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Marco Bode ha scritto:
Aggiungi a tutto questo, un dominio nettissimo negli ultimi 3 anni: 3 campionati nazionali, 2 Champions, 2 Supercoppe Europee, 2 Intercontinentali, 1 coppa nazionale ecc. In tre anni, ha vinto di più sia del Milan di Capello che del Milan di Sacchi


Però, a livello di sensazione di dominio totale sull'avversario, non ha ancora esibito quello che fece il Milan dell'Arrigo. 5-0 in semifinale, 4-0 in finale sono ben diversi dalle prove del Barcellona nelle fasi finali della champions. In questo senso, l'ultima finale è quella che maggiormente nobilita i blaugrana, che finalmente hanno schiantato nel gioco e nel punteggio una grande squadra. Ma non a livello di quanto fece il Milan di Sacchi (o paradossalmente quello di Capello nella champions persa col Marsiglia, dove arrivò con 10 vittorie su 10 partite e se ben ricordo 25 gol fatti e uno solo subito...).

Concordo pienamente sul fatto che di gioco si tratta. Tuttavia, se mi può sembrare ragionevole pensare che ricorderemo Messi e Iniesta come oggi ricordiamo Gullit e Van Basten, mi riesce difficile pensare che ricorderemo i pur bravissimi Puyol e Pique come Maldini e Baresi.

Una cosa sulla difficoltà delle vecchia coppa campioni: vero, ti poteva capitare di affrontare squadre non di livello fino alle semifinali. Cosa che, a ben guardare, molto spesso capita anche oggi, dove forse puoi trovare uno squadrone ai quarti: è un solo turno di differenza.
Ma con la vecchia coppa campioni ti bastava bucare una partita ed eri fuori, e questo conta mica da ridere. E con le vecchie regole, ti menavano come fabbri 90 minuti. Non credo che oggi il Barcellona andrebbe a giocare col Malines facendo troppo tiqui taqua senza subire asportazioni di tibie e peroni da qualche macellaio.


;) ;) ;)


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MessaggioInviato: sab 7 gen 2012, 19:45 
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Cita:
è indubbio che la Champions di oggi sia più difficile della Coppa Campioni di ieri,


Non è affatto indubbio, lo trovo abbastanza opinabile in un analisi che non sia superficiale.
Ora non ho tempo, un giorno mi piacerebbe discuterne in maniera approfondita.

Cita:
Arrivare a giocare la Champions di oggi è più facile rispetto alla Coppa Campioni di ieri,


Considera che questo aspetto inflaziona il valore della manifestazione, è come se il mondiale si giocasse ogni anno, non ci sarebbe più quella "occasione della vita" che influisce in maniera indiscutibile (anche inconscia) sulle prestazioni.

Su Sacchi occorre distinguere, su quello della Nazionale hai ragione, era inflessibile, aveva un modulo standard dal quale non deviava, il Sacchi del Milan era diverso, il modulo era assai flessibile.


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MessaggioInviato: sab 7 gen 2012, 21:06 
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epico ha scritto:
Il sistema barcellona puo' esistere solo nel Barcellona , ficcatevelo in testa , non c'e' nessuna innovazione epocale perche' le innovazioni fanno scuola ma solo il Barcellona puo' giocare in quel modo , non e' un sistema copiabile da fare una rivoluzione nel calcio , quindi no , per me non e' una grande innovazione.


Rispondo a epico, ma contemporaneamente rispondo ad Arres e Noodles.
A me sembra che il Barcellona stia facendo parecchio scuola...

Luis Enrique nella Roma sta cercando di riportare più o meno fedelmente i canoni del barcellonismo nella squadra giallorossa, su un piano di gioco e su un piano tattico. In qualche partita - non so sempre perché non seguo la Roma in ogni gara - ha anche schierato la squadra in modo metodista, con due difensori centrali, due terzini alti (Taddei e Perrotta, credo) e De Rossi da mediano centrale alla Busquets, nel ruolo del vecchio mediocentro metodista. E la Roma è una. Verranno altre squadre, in futuro, che tenteranno di copiare il sistema di gioco del Barcellona. Io ne sono convinto. Che poi non riusciranno a replicare il successo del Barcellona è un altro discorso. Questo capita perché - oltre alle idee - per rendere un progetto vincente, è necessario avere grandi giocatori.

Cosa successe nella seconda metà degli Anni '70 in Italia, dopo la lezione del calcio totale olandese?? Che tutti cercarono di copiare quel modello innovativo, ma andarono immancabilmente incontro al fallimento perché mancavano i grandi interpreti di cui l'Olanda e l'Ajax erano provvisti. Vedi il Napoli di Vinicio 74-75 o il Milan di Marchioro 76-77. Quindi ogni squadra epocale - capace di abbinare innovazione e risultati - finisce sempre immancabilmente con l'influenzare altre esperienze, che però non arriveranno mai, in nessun caso (non solo per quel che riguarda il Barcellona) ai livelli assoluti delle formazioni di riferimento, a meno che non abbiano lo stesso concentrato di fuoriclasse. Vinicio o Marchioro avevano valide idee, ma non avevano Cruyff, Krol o Neeskens; così come Luis Enrique non ha a disposizione Piquè, Xavi o Messi...

Oltre allo schieramento tattico, questo Barcellona sta già influenzato alcuni team nella mentalità. Si veda ad esempio il Borussia Dortmund, che per stessa ammissione di Klopp, ha preso spunto dal modello blaugrana nel gioco (palla rasoterra, triangolazioni veloci, attacco senza punti di riferimento ecc.). E magari ci sono anche altri esempi. Diversi allenatori, da quel che ho sentito io, di squadre più o meno forti, dicono negli ultimi anni di volersi ispirare - in parte o completamente - al Barcellona.

Per non parlare della riscoperta dei vivai, dopo che la globalizzazione e la legge Bosman avevano portato negli Anni '90 a un progressivo depauperamento dei settori giovanili. Diverse realtà negli ultimi anni hanno cominciato a investire di più nei giovani fatti in casa. Non so se il Barcellona sia stato l'arché di tutto o solo il club che ha sfruttato meglio di tutti le conseguenze di questo periodo storico (la crisi ha portato molti club sull'orlo del baratro finanziario ed è diventato così necessario cercare vie alternative per sopravvivere, a partire proprio da un maggior sfruttamento delle risorse interne), ma in ogni caso, permane il dato che il Barcellona sia stato il primo a farlo. E in modo trascinante, visto che tanti altri (vedi in Germania, sempre il Dortmund, ma anche il Bayern con 5 titolari su 11 che arrivano dal settore giovanile) stanno seguendo questo esempio. Sono certo che il "vento" arriverà con forza anche in Italia. Chiaro, per creare un vivaio competitivo servono 10 anni di lavoro, ma io sono convinto che nel 2020 i settori giovanili - anche delle big - sforneranno molti più talenti. Non resta che aspettare...

Per capire infatti la reale portata innovativa del Barcellona bisogna aspettare che il ciclo blaugrana si esaurisca. Solo allora potremo iniziare a capire davvero quanto questo modello è stato in grado di influenzare l'evoluzione del calcio.

Vorrei però, infine, porre l'attenzione su due concetti:
1) qui si parlava di chi fosse più rivoluzionario tra il Milan di Sacchi e questo Barcellona, indipendentemente da quanto potesse influenzare il contorno. Ma semplicemente concentrandosi su queste due squadre, sul loro modo di giocare, su ciò che avevano cercato di creare.
2) nel calcio contemporaneo è molto, molto più difficile creare realmente qualcosa di nuovo. Diversi addetti ai lavori, prima dell'avvento di questo Barcellona, pensavano che oramai il calcio avesse esaurito da tempo la propria spinta innovatrice, anche perché tutto è già stato "scoperto": la difesa a uomo, a zona, la Diagonal, miriadi di moduli tattici ecc... Questo Barcellona ha invece dimostrato il contrario, ha mescolato elementi diversi proponendo qualcosa di nuovo, ha rispolverato il Metodo a 80 anni di distanza e lo ha fatto funzionare, conquistandoci campionati e Champions (è questa la vera grandezza, far funzionare qualcosa che da 80 anni nessuno più utilizzava, scusate se è poco, per me non lo è affatto! Anche Orrico, per dire, nell'Inter 91-92, provò a far giocare i nerazzurri secondo il Sistema del Grande Torino, ma fu un fallimento...). Insomma, il Barcellona ha fatto davvero qualcosa di straordinario. Io rivolgo solo tanti applausi - per quel che mi riguarda - al filosofo Pep.


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MessaggioInviato: sab 7 gen 2012, 21:15 
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BananaJoe ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
Aggiungi a tutto questo, un dominio nettissimo negli ultimi 3 anni: 3 campionati nazionali, 2 Champions, 2 Supercoppe Europee, 2 Intercontinentali, 1 coppa nazionale ecc. In tre anni, ha vinto di più sia del Milan di Capello che del Milan di Sacchi


Però, a livello di sensazione di dominio totale sull'avversario, non ha ancora esibito quello che fece il Milan dell'Arrigo. 5-0 in semifinale, 4-0 in finale sono ben diversi dalle prove del Barcellona nelle fasi finali della champions. In questo senso, l'ultima finale è quella che maggiormente nobilita i blaugrana, che finalmente hanno schiantato nel gioco e nel punteggio una grande squadra. Ma non a livello di quanto fece il Milan di Sacchi (o paradossalmente quello di Capello nella champions persa col Marsiglia, dove arrivò con 10 vittorie su 10 partite e se ben ricordo 25 gol fatti e uno solo subito...).

Concordo pienamente sul fatto che di gioco si tratta. Tuttavia, se mi può sembrare ragionevole pensare che ricorderemo Messi e Iniesta come oggi ricordiamo Gullit e Van Basten, mi riesce difficile pensare che ricorderemo i pur bravissimi Puyol e Pique come Maldini e Baresi.

Una cosa sulla difficoltà delle vecchia coppa campioni: vero, ti poteva capitare di affrontare squadre non di livello fino alle semifinali. Cosa che, a ben guardare, molto spesso capita anche oggi, dove forse puoi trovare uno squadrone ai quarti: è un solo turno di differenza.
Ma con la vecchia coppa campioni ti bastava bucare una partita ed eri fuori, e questo conta mica da ridere. E con le vecchie regole, ti menavano come fabbri 90 minuti. Non credo che oggi il Barcellona andrebbe a giocare col Malines facendo troppo tiqui taqua senza subire asportazioni di tibie e peroni da qualche macellaio.


;) ;) ;)


Mah... sicuro che il Milan di Sacchi abbia dominato sempre così tanto gli avversari, e in un modo più netto di quanto non faccia questo Barcellona?? Tu ricordi - e anch'io ricordo - la meravigliosa performance della finale contro lo Steaua o il 5-0 favoloso al Real in semifinale... ma vogliamo parlare dello stentato 1-0 sul Werder nei quarti con rigore di van Basten? Della nebbia di Belgrado, con il Milan che a 20 minuti dal termine degli ottavi con la Stella Rossa era eliminato?? Della qualificazione ottenuta ai rigori contro i campioni di Yugoslavia? Insomma, anche il Barcellona ha avuto il suo bel fondoschiena per avviare il suo ciclo d'oro (vedi la semifinale contro il Chelsea di Hiddink, che strameritava di centrare la finale del 2009), ma lo ha avuto pure il Milan. Ogni grande progetto ha sempre bisogno di essere assistito da una buona dose di fortuna... In ogni caso, a me sembra che il Barcellona abbia stradominato l'ultima Champions vinta... e così pure nelle edizioni precedenti ricordo punteggi eclatanti... A me, ha dato una sensazione di potenza spaventosa nei confronti degli avversari. E ma l'ha data anche nell'ultimo Clasico, dove ha passeggiato sul Real, con Mourinho (che io considero un Mago del Calcio) che non ci ha di nuovo capito un'acca...

E per quel che riguarda i giocatori... beh, io (io...) credo che a fine carriera ricorderemo i vari Piquè o Puyol come non tanto inferiori a Baresi o Maldini. Esattamente come - dici giustamente tu - i vari Messi o Xavi non hanno nulla da invidare a van Basten o Gullit.

ps: consideriamo anche che la base del Barcellona non si è limitata a vincere tutto a livello di club e proporre questo meraviglioso progetto, ma si è pure portata a casa un titolo europeo e uno mondiale per Nazioni nel giro di 2 anni, impresa riuscita prima solo al ciclo Bayern-Germania dei vari Maier, Beckenbauer, Muller e Breitner (c'è anche la Francia 98-2000, ma in quel caso non si basava su un blocco).


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MessaggioInviato: sab 7 gen 2012, 21:29 
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beh su quella semi col chelsea però non si può parlare di deretano...è stato il + grande furto della storia del calcio al quale io ho assistito. peggio anche dell'anno di juventopoli 97-98


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Reg. il: dom 10 apr 2005
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Deus84 ha scritto:
Concordo appieno con Marco.

Un altro punto, forse il più grande, a favore del Barca è l'uso dei vivai. In un epoca, quella moderna, nella quale le squadre tendono a dipendere da fuoriclasse stranieri, la scelta fatta del Barca risalta ancora di più, portandola in alto.

Le fortune del Milan di Sacchi, che comunque aveva cresciuto in casa gente come Baresi o Maldini, dipendevano volenti o nolenti dal trio olandese prima, e da gente come Desailly e Boban dopo. Giocatori come Donadoni e Massaro, per quanto nostrani e talentuosi, venivano da altre squadre. Qui si vede la differenza: quando io vedo oggi, nel 2011, una squadra giocare con 8 giocatori su 11 (e a volte anche di più) provenienti dalla primavera si capisce la straordinaria "portata" di questa squadra. Quante squadre nella storia del calcio l'hanno fatto ? Poche, pochissime, e sicuramente non a questo livello.

P.S. Marco, una domanda: quando hai tempi che ne dici di parlarci un po' della Honvéd ? Tra quelle citate è forse quella della quale si parla (e si sa) di meno :)


Deus, scusa ti ho confuso con Doni27 :asd
Comunque, qui trovi un mio pezzo sull' "Aranycsapat" ;)
buona serata

http://www.forum-calcio.com/viewtopic.p ... 38#2134738


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Oltre all'incredibile Cantera (i fenomeni se li sono costruiti quasi tutti in casa), la cosa più impressionante del Barça di Guardiola è il fatto che venga temuto e rispettato dagli avversari come nessun'altra squadra, perlomeno da quando seguo io il calcio. Tutte le formazioni che negli ultimi anni hanno affrontato i blaugrana, si sono dovute adattare, hanno preparato partite attendiste, fatte di catenaccio e contropiede. Insomma, si sono tutte snaturate (e parlo anche di big europee).
Quelle che non l'hanno fatto...beh, poveri stolti, hanno subito terrificanti goleade.

Non so se questo concetto valeva anche per il Milan di Sacchi, onestamente.


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secondo me si associa troppo il giuoco del Barcellona al tiqi taqa, niente di più sbagliato.
La forza del Barcellona è quella di giocare senza punte, non è stata un innovazione visto che l hanno copiato dalla Roma di Spalletti, ciò unito alla difesa alta con tre giocatori su 4 con buoni/ottimi piedi consente di creare tante gabbie a centrocampo dove i catalani hanno sempre la superiorità numerica sia in fase offensiva dove gli avversari sono costretti a correre a vuoto mentre gli altri essendo in di più in quella zona se la possono passare in facilità, sia in fase difensiva col pressing alto e le solite gabbie che impediscono all avversario di passare il centrocampo. L assenza di una vera punta consente un estrema imprevedibilità, il difensore che si trova contro una squadra senza attaccanti esce dal campo con le mani nei capelli perchè sa che il pericolo può arrivare da chiunque e non da uno solo. E non è vero che il gioco non può essere riprodotto, molte squadre all ultimo mondiale hanno giocato col 451 con l unico attaccante che era una seconda punta o comunque un attaccante dall ottima tecnica, poi è ovvio che è praticamente impossibile che i risultati siano gli stessi del Barcellona.


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Reg. il: lun 5 set 2005,
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Kerzhakov91 ha scritto:

Non so se questo concetto valeva anche per il Milan di Sacchi, onestamente.


Beh, col Milan di Sacchi si giocava rigorosamente a una porta. Poi poteva capitare di trovare il contropiede, ma si subiva l'assedio prima e dopo. Ci sono partite (tipo contro il Napoli o contro l'Inter) dove letteralmente non uscivi dalla tua metà campo.


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Io il Milan di Sacchi l'ho vissuto tutto, e sono milanista, ma non me lo ricordo affatto così dominante come questo Barcellona in campo europeo, come ho già avuto modo di dire :sisi

Tra l'altro è undiscutibile che tra la Liga odierna e quella Serie A c'è una differenza sensibile, ma è anche vero che il Barcellona di Guardiola deve giocare il campionato cercando sempre di vincerle tutte, perchè i dirimpettai in bianco ti costringono a questo se non vuoi arrivare secondo, essendo il Real un'altra super potenza che fa una novantina di punti a campionato :sisi


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