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Non e' che chi innova di piu' e' piu' forte caro Bode .


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BananaJoe ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
In ogni caso, è un discorso assurdo perché non potremo mai avere le prove. Possiamo però valutare le due squadre sotto altri punti di vista... Ad esempio, chi ha innovato di più tra il Milan di Capello e il Barça di Guardiola? Chi ha vinto di più in uno spazio limitato, che so in 3 anni? Entrambe le risposte, soprattutto nel primo caso, fanno pendere la bilancia decisamente dalla parte del team blaugrana...


Però Marco, converrai che questo è un altro tipo di discorso, che esula da quello sulla forza della squadra.

Il Milan di Sacchi ha inventato poco (escluso a livello di mentalità), quello di Capello niente.

Ma non è che il discorso sulla forza della squadra non possa essere portato avanti in maniera articolata, trincerandosi dietro l'inevitabile complessità di confrontare squadre distanti 20 anni. Fermo restando che pochi sport sono così poco meritocratici come il calcio, e che nella partita secca può succedere di tutto.

Entrambe le squadre presentano fuoriclasse e qualità offensive da renderle capaci di segnare a qualsiasi avversario. Da Messi contro Van Basten a Dani Alves contro Donadoni, eccetera. La giocata che crea il gol dal nulla è sempre dietro l'angolo, da entrambe le parti.

Il Milan però sapeva alternare al gioco corto anche una dimensione verticale che il Barcellona non ha, o non vuole avere. La differenza a livello fisico è notevole, e pende dalla parte del Milan. Un tale dominio fisico può consentirti di appoggiarti con continuità agli avanti anche se vai sotto nella corsa e nel possesso palla. Se c'è riuscito il mediocre Milan di quest'anno a costruirsi un gioco offensivo sulle palle lunghe a Boateng e Ibra, figurarsi potersi appoggiare ai Gullit e Van Basten, che oltretutto in proporzione sono decisamente più prestanti.
Questo a mio parere si traduce nella possibilità di creare più occasioni da rete, potendo contare su maggior varietà.

In una partita tra grandi squadre che prediligono il possesso del gioco, spesso si è costretti a uno contro uno difensivi con parecchio campo scoperto dietro. Io credo che il Barcellona attuale avrebbe molte piu difficoltà ad arginare MVB, Gullit e Donadoni in 3vs3 rispetto a quello che può garantire Baresi o Maldini e lo stesso sottovalutato Costacurta.
Questo a mio parere si tradurrebbe in una migliore capacità di convertire a rete le occasioni potenziali.

Aggiungo una breve nota: Gullit. Questo giocatore era talmente forte che, pur dimezzato dagli infortuni, è durato tantissimo ad alto livello e con una duttilità mai vista negli ultimi 20 anni. Ma al suo apice, ovvero nelle condizioni in cui si presenterebbe a questa ipotetica partita, è assolutamente una macchina devastante offensiva e difensiva, fisicamente una sentenza per il Barcellona.

Dai, vi ho convinto :D


Io la vedo in modo diverso. Credo che il Barcellona sul piano della qualità di manovra sia superiore e che il suo "tiqi-taqa" potrebbe mandare in tilt anche una squadra come il Milan di Capello, e prima quello di Sacchi. E' una squadra poi molto più camaleontica, sa adattarsi a ogni situazione e Guardiola è un tecnico nel complesso migliore di Capello, a mio parere, quindi saprebbe leggere meglio l'evolversi della partita. Sul piano individuale, il confronto potrebbe anche essere pari tra le due formazioni, ma a centrocampo - il settore dominante del gioco - ritengo che il Milan non avrebbe la stessa forza e non so come potrebbe ingabbiare due geni come Xavi e Iniesta.

Però, sia nel tuo caso che nel mio - ripeto - sono valutazioni campate per aria, perché un confronto fattibile non si può fare. E' lo stesso errore quando si vuole paragonare atleti di epoche differenti e portarli magicamente entrambi a scontrarsi nella stessa era, nello stesso contesto. Non è questa l'operazione che si deve fare. Ognuno deve restare nella sua epoca. E occorre valutare quanto nella sua epoca abbia influito, inciso, dominato, innovato.

E da questo punto di vista, il Barcellona è da ritenersi a mio avviso superiore al Milan di Sacchi e ancora più al Milan di Capello. Non esisteva dai tempi dell'Ajax di Cruyff una formazione capace di influire, incidere, dominare, innovare e durare nel tempo - nel suo tempo - come il Barça attuale. Che ha mescolato l'arte degli spagnoli di saper duettare palla a terra, le concezioni di calcio totale figlie dell'influenza olandese, una disposizione in campo che è solo nominalmente un 4-3-3 ma poi si dispiega secondo i dettami dell'antico Metodo (2-3-2-3)...

In più una straordinaria flessibilità tattica da parte del proprio allenatore che - a differenza di Sacchi - non è schiavo del modulo, ma adatta i giocatori in base al modulo; vedi il 3-4-3 in stile Ajax di van Gaal (a triangoli sovrapposti) proposto qualche volta quest'anno, la dimostrazione che Guardiola non vuole fermarsi, ma crede che il progetto Barça possa continuamente evolversi (altro punto a suo favore, altro aspetto dove merita applausi; di solito chi vince tanto tende a sedersi, ma il Pep non sembra di questo avviso)...

Aggiungi a tutto questo, un dominio nettissimo negli ultimi 3 anni: 3 campionati nazionali, 2 Champions, 2 Supercoppe Europee, 2 Intercontinentali, 1 coppa nazionale ecc. In tre anni, ha vinto di più sia del Milan di Capello che del Milan di Sacchi. E non venirmi a dire che ai tempi fosse più difficile: poteva essere più competitivo il campionato italiano Anni '80 - questo sì - ma vincere la Champions oggi è più difficile che vincere la Coppa Campioni ieri.

Sarà solo tra 10-15 anni che potremo capire veramente la portata rivoluzionaria di questo Barcellona, ma se guardiamo ciò che ha saputo fare Guardiola, io penso che questa squadra sul piano dell'innovazione e dell'importanza storica abbinata ai risultati sia da mettere sullo stesso piano dell'Arsenal di Chapman, del River Plate della Maquina, del Grande Torino, della Honved di Puskas e dell'Ajax di Cruyff.


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MessaggioInviato: sab 7 gen 2012, 14:02 
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Concordo appieno con Marco.

Un altro punto, forse il più grande, a favore del Barca è l'uso dei vivai. In un epoca, quella moderna, nella quale le squadre tendono a dipendere da fuoriclasse stranieri, la scelta fatta del Barca risalta ancora di più, portandola in alto.

Le fortune del Milan di Sacchi, che comunque aveva cresciuto in casa gente come Baresi o Maldini, dipendevano volenti o nolenti dal trio olandese prima, e da gente come Desailly e Boban dopo. Giocatori come Donadoni e Massaro, per quanto nostrani e talentuosi, venivano da altre squadre. Qui si vede la differenza: quando io vedo oggi, nel 2011, una squadra giocare con 8 giocatori su 11 (e a volte anche di più) provenienti dalla primavera si capisce la straordinaria "portata" di questa squadra. Quante squadre nella storia del calcio l'hanno fatto ? Poche, pochissime, e sicuramente non a questo livello.

P.S. Marco, una domanda: quando hai tempi che ne dici di parlarci un po' della Honvéd ? Tra quelle citate è forse quella della quale si parla (e si sa) di meno :)


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Quoto in toto Marco Bode.
Aggiungo che tutte le persone a cui ho avuto modo di chiedere chi preferissero, e che ovviamente avessero vissuto entrambe, mi hanno sempre detto Barcellona di Guardiola.
Chiaramente è solo la mia esperienza ;)


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Cita:
Non esisteva dai tempi dell'Ajax di Cruyff una formazione capace di influire, incidere, dominare, innovare e durare nel tempo - nel suo tempo - come il Barça attuale.


secondo me, almeno per il momento, è vero l'esatto contrario: il Milan di Sacchi ebbe un'influenza molto maggiore rispetto al Barcellona di Guardiola. Quel Milan seppellì il gioco a uomo, prevalente fino a quel momento, sia dal punto di vista tattico (difesa in linea) che da quello mentale (approccio offensivo).

il calcio italiano - che, come concordiamo tutti, era l'NBA dell'epoca - fu totalmente rivoluzionato, e di conseguenza lo fu quello europeo.

questo Barcellona invece è una meravigliosa eccezione. Paradossalmente, fu molto più influente il Real Madrid dei galacticos, con la sua disposizione esotica (4-2-3-1) e la concentrazione di trequartisti dietro una sola punta.

Cita:
E non venirmi a dire che ai tempi fosse più difficile: poteva essere più competitivo il campionato italiano Anni '80 - questo sì - ma vincere la Champions oggi è più difficile che vincere la Coppa Campioni ieri.


insomma...come complessità, il campionato italiano dell'epoca era incomparabilmente superiore alla Liga attuale. La Champions League, è vero, è più complicata di quella Coppa dei Campioni, però un grande club vi accede praticamente ogni anno. All'epoca no, bisognava necessariamente vincere il proprio campionato.

in altri termini: il Barcellona sa bene che, anche schierando le riserve per tutto l'anno, arriverebbe comunque tra le prime 2 nella Liga. Il Milan era costretto a consumarsi anche in Serie A, con ovvie conseguenze a livello atletico e psicologico.


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gran bel post Marco, quoto tutto, Guardiola non si siede sugli allori pur avendo vinto tutto ma continua a sperimentare e ad innovare, vuole raggiungere la perfezione che nella sua testa è riuscire a giocare con il portiere e 10 centrocampisti.


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noodles ha scritto:
Cita:
Non esisteva dai tempi dell'Ajax di Cruyff una formazione capace di influire, incidere, dominare, innovare e durare nel tempo - nel suo tempo - come il Barça attuale.


secondo me, almeno per il momento, è vero l'esatto contrario: il Milan di Sacchi ebbe un'influenza molto maggiore rispetto al Barcellona di Guardiola. Quel Milan seppellì il gioco a uomo, prevalente fino a quel momento, sia dal punto di vista tattico (difesa in linea) che da quello mentale (approccio offensivo).

il calcio italiano - che, come concordiamo tutti, era l'NBA dell'epoca - fu totalmente rivoluzionato, e di conseguenza lo fu quello europeo.

questo Barcellona invece è una meravigliosa eccezione. Paradossalmente, fu molto più influente il Real Madrid dei galacticos, con la sua disposizione esotica (4-2-3-1) e la concentrazione di trequartisti dietro una sola punta.


Noodles, quel Milan seppellì il gioco a uomo in via definitiva, ma solo in Italia. Per quanto anche nel nostro Paese c'erano già state squadre zoniste da qualche anno, vedi la Roma di Liedholm. La stessa Italia campione del mondo '82 utilizzava una commistione di zona e uomo e fu detta "zona mista". Quindi che il Milan di Sacchi sia stato il primo a usare il gioco a zona in Italia è errato. Che il Milan di Sacchi abbia cercato di azzerarlo, creando una vera e propria spaccatura, è esatto. Ma io non lo reputo un bene: per me, gli estremismi, le guerre di religione sono un male e non portano alla fine ad alcuna evoluzione, nella storia come nel calcio. Guardiola è molto più flessibile tatticamente di Sacchi e più umile: doti che gli consentono di avere una visione più ampia del calcio (e probabilmente della vita).
Fuori dall'Italia, poi il gioco a zona era già in voga dalla notta dei tempi... Io e Mad abbiamo ricordato nel post sui grandi giocatori pre-50 come la difesa a zona fosse già una prerogativa delle formazioni sudamericane degli Anni 40, che mal sopportavano la difesa a uomo prevista dal Sistema.
Il Milan di Sacchi fu innovativo - come ha scritto anche Joe Banana prima (e io quello lo condivido) sul piano della mentalità... tutte le squadre italiane erano solite andare all'estero con l'idea di "primo non prenderle" per poi giocarsi tutto al ritorno; il Milan di Sacchi invece aggrediva sempre gli avversari sia in casa che fuori.
Ma il modulo tattico (4-3-3 o a tratti 4-4-2) non era nuovo; la difesa a zona non era nuova (come abbiamo visto); la preparazione atletica superiore, i fuorigioco sistematici, il calcio offensivo e l'occupazione degli spazi non erano nuove (vedi la Honved o l'Ajax). Non erano nuove neppure in Italia, visto che il Grande Torino e in parte la Grande Inter di Herrera utilizzavano già queste concezioni in abbondanza.
Il Barcellona di Guardiola non propone nulla di nuovo da zero, ma - mescolando idee e concetti già in voga - ha creato un coktail nuovo: l'arte degli spagnoli unita al calcio totale unita al vecchio Metodo come impianto di gioco. Non si era mai visto qualcosa di simile, ossia una formazione latina capace di abbinare il Metodo (impianto di gioco usato solo da formazioni latine - europee della zona mediterranea o sudamericane) con idee di calcio (il calcio "totale", come viene chiamato) che arrivano invece dalla Mitteleuropa e poi dall'Olanda, con in più le caratteristiche del calcio spagnolo (visto che il Barcellona è squadra spagnola), ovvero fraseggi stretti, possesso palla prolungato, duetti palla a terra e anche altezza media da nanetti (senza offesa).

noodles ha scritto:
Cita:
E non venirmi a dire che ai tempi fosse più difficile: poteva essere più competitivo il campionato italiano Anni '80 - questo sì - ma vincere la Champions oggi è più difficile che vincere la Coppa Campioni ieri.


insomma...come complessità, il campionato italiano dell'epoca era incomparabilmente superiore alla Liga attuale. La Champions League, è vero, è più complicata di quella Coppa dei Campioni, però un grande club vi accede praticamente ogni anno. All'epoca no, bisognava necessariamente vincere il proprio campionato.

in altri termini: il Barcellona sa bene che, anche schierando le riserve per tutto l'anno, arriverebbe comunque tra le prime 2 nella Liga. Il Milan era costretto a consumarsi anche in Serie A, con ovvie conseguenze a livello atletico e psicologico.


La Liga di oggi vale infinitamente meno della serie A Anni '80 come valore. Arrivare a giocare la Champions di oggi è più facile rispetto alla Coppa Campioni di ieri, perché un tempo andava solo la prima classificata dei rispettivi campionati. Ma il problema - in questo caso - non si pone perché negli ultimi tre anni il Barcellona è sempre stato campione nazionale di Spagna. E anche qualora non lo fosse diventato, avrebbe avuto il cuscinetto della Coppa Campioni vinta (le vincenti si qualificavano comunque di diritto). Una volta dentro alla competizione, però, è indubbio che la Champions di oggi sia più difficile della Coppa Campioni di ieri, visto che partecipano sempre le migliori formazioni di ogni singolo Paese (4 spagnole, 4 inglesi, 4 italiane, 3 tedesche) e via, quindi una competitività più esasperata e anche un torneo più lungo e snervante. Un tempo, con un po' di fortuna, si poteva arrivare in finale dopo aver incontrato i campioni nazionali di Cipro, dell'Ucraina, della Romania e del Belgio. Insomma... Non proprio un cammino impossibile...


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Il sistema barcellona puo' esistere solo nel Barcellona , ficcatevelo in testa , non c'e' nessuna innovazione epocale perche' le innovazioni fanno scuola ma solo il Barcellona puo' giocare in quel modo , non e' un sistema copiabile da fare una rivoluzione nel calcio , quindi no , per me non e' una grande innovazione.


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A questo giro per ora sono d'accordo con Epico.
Il sistema di gioco del Barcellona mi dà l'idea di riuscire solo lì, senza poter essere replicato da altre parti.
Magari poi ci sbagliamo e tra qualche anno tichitacheggieranno tutte le squadre d'Europa, ma la mia impressione è che il Barca attuale sia un pezzo di artigianato unico e di altissima fattura, ma non replicabile altrove.


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Noodles, quel Milan seppellì il gioco a uomo in via definitiva, ma solo in Italia. Per quanto anche nel nostro Paese c'erano già state squadre zoniste da qualche anno, vedi la Roma di Liedholm. La stessa Italia campione del mondo '82 utilizzava una commistione di zona e uomo e fu detta "zona mista". Quindi che il Milan di Sacchi sia stato il primo a usare il gioco a zona in Italia è errato. Che il Milan di Sacchi abbia cercato di azzerarlo, creando una vera e propria spaccatura, è esatto. Ma io non lo reputo un bene: per me, gli estremismi, le guerre di religione sono un male e non portano alla fine ad alcuna evoluzione, nella storia come nel calcio. Guardiola è molto più flessibile tatticamente di Sacchi e più umile: doti che gli consentono di avere una visione più ampia del calcio (e probabilmente della vita).
Fuori dall'Italia, poi il gioco a zona era già in voga dalla notta dei tempi... Io e Mad abbiamo ricordato nel post sui grandi giocatori pre-50 come la difesa a zona fosse già una prerogativa delle formazioni sudamericane degli Anni 40, che mal sopportavano la difesa a uomo prevista dal Sistema.
Il Milan di Sacchi fu innovativo - come ha scritto anche Joe Banana prima (e io quello lo condivido) sul piano della mentalità... tutte le squadre italiane erano solite andare all'estero con l'idea di "primo non prenderle" per poi giocarsi tutto al ritorno; il Milan di Sacchi invece aggrediva sempre gli avversari sia in casa che fuori.
Ma il modulo tattico (4-3-3 o a tratti 4-4-2) non era nuovo; la difesa a zona non era nuova (come abbiamo visto); la preparazione atletica superiore, i fuorigioco sistematici, il calcio offensivo e l'occupazione degli spazi non erano nuove (vedi la Honved o l'Ajax). Non erano nuove neppure in Italia, visto che il Grande Torino e in parte la Grande Inter di Herrera utilizzavano già queste concezioni in abbondanza.
Il Barcellona di Guardiola non propone nulla di nuovo da zero, ma - mescolando idee e concetti già in voga - ha creato un coktail nuovo: l'arte degli spagnoli unita al calcio totale unita al vecchio Metodo come impianto di gioco. Non si era mai visto qualcosa di simile, ossia una formazione latina capace di abbinare il Metodo (impianto di gioco usato solo da formazioni latine - europee della zona mediterranea o sudamericane) con idee di calcio (il calcio "totale", come viene chiamato) che arrivano invece dalla Mitteleuropa e poi dall'Olanda, con in più le caratteristiche del calcio spagnolo (visto che il Barcellona è squadra spagnola), ovvero fraseggi stretti, possesso palla prolungato, duetti palla a terra e anche altezza media da nanetti (senza offesa).


Sì, ma io non ho mai detto che Sacchi inventò la zona (ci mancherebbe), né che l'alchimia complessiva di quel Milan fosse più raffinata di quella del Barcellona (penso il contrario).

Ho detto, e lo ribadisco senza timor di smentita, che il Milan di Sacchi ebbe maggior influenza: ovvero, che condizionò maggiormente le altre squadre e in generale il movimento calcistico. E non solo dal punto di vista tattico o psicologico, ma anche da quello atletico. Fu, credo, la prima squadra di club i cui giocatori fossero nettamente sovradimensionati rispetto alla media.

Squadre come la Juve di Lippi sono figlie putative di quel modo di fare calcio.

Il Barcellona, proprio perchè è un esperimento sofisticatissimo, finora ha avuto un impatto molto minore sugli altri club. Giustamente, a mio avviso, visto che il suo modello è molto più difficile da esportare.

Elvis Presley ha avuto molta più influenza sulla musica moderna rispetto ai King Crimson, benché la scienza musicale di questi ultimi non sia avvicinabile. Ecco, il discorso è molto simile ;)

(poi, magari, tra 5 anni sono tutti a giocare col tiqui-taka e allora cambierò idea)


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