Gemini07 ha scritto:
Per me in pochi hanno sottolineato il discorso su cui io mi mi focalizzerei maggiormente discutendo delle due squadre (entrambe espressioni fantastiche di squadra e di individualità).
Quel Milan giocava la NFL del calcio (e non faccio il paragone con l'NBA di proposito), un campionato in cui ogni maledetta domenica c'era da sputare sangue per tutte le squadre perchè IN TUTTE le squadre, anche le meno quotate, potevi ritrovarti giocatori titolari di Brasile o Argentina, giusto per fare un esempio.
Quel campionato era di altissimo livello e logorante a livelli incomparabili con la Liga attuale.
Io ho visto giocare il Barcelona giocare per scelta senza 6/7 titolari e riuscire comunque tranquillamente a vincere senza infracidire le maglie di sudore.
Merito loro? Sicuramente, hanno un gioco talmente efficace e sono forti al punto da poter fare scelte di questo tipo.
Demerito altrui? Anche.
Il Real Madrid e il Barcelona giocano tutto sommato per dovere di firma.
In una delle ultime partite giocate dal Real Madrid la loro quota era 1,0625.
San Marino - Olanda di alcuni anni fa aveva una quota simile, 1,05 a favore degli olandesi.
Non c'è molto da spiegare.
Io invito anche a vedere le registrazioni di Milan-Benfica, finale di Champions League, in un anno in cui il Milan, in corsa su tutti i fronti si ritrovò a quell'appuntamento decisivo nella condizione di dover "salvare la stagione".
Quel Milan aveva fior fior di atleti ancor prima che giocatori e si ricordi che la stagione italiana era più breve per il minor numero di squadre.
I giocatori erano visibilmente a pezzi, la stanchezza gliela si legge evidentissima negli occhi ancor prima di vederli correre.
Poi guardo Barcellona-Manchester United... appuntamento al quale i blaugrana arrivano dopo una stagione più lunga e quindi teoricamente più stancante... teoricamente.
Ripeto, con questo non voglio dire che il Milan di Sacchi sia necessariamente superiore al Barcelona o che il Barcelona conquisti vittorie che valgono "poco" perchè gioca in un campionato a 2+3 squadre (volendo essere generosi)... voglio dire solo che prima di fare discorsi sulla fisicità di Gullit e sulla visione di gioco di Iniesta, si dovrebbe riflettere di più su quello che è stato il contesto calcistico in cui sono emerse come realtà dominanti.
Ps: e tutto sommato sarà anche passato un ventennio ma la Serie A dal mio punto di vista, resta un campionato più logorante e difficile da vincere della Liga spagnola... non nel senso che il Milan, la Juventus o l'Inter la vincerebbero, perchè non ci sarebbe scampo contro le prime due forze della Liga... ma nel senso che il Barcelona (dal momento che sono i migliori in assoluto) per vincere la Serie A faticherebbe sicuramente di più.
E' un ragionamento che ci sta ed è senz'altro condivisibile... ma Acm dall'altro lato ha sottolineato che comunque il Barcellona deve sempre vincere ogni domenica perché sa che bastano 2 o 3 punti persi contro un'Osasuna di turno per pregiudicare la possibilità di vincere il campionato... E lo stesso vale per il Real Madrid. Mi pare stressante anche questo... Il livello medio della Liga attuale è decisamente più basso della serie A Anni '80, ma mentre nella serie A Anni '80 ogni big poteva lasciare parecchi punti per strada (proprio in conseguenza di un maggior equilibrio che dicevi tu) e quindi una sconfitta a Lecce o Bergamo poteva non essere decisiva, nella Liga attuale - mi ripeto - basta un pareggio di troppo e a fine stagione sei secondo...
Dici che quel Milan, nella finale del '90 contro il Benfica, era visibilmente a pezzi mentre il Barça 2009 o 2011 non lo era... e in qualche modo sostieni che questo nasca proprio dal maggior stress psico-fisico della serie A di allora... Beh, può starci come ragionamento... Però io ti butto lì un'altra teoria, egualmente condivisibile... Non mi pare che il tipo di calcio voluto da Sacchi fosse molto “leggero”, anzi. Mi pareva fosse piuttosto dispendioso, in termini di energie mentali e fisiche. Dopo 2-3 anni di “trattamento intensivo” sotto l'egida del patriarca di Fusignano, i giocatori del Milan erano cotti, stremati, alcuni senatori chiesero la testa dell'allenatore perché a 30 anni non erano più in grado di correre sempre come matti come dei ragazzi di 22, 23 anni. Il calcio di Sacchi prosciugava le energie molto di più di quello di Guardiola, che al contrario basa il suo gioco su un prolungato possesso palla a terra. Il calcio di Sacchi nasce dalla zona, dalla corsa, dall'occupazione degli spazi, dal fuorigioco sistematico, da un'applicazione feroce e strenua sul piano tattico e mentale che porta allo sfinimento. Il calcio di Guardiola, pur prevedendo alcuni degli stessi concetti, nasce dalla gestione del pallone... ed è un tipo di calcio meno stancante, più solare e dunque più continuo nel tempo (non a caso il ciclo blaugrana sta proseguendo come durata oltre quello sacchiano...), anche perché i giocatori si divertono di più. E' normale divertirsi di più in allenamenti che prevedono tanto gioco con la palla piuttosto che in allenamenti pieni di pressing, ripartenze, scatti, controscatti e lezioni tattiche da far diventare scemo un matematico...