò in una delle Juventus più anonime degli ultimi 20 anni (quella del pre-Lippi) e nonostante la mediocrità di quella squadra vinse trionfalmente il Pallone d'Oro 1993

Baggio prese letteralmente per mano l'Italia di Sacchi a USA '94 facendo scendere la nazionale dall'aereo con la doppietta contro la Nigeria e con le fantastiche prestazioni contro Spagna e Bulgaria....sbagliò il rigore decisivo in finale, è vero, ma per la qualità di gioco e i valori individuali fu già un miracolo arrivare a contendere la Coppa del Mondo sino ai calci di rigore, risultato raggiunto appunto quasi esclusivamente grazie a Baggio

Baggio ha sempre fatto brillare squadre che non erano assolutamente attrezzate al livello dei top team del periodo (la Fiorentina dei Pontello, che lui trascinò fino alla finale di Coppa Uefa, la stessa traballante Juventus dei primi anni '90, che portò a vincere una Coppa Coppe che allora aveva un grande valore, il Bologna di Ulivieri che era una squadretta e che conobbe grazie a Baggio la sua migliore stagione dai tempi di Maifredi a fine anni '80)....non ha mai giocato in una squadra neanche lontanamente avvicinabile a quella che Ronaldinho ha avuto a disposizione nel Barcellona.

Ronaldinho deve ancora dimostrare di valere un Roberto Baggio, sotto molti punti di vista: di sicuro il giudizio nei suoi confronti non è aiutato dal dato di fatto che da un anno a questa parte nei momenti decisivi non ne azzecca più una e sembra un fantasma in campo....la lista di appuntamenti mancati dal brasiliano è piuttosto lunga, al di là dei gol che può segnare contro qualche squadretta spagnola o qualche sparuto numero circense.


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MessaggioInviato: dom 11 mar 2007, 2:30 
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Reg. il: lun 6 set 2004,
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Non c'è confronto, Baggio è 100 volte meglio. Anche sul paino dello stile, Baggio aveva un grandissimo stile sia nel calciare che nella vita che nel vestirsi.. Altro che quell'odioso frichciettone di Ronaldinho che esulta facendo le corna e indossa una terribile fascia con tanto di pubblicita'. Baggio era il numero 1.


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MessaggioInviato: dom 11 mar 2007, 15:11 
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Reg. il: dom 10 apr 2005
Alle ore: 14:02
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Keane ha scritto:
Baggio giocò in una delle Juventus più anonime degli ultimi 20 anni (quella del pre-Lippi) e nonostante la mediocrità di quella squadra vinse trionfalmente il Pallone d'Oro 1993

Baggio prese letteralmente per mano l'Italia di Sacchi a USA '94 facendo scendere la nazionale dall'aereo con la doppietta contro la Nigeria e con le fantastiche prestazioni contro Spagna e Bulgaria....sbagliò il rigore decisivo in finale, è vero, ma per la qualità di gioco e i valori individuali fu già un miracolo arrivare a contendere la Coppa del Mondo sino ai calci di rigore, risultato raggiunto appunto quasi esclusivamente grazie a Baggio

Baggio ha sempre fatto brillare squadre che non erano assolutamente attrezzate al livello dei top team del periodo (la Fiorentina dei Pontello, che lui trascinò fino alla finale di Coppa Uefa, la stessa traballante Juventus dei primi anni '90, che portò a vincere una Coppa Coppe che allora aveva un grande valore, il Bologna di Ulivieri che era una squadretta e che conobbe grazie a Baggio la sua migliore stagione dai tempi di Maifredi a fine anni '80)....non ha mai giocato in una squadra neanche lontanamente avvicinabile a quella che Ronaldinho ha avuto a disposizione nel Barcellona.

Ronaldinho deve ancora dimostrare di valere un Roberto Baggio, sotto molti punti di vista: di sicuro il giudizio nei suoi confronti non è aiutato dal dato di fatto che da un anno a questa parte nei momenti decisivi non ne azzecca più una e sembra un fantasma in campo....la lista di appuntamenti mancati dal brasiliano è piuttosto lunga, al di là dei gol che può segnare contro qualche squadretta spagnola o qualche sparuto numero circense.


Sono tutte cose giuste. Infatti ho sempre detto che si tratta secondo me di un grande giocatore... Baggio di magie ne ha fatte ancora molte che non hai menzionato. Lo stupendo Mondiale '90 in cui cominciò a deliziare con colpi di artista le platee internazionali... Tantissime altre partite secche in maglia azzurra, in cui i suoi gol furono decisivi... Lo spareggio Inter-Parma.... Inter-Real 3-1 a San Siro, con doppietta del divin codino nei minuti finali... Quarto marcatore di sempre della Nazionale, dietro solo a dei mostri sacri come Riva, Meazza e Piola... Uno dei massimi goleador della serie A... magie in serie, numeri, azioni personali in salsa "maradoniana". Nessuno ha mai messo in discussione tutto questo.

Quello che però ha limitato l'affermarsi completo di Baggio è stata secondo me una certa idiosincrasia al senso della squadra, un rigetto al ruolo di leader per stagioni lunghe. Non a caso ha brillato enormemente di più in competizioni brevi, in partite secche, dove il talento accecante basta e avanza, e compensa le lacune sul piano tattico e intellettivo.

Perché di Baggio è giusto ricordare come hai fatto tu e altri i tantissimi momenti belli e di spettacolo. Ma dall'altra lato della medaglia non si può ignorare che quando era in forma e aveva voglia di giocare, incantava e faceva la differenza; ma quando la forma veniva meno e di conseguenza anche i suoi colpi di genio risultavano appannatti (e di giornate no ne ha avute tantissime con i club, più di quanto in genere si ricordi, e questo è frutto della sua mitizzazione eccessiva), non aveva l'umiltà, lo spirito di sacrificio, l'intelligenza tattica (forse...) per ripiegare, mettersi al servizio dei compagni con un lavoro oscuro e prezioso, dannarsi l'anima.

e' stato questo il suo grande limite, è per questo che ritengo non sia mai diventato un leader nei club e un uomo-squadra; è per questo che non ha vinto praticamente nulla nella sua carriera, pur incantando per una vita (coppa Uefa del 93, quando fu decisivo negli ultimi turni, Pallone d'Oro 93, premio individuale andato anche ad Albert, Belanov o Owen; e poi? i due scudetti con Juve e Milan? Diede un contributo risibile e quando i giochi si fecero calienti, finì in soffitta); è per questo che moltissimi compagni non lo hanno sopportato, e così pure i 4 più grandi allenatori italiani degli ultimi 20 anni, tra l'altro di concezioni calcistiche totalmente opposte tra loro... parlo di Sacchi, Trapattoni, Capello e Lippi.

I baggisti ultraconvinti tirano sempre in ballo l'invidia di tutta questa gente nei confronti della superiore visibilità del loro idolo, come se la superiore visibilità per un calciatore più dotato della media non fosse già da mettere in preventivo da parte dei compagni e degli allenatori... E ricordiamo che tanti di questi compagni e i 4 tecnici in questione hanno allenato campioni del calibro di Platini, Matthaus, Van Basten, Zidane, tutti con una visibilità superiore alla media. E con nessuno di questi (a parte Sacchi-Van Basten, ma uno contro uno, Baggio invece è uno contro quattro...) hanno mai avuto problemi.

La loro "crociata" anti Baggio non nasce dall'invidia... Ma dai limiti che ho elencato prima, dal fatto che Baggio quando la barca affondava era il primo a buttarsi in mare; seguendo il suo talento e il suo ruolo invece avrebbe dovuto essere l'ultimo, quello che prima di pensare a se stesso, cercava di fornire la scialuppa di salvataggio a tutti gli altri. Come un vero leader è chiamato a fare.

Il paragone con Ronaldinho poi... Beh, alla fine io sono di quelli che sostengono che bisogna sempre aspettare la fine della carriera prima di dare un giudizio completo ed esaustivo sul valore di un giocatore. Io mi riferivo più che altro a una questione di incidenza nelle squadre di club.

Tu dici che Baggio non ha mai avuto a disposizione squadre come il Barcellona attuale? Come qualità assoluta sono d'accordo ma bisogna sempre relazionare tutto alle diverse situazioni. Baggio ha avuto in ogni caso a disposizione le tre migliori squadre italiane e anche solo in Italia avrebbe potuto e dovuto vincere parecchio di più... E invece in nessuna di queste ha mai inciso in maniera evidente e duratura; ha incantato, ha dipinto opere d'arte di rara bellezza, ha fatto numeri ma non mai ha vestito i panni del leader, di quello che metteva la faccia prima degli altri, di quello attorno al quale ruotavano i destini dell'intero organico, nella buona e nella cattiva sorte.

Ronaldinho, invece, questo è stato nel e per il Barcellona negli ultimi 3 anni. Un leader, il motore dei blaugrana, il simbolo. Con una personalità e un impatto talmente dominante sullo spogliatoio che quando il secondo capo in comando, Samuel Eto'o, è entrato in conflitto con il Dentone, il camerunese è stato messo da parte...

Baggio invece è stato tutto questo al massimo nella prima Fiorentina, o più sicuramente nel Bologna e nel Brescia. Ma un conto è essere i "primi inter pares" quando lotti per la salvezza o l'Intertoto, tutto un altro paie di maniche (a livello di pressioni e responsabilità) quando ti giochi lo scudetto o la Champions League... Ed è qui che Baggio ha sempre toppato.


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Keane ha scritto:
che portò a vincere una Coppa Coppe che allora aveva un grande valore
Era la coppa uefa keane ;) anche se era ancora una coppa ugualmente prestigiosa e non facile da vincere all'epoca(ho un bellissimo ricordo di quella coppa anche perchè è stata la prima finale di coppa che ho visto allo stadio). Cmq io ho un gran ricordo del periodo in cui baggio giocò a Torino, andavo allo stadio in attesa delle sue giocate e dei suoi gol, quando non c'era si vedeva la differenza, ma purtoppo bisogna ammettere che giocava quasi più per se stesso che per la squadra. Non per un fatto di egoismo o protagonismo, quanto proprio per le sue caratteristiche. Infatti quando la Juve è tornata ad essere una squadra forte si è un po' eclissato ed ha preferito non stare a discutere sul contratto, ma andarsene al milan e poi all'inter, e in entrambe non ha mai primeggiato come ai bei tempi. Secondo me nel periodo Juventino lo ha aiutato proprio il fatto di non avere una grandissima squadra intorno, il che ha fatto si che le sue caratteristiche venissero messe ancor più in risalto e che fosse il protagonista assoluto. Anche il mondiale del 94 secondo me non fa altro che dimostrare questo, infatti quello che di grande ha fatto sono state quasi esclusivamente azioni personali in cui ha interagito pochissimo con i compagni. Insomma un grandissimo solista, con una classe e una fantasia sonfinate, ma poca attitudine al gioco di squadra e all'utilità tattica. Infatti per come la vedo io, un giocatore come lui nel milan di sacchi avrebbe fatto ben poco e se ne sarebbe andato per la disperazione. Imho ovviamente


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MessaggioInviato: dom 11 mar 2007, 16:28 
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LeRoi ha scritto:
Era la coppa uefa keane ;) anche se era ancora una coppa ugualmente prestigiosa e non facile da vincere all'epoca(ho un bellissimo ricordo di quella coppa anche perchè è stata la prima finale di coppa che ho visto allo stadio). Cmq io ho un gran ricordo del periodo in cui baggio giocò a Torino, andavo allo stadio in attesa delle sue giocate e dei suoi gol, quando non c'era si vedeva la differenza, ma purtoppo bisogna ammettere che giocava quasi più per se stesso che per la squadra. Non per un fatto di egoismo o protagonismo, quanto proprio per le sue caratteristiche. Infatti quando la Juve è tornata ad essere una squadra forte si è un po' eclissato ed ha preferito non stare a discutere sul contratto, ma andarsene al milan e poi all'inter, e in entrambe non ha mai primeggiato come ai bei tempi. Secondo me nel periodo Juventino lo ha aiutato proprio il fatto di non avere una grandissima squadra intorno, il che ha fatto si che le sue caratteristiche venissero messe ancor più in risalto e che fosse il protagonista assoluto. Anche il mondiale del 94 secondo me non fa altro che dimostrare questo, infatti quello che di grande ha fatto sono state quasi esclusivamente azioni personali in cui ha interagito pochissimo con i compagni. Insomma un grandissimo solista, con una classe e una fantasia sonfinate, ma poca attitudine al gioco di squadra e all'utilità tattica. Infatti per come la vedo io, un giocatore come lui nel milan di sacchi avrebbe fatto ben poco e se ne sarebbe andato per la disperazione. Imho ovviamente


Quoto tutto.

E mi hai fatto venire in mente il Mondiale '94, l'esempio di quanto un giocatore possa essere mitizzato oltre i suoi meriti. Baggio ci portò alla finale solo grazie a giocate individuali, senza dare alcun contributo al resto della squadra in fase di non possesso palla e presenza nel gioco sui 90 minuti delle varie partite.

Nullo nel girone, giocò malissimo anche con la Nigeria negli ottavi. Trovò l'1-1 all'88' da una posizione in cui era più facile sbagliare che segnare (bravo in ogni caso per la freddezza a due minuti dalla fine) e la cosa migliore fu il cucchiaio che portò al rigore nei supplementari. Realizzò il rigore della vittoria, con la palla che aveva sbattuto sul palo e a momenti usciva...

Nei quarti contro la Spagna, solito, straordinario e isolato, colpo d'artista nel finale dopo una prestazione migliore di quella con la Nigeria ma non di certo dominante.

In semifinale con la Bulgaria, un tempo di ghirigori e grandi giocate (fu secondo me la sua migliore partita) prima di una finale giocata male e conclusa peggio, ma con l'attenuante dell'infortunio.

Un contributo decisivo per portare l'Italia in finale (non lo nego), ma distante anni luce come incisività, continuità di azione, impatto nella manovra da quelli di tanti altri assi del Pallone, antico e moderno, nelle fasi finale di una Coppa del Mondo (non da ultimo, lo Zidane 2006).

Sia chiaro che ho calcato la mano con gli aspetti negativi del Divin Codino semplicemente perché intorno alla sua figura si è creata una sorta di aura mitica e leggendaria decisamente eccessiva e ingiustificata dall'effettiva resa sul campo.


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MessaggioInviato: lun 12 mar 2007, 16:03 
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In quella Juventus dei primi anni '90 TUTTI stentavano (da Moeller, che era un grande calciatore, a Vialli che fece due stagioni pessime con Trapattoni e si rivelò in maglia bianconera solo con l'arrivo di Lippi) e Baggio era l'unico a brillare di luce propria segnando caterve di gol e vincendo tante partite praticamente da solo....quella era una Juve che perdeva 5-1 a Pescara, non dimentichiamolo, e in quella stagione Baggio vinse il Pallone d'Oro.
Io poi non sono un fan sfegatato del Codino, dico solo che a mio parere, a livello individuale, ha dimostrato molto più di Ronaldinho...basti vedere i primi due mondiali disputati da Baggio e i primi due dal brasiliano: nel caso dell'italiano, un fantastico mondiale del '90 con la perla del gol alla Cecoslovacchia e poi lo straordinario leader di USA '94, l'unico giocatore assieme a Romario e Stoichkov ad essersi distinto come uomo-squadra in quell'edizione....nel caso di Ronaldinho invece, un mondiale 2002 da pseudo-titolare con la fiammata del gol segnato a un ottenebrato Seaman e poi un mondiale 2006 toppato su tutti i punti di vista.
Poi se vogliamo parlare delle caratteristiche tecniche, questo è un altro paio di maniche ovviamente, ma è molto difficile trovare un punto d'accordo.


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