Chrisantus9 ha scritto:
Marco Bode ha scritto:
- i Vigili del Fuoco dello Spezia 46
Potresti approfondire il discorso? Di questa squadra, complice la riluttanza della federazione a riconoscerne la vittoria in campionato, si è sempre saputo troppo poco. Se e quando hai del tempo a disposizione, un paio di righe sarebbero da me - e credo anche da altri utenti - assai gradite.
P.S.: Bortolotti, con la penna, è un fenomeno.
I Vigili del Fuoco di La Spezia (tra l'altro ho sbagliato, non del 46 ma del 44) sono ritenuti tra i 3 progenitori del catenaccio insieme alla Svizzera di Rappan e all'Uruguay di Lopez (Mondiale 50). Anche se in realtà ci furono altre esperienze che portarono al catenaccio, la Triestina di Rocco, il Modena di Mazzoni, la Salernitana di Viani.
In ogni caso, i Vigili del Fuoco erano allenati da Barbieri, ex assistente di Garbutt sulla panchina del Genoa. Grazie a Garbutt, Barbieri aveva conosciuto il Sistema o modulo a WM. Da questa esperienza parte per disegnare il suo Spezia, cioe' con marcature fisse e due mediani davanti alla difesa. A quel punto pero' quando si tratta di disporre la squadra in campo, rispolvera anche il Metodo (WW), miscelando così i due moduli (per questa commistione sarà chiamato Mezzo Sistema) e gettando le basi del futuro Catenaccio.
Davanti al portiere (Bani), ecco così due terzini metodisti uno davanti all'altro come nell'Italia di Pozzo (Persia II dietro a Borrini): solo il primo pero' ha le stesse mansioni del terzino metodista, ossia viene liberato da compiti di marcatura diretta. Al secondo Barbieri demanda invece le funzioni del centromediano metodista, cioè di marcatore del centravanti avversario. Sempre dal Sistema mutua i compiti dei laterali, quindi i due mediani laterali (Amenta e Scarpato) controllano le ali. Davanti alla difesa, ci sono i mediani che abbiamo detto prima, che sono il cuore del gioco (Gramaglia e Tori), come era appunto nel Sistema.
E veniamo alla manovra offensiva. Rispetto al Sistema e al Metodo che prevedevano 5 uomini d'attacco, a Barbieri gliene sono rimasti 4... Invece che lasciare un interno con due ali e il centravanti, sceglie di piazzare un solo interno (Tommaseo), un'ala destra pura (Rostagno) e poi avanza l'ala sinistra (Costa) quasi all'altezza del centravanti (Angelini). I Vigili del Fuoco giocano il torneo di guerra e lo vincono contro tutti i pronostici, battendo 2-1 in finale il Grande Torino (arricchito tra l'altro della presenza del grande Silvio Piola), gravato però da un massacrante viaggio in Friuli, dove era stato costretto dalla Federazione a giocare in amichevole.
Non una grande squadra, naturalmente, quella dei Vigili del Fuoco La Spezia, con nomi modesti; ma importante per l'evoluzione tattica del calcio.
Se, infatti, proviamo a guardare al modulo di gioco, noteremo che è in molti aspetti ricorda già il Catenaccio. Prendiamo una squadra del Catenaccio per capire meglio, l'Italia campione del Mondo 1982.
- Scirea libero staccato come Persia II
- Collovati marcatore davanti a lui come Borrini
- alla stessa altezza di Collovati, ai suoi lati Gentile e Cabrini marcatori sulle ali come Amenta e Scarpato
- davanti alla difesa agisce Oriali come mediano puro un po' come Gramaglia
- Antognoni è il regista, la mezzala, come Tommaseo
- la prima punta è Rossi, come Angelini
- la seconda punta, la vecchia ala sinistra è Graziani surroga i compiti di Costa
- l'ala destra che resta tale è Conti esattamente come Rostagno
Le differenze:
- nel Mezzo Sistema spezzino i due mediani laterali (i futuri terzini) sono fissi sull'uomo; il Catenaccio va oltre: essendo che il fronte offensivo è sbilanciato solo sul fianco destro (l'ala destra c'è; a sinistra non c'è più nessuno che attacca) recupera la figura del terzino sinistro fluidificante che era tipica del Sistema (Eddie Hapgood dell'Arsenal di Chapman fu il progenitore): vedi Facchetti o Cabrini. Quindi si puo' sostenere che il Catenaccio è un completamento del Mezzo Sistema e sa e puo' attaccare su entrambe le corsie laterali, con il terzino sinistro e l'ala destra
- nel Mezzo Sistema spezzino regna una certa staticità a centrocampo con i due mediani laterali entrambi bloccati in marcatura; il Catenaccio evolve: resta un mediano, mentre l'altro diventa un centrocampista incursore a tutto campo, un'arma totale (Tardelli nell'Italia 82), che nel Mezzo Sistema non c'era.
Da qui si capisce che il Catenaccio è sì un modulo che nasce per preservare la difesa, ma in fase di ripartenza non disdegna affatto l'inserimento di parecchi giocatori in attacco (terzino fluidificante a sinistra; centrocampista totale; regista-mezzala; ala destra; prima punta; seconda punta). Per questo spesso si sente dire (giustamente) che squadre come l'Inter di Herrera o la Juve del Trap attaccavano con 5/6 uomini contemporaneamente.
Sono oramai "posseduto" e voglio concludere piazzando ancora un collegamento, anche per far capire come il nostro calcio sia sempre vissuto e viva ancora intorno al Catenaccio, al libero, alla difesa come principio base di tutto...
Ecco un paragone tra l'Italia 82 e quella 2006, le due "Mondiali".
Chiaro che l'Italia 2006 gioca a zona, è stata influenzata dagli sviluppi moderni del gioco degli ultimi 20 anni, però se guardate a fondo, l'imprintur è sempre quello della difesa, del Catenaccio.
Cannavaro eredita dall'infortunato Nesta i galloni di leader della difesa, agisce anche da libero (non nel senso classico: non marca, ma nel senso che è il condottiero della retroguardia); al suo fianco l'arcigno Materazzi, stopper classico. Lippi è chiaramente diverso da Bearzot, perché nel 4-4-2 i terzini fanno entrambe le fasi di gioco e non è come nel Catenaccio, dove il terzino destra marcava solamente e quello mancino marcava e spingeva. Quindi Zambrotta e Grosso difendono e attaccano. In realtà pero' il buon Lippi cosa aveva fatto fino alla seconda partita?? Piazzato a destra un terzino più marcatore che fluidificante (Zaccardo)...
E veniamo al centrocampo. Qui Lippi ricalca Bearzot in modo molto più evidente: un regista (Pirlo come Antognoni), un centrocampista totale e che si inserisce (Perrotta come Tardelli), un mediano puro (Gattuso come Oriali), un'ala DESTRA (e sottolineo destra, non sinistra, perché è tipico del catenaccio: Camoranesi come Conti).
In attacco, pur con caratteristiche differenti dai loro predecessori ci sono pur sempre una prima (Toni) e una seconda punta (Totti).
Alla fine di tutto cosa si puo' dedurre? Che il calcio è come la matematica... Nulla è scollegato, un'esperienza influenza quella successiva e via di questo passo, come in un'opera armonica. Dal Mezzo Sistema di Barbieri all'Italia Mondiale di Lippi, si trovano sempre parecchie analogie, perché entrambe figlie dello stesso Paese e della stessa mentalità: il Catenaccio (libero, difesa, marcatura a uomo, contropiede).