ciccio graziani ha scritto:
noodles ha scritto:
le tue fantomatiche "prove storiche" sono una mescolanza di tuoi punti di vista (e su questi, come detto, non ho nulla in contrario, ognuno la vede come vuole) e congetture senza fondamento - come quella della propaganda. I giornali stranieri sono fin troppo pieni di quelle opinabili classifiche di merito: per dirne una, World Soccer, che non mi pare sia una pubblicazione Mondadori, sia nel 2007 che nel 2013 ha eletto il Milan di Sacchi la squadra di club più forte di tutti i tempi. E i giornali spagnoli da mesi si chiedono se il Barcellona non sia meglio del Milan di Sacchi (che là è la pietra di paragone, non il Real di Zidane o l'Inter di Herrera). Ora, a meno che il Ministero della Propaganda di Arcore abbia esteso i suoi tentacolacci in tutto il globo - e allora mi domando perché, a livello politico, all'esterno lo spernacchiano allegramente - quella del "Milan forte per la propaganda" è una càzzata al cubo.
per il resto, come detto e ridetto, ognuno ha i suoi gusti e le sue idee.
A livello di singoli probabilmente nessuna squadra è stata forte come quel Milan, aveva 7/11 che erano i giocatori più forti allora in circolazione. L'Ajax per dire ne aveva 2/3, il Barcellona attuale 3/4. Ma la leggenda di una squadra non si misura solo sui campioni come scritto sopra....Una squadra di calcio non è l'harlem Globtrotters.
il Milan di Sacchi era tutto tranne che una squadra assemblata per fare il circo - quello, semmai, era il progetto dei Galacticos.
quel Milan fu formidabile non perché il profeta Sacchi aveva trovato la Verità Assoluta, ma perché vennero a coincidere (in parte per caso, in parte per volontà di chi prendeva le decisioni) una serie di fattori concomitanti: fuoriclasse già presenti (Baresi, Maldini, Donadoni), grande disponibilità economica, competenza sul mercato (Van Basten e Rijkaard, in due, pagati meno di tre miliardi) e una filosofia di gioco che si sposava alla perfezione con le caratteristiche dei giocatori, con l'ambizione del presidente e col momento storico particolare.
su Sacchi che non seppe riciclarsi altrove: anche qui, in parte è colpa del suo estremismo, in parte del momento storico. Se all'epoca i club stranieri avessero potuto competere economicamente con l'Italia, Sacchi non sarebbe mai finito in nazionale e avrebbe quasi certamente allenato il Real Madrid o il Chelsea di turno, ricoperto d'oro e con un portafoglio infinito. E, siccome alla fine contano i giocatori, avrebbe continuato a vincere. Ma i tempi, l'economica, i valori, tutto era diverso. Motivo per il quale i paralleli col passato possono essere interessanti, sì, ma vanno sempre presi con le pinze.
altrimenti - classico esempio

- dovremmo tutti considerare Voltaire una bestia perché era antisemita.