eternabari ha scritto:
Simile un paio di grandi, grandi palle

il Ronaldinho del 2005, ma anche quello precedente e in parte quello successivo, aveva una tecnica e un controllo palla al piede che causava orgasmi ad ogni tocco di palla. Se ti puntava eri finito, distrutto, ti rialzavi confuso da terra senza aver neanche capito come ci eri finito mentre lui era già in porta, aveva una visione di gioco stratosferica, una capacità di calcio mostruosa, coordinazione, del dribbling non parliamo proprio che c'è da mettersi a piangere, fantasia, punizioni etc... non dico neanche che Ibra non sappia fare le cose che sapeva fare Dinho (anche se ho i miei dubbi), ma se gli riescono gli riescono una volta su dieci; a Dinho riuscivano continuamente. Non è un caso se allora tutti lo paragonavano a Maradona (anche se ovviamente esagerando), Ibra se lo paragonano a Van Basten si mettono tutti a ridere. Sul piano fisico poi logico che vinca lo Svedese, ma non è certo solo il piano fisico che fa dire se un giocatore sia più forte di un altro.
Ribadisco, come varietà di colpi, inventiva, fantasia sono sullo stesso livello: Dinho fa cose che Ibra non può imitare (doppi passi, sombreri consecutivi etc.); Ibra ne fa altre che solo lui può realizzare (tacchi volanti e altri colpi da taekwondo che se tentati dal brasiliano gli procurerebbero strappi innumerevoli).
Ma questa è tutta roba da Joga Bonito: Messi non sa fare tutte queste cose eppure nel dribbling è superiore a tutti e due.
Il fisico è un parametro fondamentale nel calcio moderno, poche storie, la tecnica è certamente importante, ma se abbinata a capacità atletiche mediocri diventa poco incisiva. Messi infatti è il più forte perché ha tecnica superba e capacità organiche ottime in relazione alla sua statura.
Dal punto di vista atletico Ibra e Ronaldo rasentano la perfezione, Dinho no.
Cita:
Per non parlare del piano tattico: dici che Ibra sa reggere da solo l'attacco; sottoscrivo, perchè in compagnia non è capace di farlo

Ibra ha bisogno di un gioco specifico che verta su di lui per rendere al massimo, e questo mette anche in difficoltà gli allenatori. Dinho (parlando sempre del calciatore, non del puttaniere) è una seconda punta esterna, adattabile in più moduli e in più situazioni tattiche.
Ebbene sì, se fossi un allenatore, sarei quel pirla su dieci che prenderebbe Dinho sempre al posto di Ibra nella propria squadra

Gengivone quando non è in vena di numeri è l'uomo in meno di una squadra, ed è talmente incapace nella fase difensiva che ogni volta che prova un tackle rischia l'ammonizione, se gli va bene.
Ibra ha fatto la punta esterna quando giocava con Trezeguet e la coppia d'attacco che costituivano era meravigliosa. Ora nel Barça si è integrato perfettamente con Messi, Henry e Pedro.