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In giornata sono stati entrambi trascinatori e punti di riferimento assoluti, ma lo spagnolo è riuscito nell'impresa nelle partite più difficili, l'olandese molto meno.
Se valutiamo il suo impatto (e io ho adorato il Seedorf migliore, era fortissimo, un giocatore spettacolare), ha fatto bene con l'Ajax, ma gli uomini chiave erano decisamente altri. Al Real ha fatto così così, la Champions l'ha conquistata perché era in rosa, ma non ha avuto un peso determinante, e infatti l'hanno presto sbolognato.
All'Inter ha saputo esaltarsi in alcuni grandi match, dove è stato meraviglioso (penso ai due gol da cineteca alla Juve), ma nel complesso ha reso poco, tanto che l'hanno scambiato con gente da quattro soldi. Al Milan ha alternato prestazioni straordinarie, in campionato nelle prime 2-3 stagioni e in Champions molto più spesso, con stagioni mediocri, insufficienze in serie che lo hanno trasformato nel bersaglio dell'ira dei tifosi per molto tempo. Nel 2003 ha giocato una grande coppa, ma è stato molto meno importante di Shechenko, Inzaghi e forse pure di Abbiati. Nel 2004 e nel 2005 ha giocato bene in coppa, ma non nelle partite clou: sparito con il PSV, sparito in finale a Instanbul. Nel 2007 è stato il migliore dopo Kakà, grandissimo a Monaco e con lo United, male in finale come molti altri peraltro. Sulla nazionale meglio sorvolare: e la storia della bambagia dovrebbe valere anche per lui, anche qui, visto che l'Olanda adotta un sistema di gioco simile a quello dei club maggiori e ha l'ossatura dei club maggiori (esattamente come in Spagna, si tratta peraltro di un gioco che gli spagnoli hanno copiato e riadattato proprio dagli olandesi, notoriamente).
Se tecnicamente il paragone ci sta tutto, su ogni altro fronte no. Anche sul carisma: lo spagnolo è stato il trascinatore in mille momenti chiave, molto più del collega. Dalla finale del 2006 a molti classici, passando per le note imprese di Londra (dove ha sorretto da solo una squadra umiliata e aiutata dall'arbitro, non solo per il gol: ricordo le pagelle del giorno dopo, una sfilza di 4 e di 5, un 8,5 pieno a lui, che senza il gol sarebbe stato come minimo 7,5, da solo arginava gli avvesari e ripartiva palla al piede, ricordo almeno 6-7 serpentine e giocate pericolose), i mondiali dove ha piazzato tutte le giocate decisive (Cile, ottavi, quarti, migliore in campo in semifinale, finale), le due edizioni degli europei dove è stato fra i primi tre (2008) e il migliore in assoluto (2012). Non dimentichiamo almeno cinque stagioni in cui è stato scelto fra i tre centrocampisti miglori del campionato per media-voto e continuità di rendimento, in un'occasione (2008/2009) il migliore in assoluto.
Insomma, il divario da questo punto di vista secondo me esiste, eccome, pur adorando Clarence, uomo importante di un Milan formidabile, autore di prestazioni ancestrali in molti grandi match.
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