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Ma Basta , non e' affatto vero che oggi nel calcio ci sono piu' pressioni , ma perche' ? dove quando come ? .
Intervista di Gianni Mina' a Maradona del 9 marzo 1986.
Domenica 9 mArzo , dopo la partita Juventus nApoli , all'aeoroporto di Torino Diego aRmando Maradona e' raggomitolato dietro il banco della signorina che al cancello d'uscita controlla le carte d'imbarco dei passeggeri , sembra un animale braccato , in trappola , e' letteralmente assaltato dai tifosi , curiosi , personale dell'aeoroporto , raggomitolato come un gatto , ha l'aria impaurita .
E' un'immagine incredibile , se la si confronta con la retorica che accompagna i protagonisti del nostro tempo e in particolare gli eroi del calcio , quando ci vede ci chiede piu' con un'espressione degli occhi che della voce di non accendere le telecamere , la televisione aumenterebbe l'immane confusione e ne metterebbe a rischio l'incolumita' fisica.
Il Napoli ha pareggiato con la Juventus , non ci sono quindi pericoli di contestazione , ma spesso l'amore e anche la curiosita' , ingigantiti dai mezzi d'informazione , possono diventare morbosi , esagerati , assurdi , maleducati.
Alla fine un funzionario dell'alitalia con molta sensibilita' chiama uno dei pullman trasportatori che fanno la spola tra il cancello e l'aereo e Maradona seguito dalla mia troupe riesce a guadagnare la pista.
Sull'aereo Maradona si apre in una confessione inaspettata e inusitata , stupenda fotografia di una condizione umana che puo' anche rivelare la nausea del successo , cercato per tanto tempo.
<< sei come una fortezza assediata , sempre in difesa , forse non e' vita la tua .....>> lo provoco e Maradona si lascia andare << si credo propio che me ne andro' presto dal calcio , io non sopporto piu' tutto quello che c'e attorno al pallone , in questo momento la gente mi sta attorno perche' abbiamo pareggiato con la juve , abbiamo quindi fatto il nostro dovere , ma se avessimo perso , non ci sarebbe affetto ma invece grida , invettive , insulti , una vittoria cambia il significato di tutto , eppure io sono Maradona sia che vinca sia che perda , per questo mi viene voglia di dire basta >>.
Mi guarda con l'aria sempre piu' smarrita , immalinconita' , e' talmente tutto cosi esagerato quello che gira attorno al calcio che questa immensa felicita' , il successo guadagnato in questo gioco ormai ti pesa ?<< io continuo ad essere Maradona ma non ci sto piu' quando non si rispetta la mia persona , per questo quando in campo e fuori tutto diventa esagerato , assurdo , sento profondo , immenso , il desiderio di mollare tutto e tornarmene a casa dalla mia famiglia , dimenticare tutto : miliardi , successi , onori , per giocare magari in serie C , senza obblighi , senza pressioni , senza condizionamenti , senza violenze psicologiche >>.
<< Siamo persone normali e vorremmo essere considerate tali , vogliamo la nostra famiglia , abbiamo anche noi bisogno di tranquillita' , voglia di andare a mangiare al ristorante , di andare al cinema o a ballare , voglia di essere considerate persone degne di rispetto anche se una domenica abbiamo perso , perche' ci e' vietato tutto cio' ? >>.
<< Gia' quando giocavo nel Boca dissi una frase : la gente deve capire che Maradona non e' una macchina per la felicita' , gia' allora avevo la nausea di tutto questo , allora il mio sogno era completamente folle , avrei voluto giocare una partita coi ragazzini , con avversari ragazzini , ragazzini sulle tribune , uscieri ragazzini , polizia di ragazzini , solo ragazzini , innocenti , non sopportavo gia' piu' la pressione , non ne volevo piu' sapere niente , guardavo Escudero , Pascucci , passeggiare tranquillamente per strada senza che nessuno li andasse a molestare e li invidiavo , sapevo dentro di me che la mia strada era questa e non c'era ritorno , che la mia vita sarebbe stata questa , mi sentivo gia' prigioniero della fama .
Non posso andare a comprarmi un paio di scarpe che 5 minuti dopo c'e la vetrina rotta e 1000 persone dentro il negozio , e il tragitto da casa mia al campo di allenamento del Napoli ? un'avventura , funziona cosi , io in un modo o nell'altro devo poter uscire di casa che e' sempre accerchiata da migliaia di persone urlanti , mi preparo dietro il portone , la macchina con il motore acceso , quando do il via me lo aprono e io salto dentro la folla a razzo , la folla si apre e io passo in mezzo , una follia , quelli che conoscono la mia tattica mi inseguono poi in motorino fino a che non riesco a distanziarli , una follia i motorni a Napoli mi inseguono a centinaia ogni volta >>.
Il pullman snodabile e' arivato sotto la scaletta dell'aereo , << vado a Roma perche' da qualche settimana mi sto sottoponendo dal professor Dal MOnte a prove tremende per studiare il mio fisico , in funzione delle condizioni che troveremo in Messico Al Mundial .
Perche' se anche ogni tanto ho voglia di andarmene , di fuggire da tutto questo perche' non ce la faccio piu' , io in Messico per me e per L'Argentina voglio fare una grande figura , e per me , per il bene della mia famiglia voglio che per una volta i giornali siano pieni solo delle mie imprese sportive , non voglio piu' che mia madre ogni giorno che e' in iTalia e apre un giornale si debba sentire mortificata e non voglio piu' che ogni volta che e' in Argentina e apre un giornale debba telefonarmi smarrita per chiedermi che succede .
Non mi piace tutto questo e credo soltanto che una bella rivincita in Messico mi possa aiutare a far capire che anch'io ho il diritto , ogni tanto , di vivere in pace .>>.
_________________ GULLIT:"Quando vedo Messi penso che è un grande calciatore ma è protetto: dagli arbitri, dalle telecamere, dal regolamento. Messi può limitarsi a dribblare. Diego doveva saltare alto così, non per fare dribbling ma perché volevano spezzargli le gambe".
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