Reg. il: mer 18 mag 2005 Alle ore: 0:45 Messaggi: 34983 Località: Dudley
Di Stefano fino ai 25 anni era una punta purissima, che sfruttava la velocita' e la forza, e che si curava poco di altri aspetti del calcio, come tipologia di giuoco lo si puo' paragonare in quel periodo con Ronaldo il fenomeno , non tornava in difesa, non costruiva a centrocampo, aspettava gli assist di Pedernera e compagni e finalizzava. Nell'ultima stagione ai Millonarios, SI VEDE GIA' IL GIOCATORE totale che si vedra' al Real, in realta' inizio' dalla penultima a cambiare giuoco, a 25 anni, trasformandosi in un giocatore totale e a tutto campo. Non credo il suo picco fosse prima dei 25 anni, in quanto chi ritiene Di Stefano il migliore lo fa essenzialmente per il giuoco totale espresso dai 25 in avanti.
Reg. il: gio 8 feb 2018, Alle ore: 9:40 Messaggi: 358
https://footballia.net/it/partite-compl ... il-uruguay Invito chiunque a vederla e a concentrarsi solo su Pelè. Lasciamo pure perdere il primo tempo in cui fu un autentico fantasma. Guardiamo solo il secondo, considerando che stiamo parlando di uno che viene considerato il più forte di sempre.
Reg. il: dom 28 giu 2015 Alle ore: 22:24 Messaggi: 2964
MarcoBode sottolineava l'intelligenza di Pelé che dopo un tempo in cui toccò pochi palloni ebbe l'idea di arretrare di 30 metri - nonostante il Brasile fosse in svantaggio - per andare a fare il "regista" e mandare palloni più puliti alle punte e giocò una partita magistrale.
nel 70 - come ho ricordato in un altro topic - senza Pelè, il Brasile non so se avrebbe saputo superare l'Uruguay in semifinale. Questo per ammissione di Gerson e di altri giocatori brasiliani. Il secondo tempo giocato da Pelè contro l'Uruguay resta una delle prestazioni più straordinarie mai disputate da un calciatore. Per sintetizzare al massimo: Pelè, abituato a giocare "alla Messi", devastando qualsiasi cosa gli capitasse a tiro in prima linea, decise di giocare "alla Xavi", regista a centrocampo, e dominò anche lì, dimostrando quindi una completezza tattico-intellettiva favolosa e una capacità di adattamento enorme, a seconda della situazione.
Ma nel 70 l'Uruguay aveva messo in scacco il Brasile sul piano tattico: i verdeoro, pur nettamente superiori sul piano tecnico e del palleggio, erano in crisi nera. Ricordiamoci che gli uruguayani sono maestri di tattica e di cinismo: quando vogliono evitare che qualcuno segni e si impegnano alla morte, 9 volte su 10 ci riescono. La mossa che cambiò le carte in tavola fu quella di Pelè: capì che se avesse giocato da attaccante per tutta la partita, il Brasile avrebbe perso. Allora, arretrò a centrocampo e gli uruguayani, che non si sarebbero mai aspettati una simile contromossa, iniziarono ad andare in confusione: per loro fu l'inizio della fine. Pelè, con una mossa studiata sul momento (un colpo di genio, quindi, non qualcosa di studiato a tavolino prima del match o con il proprio allenatore), cambiò il destino di quella partita e del Brasile. Poi, può darsi che il Brasile avrebbe saputo ribaltare le sorti di quella partita anche senza Pelè, ma personalmente nutro i miei dubbi...
La partita del 70 stava diventando per i brasiliani la stessa del Mondiale 50. Per questo, io sono convinto (mia personale convinzione, ci mancherebbe, anche perché non esiste la controprova), che se il Brasile nel 50 avesse avuto Pelè, quel Mondiale l'avrebbe vinto.
Ultima modifica di epico il ven 18 ott 2019, 14:51, modificato 1 volta in totale.
nel 70 - come ho ricordato in un altro topic - senza Pelè, il Brasile non so se avrebbe saputo superare l'Uruguay in semifinale. Questo per ammissione di Gerson e di altri giocatori brasiliani. Il secondo tempo giocato da Pelè contro l'Uruguay resta una delle prestazioni più straordinarie mai disputate da un calciatore. Per sintetizzare al massimo: Pelè, abituato a giocare "alla Messi", devastando qualsiasi cosa gli capitasse a tiro in prima linea, decise di giocare "alla Xavi", regista a centrocampo, e dominò anche lì, dimostrando quindi una completezza tattico-intellettiva favolosa e una capacità di adattamento enorme, a seconda della situazione.
Ma nel 70 l'Uruguay aveva messo in scacco il Brasile sul piano tattico: i verdeoro, pur nettamente superiori sul piano tecnico e del palleggio, erano in crisi nera. Ricordiamoci che gli uruguayani sono maestri di tattica e di cinismo: quando vogliono evitare che qualcuno segni e si impegnano alla morte, 9 volte su 10 ci riescono. La mossa che cambiò le carte in tavola fu quella di Pelè: capì che se avesse giocato da attaccante per tutta la partita, il Brasile avrebbe perso. Allora, arretrò a centrocampo e gli uruguayani, che non si sarebbero mai aspettati una simile contromossa, iniziarono ad andare in confusione: per loro fu l'inizio della fine. Pelè, con una mossa studiata sul momento (un colpo di genio, quindi, non qualcosa di studiato a tavolino prima del match o con il proprio allenatore), cambiò il destino di quella partita e del Brasile. Poi, può darsi che il Brasile avrebbe saputo ribaltare le sorti di quella partita anche senza Pelè, ma personalmente nutro i miei dubbi...
La partita del 70 stava diventando per i brasiliani la stessa del Mondiale 50. Per questo, io sono convinto (mia personale convinzione, ci mancherebbe, anche perché non esiste la controprova), che se il Brasile nel 50 avesse avuto Pelè, quel Mondiale l'avrebbe vinto.
Tutto ciò è assolutamente falso. Ripeto, vedere la partita.
Reg. il: mer 18 mag 2005 Alle ore: 0:45 Messaggi: 34983 Località: Dudley
Marco Bode parlando di Pele' e Cruyff disse anche che Pele', nel momento drammatico, con la squadra in difficolta', contro l'Uruguay nel 1970, seppe trovare le contromisure, arretrando a centrocampo, dando il la alle azioni. Cruyff invece non trovo' le contromisure contro Vogts.
Nel secondo tempo il gol del 2-1 di Jairzinho nasce da una favolosa sponda di Pele' a centrocampo, che manda in barca tutta la difesa avversaria, aprendo per Tostao, che serve Jairzinho nello spazio, Pele' fa anche l'assist per il gol di Rivelino.
Abbiamo poi alcune giocate da cineteca, come un'azione in cui parte da centrocampo e servono quattro uomini per abbatterlo ai limiti dell'area, l'azione famosissima con il dribbling de vaca sul portiere, un tiro da centrocampo al volo, su diretto rinvio del portiere, che riesce a parare. Ma sopratutto fu il suo genio tattico a fare la differenza, con il suo arretramento a centrocampo a fare il playmaker che scompiglio' l'Uruguay. Bobby Moore, che commentava per la tv inglese, si puo' vedere che era esaltatissimo dalla prestazione di Pele', definendola incredibile.
Riporto ancora un intervento di Marco Bode in un altro post:
Ritengo al contrario la nazionale del 70 non così fenomenale e se in quell'edizione del Mondiale non ci fosse stato Pelè, non so come sarebbe finita. Gerson dice che senza Pelè il Brasile non avrebbe mai superato l'Uruguay nella semifinale: fu la mossa tattica di O Rey che scelse di operare da regista nel corso del secondo tempo che ruppe i piani tattici uruguayani e permise ai verdeoro di rimontare e vincere.
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