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Aquilani-De Rossi i tesori della Roma
Stessa carriera: dal vivaio giallorosso in prima squadra e ora in Nazionale. Rosella Sensi: «Assieme a Totti sono incedibili»
di Guido D’Ubaldo
ROMA - Di Bruno Conti ce n’è uno e viene da Nettuno. La cittadina del litorale romano - dove è nato il campione del mondo, campione d’Italia e attuale direttore tecnico della Roma - ha dato i natali calcistici anche a Daniele De Rossi e Alberto Aquilani. Era il 1996 quando i due ragazzini, di 13 e 12 anni, si presentarono al primo stage per giovani calciatori organizzato da Bruno Conti a casa sua. Durata una settimana, al mattino lezione di calcio, al pomeriggio beach volley, calcetto e bagno finale sulla spiaggia di Nettuno. Bruno Conti aveva messo su questa organizzazione amatoriale con uno staff di tutto rispetto: lui era il responsabile e con lui i tecnici erano Guido Ugolotti e Alberto De Rossi, che al mattino del primo giorno di stage arrivò per accompagnare il figlio, un ragazzino biondo che sognava di fare il centravanti. Alberto De Rossi aveva giocato nella Primavera della Roma con Bruno, una carriera di calciatore in C e poi si era messo a fare l’allenatore al Tor Tre Teste. La sua carriera in giallorosso cominciò con quella del figlio. Nello staff dello stage c’erano anche Vito Scala, l’attuale preparatore di Totti, e Ivano Stefanelli, uomo-ombra di Conti, attuale responsabile del settore giovanile.
I PRIMI PASSI - Era il 1996, Franco Sensi aveva affidato la prima squadra a Carlos Bianchi proprio quell’estate. Ogni settimana 40 ragazzini si ritrovavano a Nettuno. In quella settimana Daniele e Alberto erano i più bravi. C’era anche Cesare Bovo, oggi al Genoa, Pesoli e Coladarci, che si sono un po’ persi per strada. De Rossi veniva dall’Ostia Mare, mentre Aquilani a dieci anni faceva già parlare di sè alla Spes Montesacro. In realtà il vero scopritore di Alberto è stato Tonino Tempestilli, che nel ’94 faceva l’allenatore del settore giovanile.
A un torneo di Grottaferrata per Esordienti, l’attuale dirigente della Roma chiese chi era stato scelto quale miglior giocatore. Quando gli dissero Aquilani, provò a contattare il padre, Claudio, che aveva già firmato un impegno con Volfango Patarca, talent scout della Lazio, che gli fece fare un provino in gran segreto su un campo al quartiere Alessandrino. Papà Aquilani preferiva la Roma e non ci pensò due volte a portare il figlio a Trigoria. Anche lì Alberto fece un provino, lo misero in campo con una maglietta diversa rispetto a quella degli altri ragazzi. Fece due lanci e lo fecero uscire, aveva già convinto tutti. La Spes Montesacro prese una decina di milioni per il suo cartellino.
Alberto ha fatto tutta la trafila nel vivaio, De Rossi ha avuto meno fortuna all’inizio nel settore giovanile. Fino a quando incontrò Bencivenga, che lo trasformò in centrocampista. Fino ad allora aveva giocato poco. Insieme si ritrovarono in Primavera, sette anni dopo lo stage a Nettuno. Nel 2003 Capello li fece esordire in serie A.
TENTAZIONE INGLESE - Bruno Conti ricorda ancora quel primo incontro con i due ragazzini, che oggi sono diventati due pilastri della Roma e della Nazionale: «In ogni stage durante tutta l’estate venivano 400 ragazzi. Ma si vedeva già che loro avevano qualcosa in più. Alberto era tignoso già da bambino, non ci stava mai a perdere, neanche nelle partitelle tra di loro. Ho stabilito un bel rapporto con le famiglie di entrambi i ragazzi e questo è stato fondamentale quando gli inglesi andarono a cercare Aquilani». Aveva sedici anni quando si fecero sotto Chelsea e Arsenal. C’era di mezzo Apollonius e sul conto del padre di Aquilani depositò 270.000 euro, tutti restituiti fino all’ultimo, quando i dirigenti della Roma convinsero Alberto a tornare sui suoi passi.
BLINDATI - Oggi De Rossi e Aquilani rappresentano il presente ma anche il futuro della Roma. Bruno Conti li ha visti crescere, sa che la Roma non può perderli: «Sono due ragazzi eccezionali, che hanno costruito i loro successi con il lavoro, con il rispetto, la continuità. Siamo orgogliosi di rivederli in Nazionale, l’operato del nostro settore giovanile è apprezzato in tutta Europa. Con loro c’è stima reciproca, sappiamo cosa fare, un contatto c’è già stato con tutti e due, un mese fa. Sappiamo che li cercano i migliori club europei, ma loro rappresentano la base del futuro. La società ha idee chiare su De Rossi e Aquilani». Questa estate il Valencia ha offerto venti milioni per Aquilani. Quando è stata informata, Rosella Sensi ha risposto:
«Fino a quando mio padre sarà il presidente della Roma, Totti, De Rossi e Aquilani non si muoveranno mai». Più blindati di così...
-Corriere dello sport-
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