Fabry_cekko ha scritto:
wonderwall ha scritto:
Cruijff è molto vicino, Ronaldo se non fosse stato x i problemi che ha avuto poteva avvicinarcisi molto, di Meazza non ho visto granchè quindi passo.
Meazza da quanto c'è scritto è probabilmente il più grande prima della seconda guerra. Era completo e con una mentalità paurosa. Per me è il miglior giocatore Italiano e ha vinto tutto più volte (2 Mondiali da protagonista, 2 Coppe Internazionli e 3 Campionati).
Perchè Cruijff molto vicino? Per me è della stessa categoria, ha fatto la storia con OLanda e Ajax, era completo come Di Stefano.
Gli italiani pensano che Meazza sia stato il più grande prima della guerra (vinse 2 campionati, non 3).
Ma in Sud America la maggior parte pensa sia stato Scarone.
Alcuni sudamericani (brasiliani) dicono Leonidas o addirittura Friedenreich.
Gli austriaci votano Sindelar (non solo anche uno storico modenese che conosco io).
Insomma, come capita anche oggi, ognuno ha sempre un occhio di riguardo verso gli atleti di casa propria.
E parlando dell'anteguerra, è ancora più impossibile da stabilire perché non si hanno certezze.
Di certo, le testimonianze più significative di calciatori nel periodo pre-bellico indicano in Scarone una sorta di Pelè dell'anteguerra.
Zamora: «Hector Scarone è stato il vero simbolo del football, il più grande dei nostri anni».
Monti: «Ho incontrato tanti avversari nella mia carriera, ma l'unico che non mi faceva dormire la notte prima delle partite era Scarone».
Meazza: «Venne all'Inter a 33 anni, ma era ancora il migliore di tutti. Faceva cose che noi altri potevamo soltanto immaginare. Non oso neppure pensare cosa dovesse essere 10 anni prima». A Meazza quando chiesero chi fosse più grande tra Schiaffino, Pelè e Di Stefano, rispose: «Scarone».
Detto questo, il calcio prima della Grande Ungheria è impossibile da valutare con certezza, mancano registrazioni di partite intere, è giudicabile a spanne come si giudicano Napoleone o Giulio Cesare, senza presa diretta.
E poi era un altro sport. Non dico più facile o difficile, ma un altro sport. Ritmi da camomilla, squadre allungate, tattiche primordiali. Ma dall'altra parte, falli cattivissimi di difensori che non venivano visti da arbitri o telecamere (ovviamente...) e dunque potevano intervenire come criminali; palloni cuciti con il fil di ferro (e se si colpiva la palla di testa dalla parte della cucitura, uno poteva ritrovarsi un bel taglio in fronte o sulla nuca di parecchi centimetri...); cure mediche primordiali e inefficaci (per un infortunio oggi curabile in tre mesi all'epoca poteva servire un anno, se non di più); campi agghiaccianti, di terra o erba non curata, e d'inverno sempre gelati; indumenti sempre uguali, infischiandosene del clima e della stagione. Insomma, c'erano tante difficoltà che oggi non ci sono più.
Ma rimane uno sport diverso, imparagonabile con quello che è stato dalla Grande Ungheria in poi, che fu la prima squadra ad alzare drasticamente i ritmi per 90 minuti, la prima ad avere l'idea di gioco di squadra in tutte le fasi, come una fisarmonica. Dall'Ungheria in poi è nato il calcio moderno, che ha subito un'ulteriore accelerata con l'Olanda, probabilmente. Ma l'Ungheria rimane la prima a praticare un calcio che ha poco da invidiare a quello delle migliori formazioni contemporanee.