ciccio graziani ha scritto:
Noodles, per me ti sbagli su un punto: Sacchi non ha mai cambiato modulo (perchè appunto il suo gioco prevedeva certi meccanismi fissi), semplicemente dopo il 1990 era impossibile, visto che la maggior parte delle squadre ormai avevano copiato alla grande le idee di Sacchi, giocare come il suo Milan.
mah, premesso che l'indicazione dei moduli esprime sempre una verità parziale (poi conta l'interpretazione), nel suo primo Milan Donadoni agiva come numero 10 classico, Ancelotti giocava come regista, Colombo stava sul centrodestra ed Evani sul centrosinistra. Quando arrivò Rijkaard (che il primo anno fu schierato spesso in difesa per l'infortunio di Galli), spesso sul centrosinistra fu dirottato Ancelotti, che certamente non interpretava il ruolo come Evani. Come dici giustamente tu, i ruoli non erano rigidamente definiti, Donadoni e Gullit (che con Sacchi faceva la punta) svariavano spesso su entrambe le fasce, Colombo copriva più in zona centrale, Evani era l'unica ala pura.
in nazionale, per quel che ricordo, tutto divenne più rigido. Paradossalmente, la nazionale di Sacchi sembrava ispirarsi più al primo Milan di Capello che al Milan di Sacchi: 4-4-2 scolastico, con due centrali dai compiti ben definiti - Albertini regista, Dino Baggio incursore/incontrista alla Rijkaard (povero Frank

) - e due ali pure sugli esterni. Il problema fu che per il ruolo di esterno, oltre all'intoccabile Donadoni, furono riciclati giocatori fuori ruolo, come Signori o Berti o Conte (anche se poi ai Mondiali avrebbe finito per giocare Eranio, probabilmente).