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MessaggioInviato: lun 5 set 2005, 15:29 
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Reg. il: mer 22 set 2004
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Io per una tra Palermo-Inter e Milan-Siena.
Anzi, propongo Ciaca per Palermo-Inter e me per Milan-Siena :grin


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MessaggioInviato: lun 5 set 2005, 16:10 
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Ok!

F82 mitico: the end of mercatosomercatomarket!


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MessaggioInviato: lun 5 set 2005, 16:21 
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Reg. il: mer 22 set 2004
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Sì mito, hai ragione.
Arriva pure quello entro stanotte!


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MessaggioInviato: lun 5 set 2005, 17:48 
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Reg. il: mer 21 lug 2004
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palermo - inter.... aggiudicato! ;)
Unico problema, si gioca alle 18 e dopo lo stadio non torno a casa....il commento potrò postarlo solo in tarda notte (se sarò lucido :asd ) o più probabilmente domenica mattina!
Se è un problema ci pensa EFFE....

ciauz


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mi propongo per messina-fiorentina :D


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MessaggioInviato: lun 5 set 2005, 17:54 
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Reg. il: mer 22 set 2004
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ciaca ha scritto:
palermo - inter.... aggiudicato! ;)
Unico problema, si gioca alle 18 e dopo lo stadio non torno a casa....il commento potrò postarlo solo in tarda notte (se sarò lucido :asd ) o più probabilmente domenica mattina!
Se è un problema ci pensa EFFE....

ciauz


Non è un problema mito!
Posta domenica mattina!


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MessaggioInviato: lun 5 set 2005, 17:57 
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<b>Il Terun Rosanero</b>
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Reg. il: mer 21 lug 2004
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ok, affare fatto.....la prima trasferta dei siderali è "cosa mia"! :evil2 :asd


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MessaggioInviato: mar 6 set 2005, 9:12 
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Pulcino
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Potrei accaparrarmi la partita del Cagliari... :asd


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MessaggioInviato: dom 11 set 2005, 0:01 
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Tifoso
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Real Madrid – Celta Vigo 2-3
A cura di F. G.
La seconda giornata di Liga propone il debutto casalingo in campionato del Real Madrid, e soprattutto l’esordio al Bernabeu per i vari acquisti, su tutti l’attesissimo Robinho.. Di fronte le merengues hanno il Celta Vigo, squadra neopromossa ma che non nasconde ambizioni anche per un posto in Europa. Entrambe le squadre hanno vinto nella prima giornata: il Real ha espugnato Cadice, mentre il Celta ha avuto la meglio contro il Malaga.
È il debutto di Robinho e Baptista al Bernabeu, mentre Sergio Ramos per i primi 45 minuti si accomoda in panchina. A sorpresa in panchina ci va anche il capitano Raul; Luxemburgo quindi si affida a Casillas in porta, Salgado, Helguera, Pavòn e Roberto Carlos in difesa, quindi Guti, Gravesen, Beckham e Baptista e in attacco Robinho e Ronaldo. Il Celta di Fernando Vazquez risponde con Pinto tra i pali, quindi Sergio, Contreras e Placente, a centrocampo Oubina, Iriney, Angel e Gustavo Lopez, quindi Nunez e Canobbio a supporto della punta Baiano.
Primi minuti di partita che vedono già un Real lanciato all’attacco, ma sono gli ospiti a passare in vantaggio: al 7’ Baiano centra la traversa, ma il pallone rimbalza sui piedi di Contreras che non ha problemi a insaccare. Arriva qualche fischio dalle gradinate del Bernabeu, la squadra è scossa per l’immediato svantaggio, il nuovo idolo dei tifosi Robinho cerca di scardinare la difesa galiziana ma ha poco successo. Col passare del tempo però il Real si fa più deciso, Robinho, Ronaldo e Baptista cercano di impensierire Pinto, ma senza fortuna. Le merengues aumentano la pressione, e anche i tifosi incitano la squadra: al 21’ Ronaldo si fa pericoloso, ma Pinto blocca. I minuti passano, e la manovra del Real si fa sempre più insidiosa: Ronaldo e Robinho i più attivi, ma i loro tentativi non creano problemi al portiere del Celta. Anche Roberto Carlos si fa pericoloso al 25’, ma Pinto para. Il Real attacca, ma la difesa del Celta è attenta. Beckham è molto vivace, ma non riesce a creare l’occasione giusta per gli attaccanti. Robinho non delude le aspettative dei tifosi, e cerca di trovare il suo primo gol in campionato, ma un suo tiro al 34’ viene ancora neutralizzato da Pinto. Il pareggio è nell’aria, e arriva al 36’: Baptista viene fermato irregolarmente da Placente in area di rigore, l’arbitro è inamovibile e decreta il penalty. Penalty trasformato da Ronaldo che spiazza il portiere del Celta. Ma il Real non si accontenta e cerca anche il gol del 2-1. Dal canto suo il Celta cerca di impensierire la difesa madridista, ma i pochi attacchi della squadra galiziana sono scarni e non creano problemi. E cosi arriva anche il gol del vantaggio madridista: ottimo disimpegno di Helguera che pesca Baptista in area: il brasiliano batte Pinto con un colpo di testa al 43’: è il 2-1. Ma la gioia delle merengues dura appena 3 minuti. Al 46’ l’arbitro Ramirez Dominguez decreta un altro calcio di rigore, questa volta in favore del Celta: fallo di mano abbastanza vistoso di Pavòn che viene anche ammonito. Dal dischetto si presenta Canobbio: Casillas para, ma il più lesto ad arrivare sul pallone è Nunez che di testa sigla il gol del 2-2. Sul risultato di parità si va negli spogliatoi.
Al rientro dagli spogliatoi la novità più importante è l’entrata in campo del neoacquisto Sergio Ramos, che prende il posto di Pavòn. Il Real continua a fare la partita, mentre sembra che il Celta rinunci ad attaccare e scelga di difendere il pareggio. Al 48’ Ronaldo prova a sorprendere Pinto, ma il pallone termina a lato. Al 50’ dialogo tra Robinho e Baptista, ed è proprio quest’ultimo che conclude, ma sul fondo. Al 56’ gran gesto tecnico di Baptista: dalla destra cross di Salgado, il brasiliano effettua una rovesciata, il pallone termina fuori di poco. Al 67’ Luxemburgo gioca la carta Raùl: l’attaccante prende il posto di Gravesen. Al 71’ Robinho cerca il gol, ma pallone ancora fuori. Il Real è alla ricerca disperata del gol, ma il Celta si difende attentamente. E al 76’ accade l’inimmaginabile: ottima azione di Baiano che mette al centro, Casillas è mal posizionato, Canobbio conclude ma il suo tiro si stampa sulla traversa. Ma l’arbitro, su suggerimento del guardalinee, convalida il gol per i galiziani che significa 3-2 per gli ospiti. I giocatori madridisti protestano, sono convinti che il pallone sia rimbalzato in campo e non al di là della linea di porta. Ma le proteste sono inutili, l’arbitro convalida il 3-2 per il Celta. Il Real si getta in attacco, ma ormai il Celta si difende con tutti i suoi giocatori. Robinho cerca di regalare il pareggio alla sua squadra, ma non riesce a trovare la via del gol. La partita si avvia al termine, ma c’è ancora una ghiottissima occasione per le merengues: al 93’ Roberto Carlos crossa dalla sinistra, colpisce di testa Sergio Ramos ma il pallone sorvola la traversa. Finisce cosi, 3-2 per il Celta e con tifosi e giocatori madridisti inferociti per il gol fantasma che ha dato i 3 punti ai galiziani.


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MessaggioInviato: dom 11 set 2005, 16:39 
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Reg. il: mer 21 lug 2004
Alle ore: 16:46
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Località: Palermo (Sicilia)
Palermo - Inter 3-2
A cura di A. R.

Un'estate all'insegna di Mancini e della sua inter, con i media nazionali prodighi nell'esaltarne la ritrovata competitività, la grande maturazione e la sorprendente solidità, si scioglie come neve al sole di un caldo pomeriggio palermitano.
I nerazzurri, scesi in Sicilia con il piglio dei campioni e apparentemente non curanti delle precarie condizioni fisiche di alcuni elementi (oltre che delle forzate assenze di infortunati e squalificati), si schierano con un'inedita linea di centrocampo, nella quale prendono posto Veron e Kily sulle fasce con Cambiasso a protezione di Pizarro in cabina di regia, e una linea difensiva d'emergenza con Ze Maria preferito a Wome a destra e Materazzi al posto dello squalificato Samuel.

Dal lato opposto i rosanero di Del Neri, ai quali gli osservatori meno attenti sono pronti ad assegnare il ruolo di vittima predestinata, si schierano con l'11 già vsto nella precedente di gara di Parma nella quale erano apparsi ancora a corto di condizione e con meccanismi ancora da perfezionare.

Nonostante le dichiarazioni pre-partita di Del Neri e di alcuni rosanero lascino prevedere una gara di carattere e dedizione per colmare il presunto gap tecnico, le maggiori attenzioni sono rivolte alla millantata superiorità e alla ampiamente declamata organizzazione della rinnovata inter di Mancini.

Paparesta fischia l'inizio della gara e il numeroso pubblico ha subito modo di esltarsi quando Barzagli incomincia a "murare" le percussioni di un Adriano irritante per leziosità e palesemente in difficoltà; uscendo palla al piede dalla propria area il centrale rosanero innesca una ripartenza dei siciliani che si conclude con Caracciolo che defilato sulla destra impegna Cesar con un diagonale velenoso sul quale il portiere brasiliano riesce ad opporsi con la punta delle dita. Il primo segnale di una partita che si accinge ad evolversi in modo del tutto imprevisto rispetto a quanto prospettato nell'immediata vigilia; il Palermo lascia all'inter il pallino del gioco fino alla tre quarti, dove Pizarro e un Veron fuori posizione che tende ad accentrarsi lasciando sguarnita la fascia di competenza palleggiano leziosamente senza riuscire a dare profondità alla manovra, e prova a colpire sulle ripartenze conseguenti alle tantissime palle che Corini e Barone riescono a recuperare sulla propria tre quarti innescando i due esterni e i due terminali offensivi.
A sinistra Grosso e Bonanni, dopo un inizio contratto, prendono possesso della propria fascia mettendo in grave difficoltà Ze Maria, dall'altro Zaccardo ha poco di cui preoccuparsi vista l'abulia di un kily a dir poco evanescente e sostiene Santana che pur non in grandissima vena tiene in costante apprensione Favalli oltre che coprire con buona continuità.

La partita assume la sua precisa fisionomia quando, sull'ennesima palla recuperata in mezzo al campo Caracciolo viene messo in condizione di puntare il diretto marcatore conquistando un calcio di punizione che Corini trasforma in modo impeccabile approfittando anche della non perfetta posizione di Cesar (oltre che della barriera).
L'inter appare confusa e disorganizzata, cincischia sulla tre quarti non rendendosi mai pericolosa (se non in un paio di occasioni delle quali una nata da un'ingenuità di Terlizzi) mentre il Palermo galvanizzato dal vantaggio continua a percuotere la difesa nerazzurra e a dominare il settore nevralgico del campo nel quale Cambiasso, solo e spaesato, non riesce mai a proteggere la propria difesa che appare costantemente in difficoltà sulle incursioni laterali di Grosso e Bonanni e sulle giocate di un ottimo Caracciolo, vivace e sempre attivo nel cuore dell'attacco rosanero.
E la partita potrebbe essere ampiamente compromessa per i nerazzurri già alla fine del primo tempo, se Makinwa su cross preciso dal fondo e smarcatosi del proprio marcatore riuscisse a impattare l'invitante traversone deviandolo in fondo alla rete interista.

Al ritorno in campo ci si aspetta che Mancini corra ai ripari apportando quei correttivi che ai più appaiono scontati al fine di recuperare equilibrio tattico ed efficacia; il tecnico nerazzurro stupisce confermando la formazione del primo tempo e paga dazio; i rosanero iniziano come avevano finito la prima frazione di gioco, continuano a dominare in mezzo al campo e sulle corsie esterne e si rendono pericolosi in più di un'occasione. Prima Makinwa su involontario assist di Caracciolo divora letteralmente la più ghiotta delle occasioni, poi ancora Caracciolo lascia partire un tiro al volo dalla sinistra sul quale Cesar compie un miracolo mandando la palla sulla traversa e, sul conseguente corner, Terlizzi incorna in rete indisturbato lasciando di sasso la retroguardia neroazzurra e il suo tecnico.

Mancini capisce che la gara ha preso una brutta piega e inserisce Figo (mantenendo tuttavia Veron fuori posizione) il quale ha occasione di mostrare la sua grande classe ma viene ottimamente limitato da Fabio Grosso che non gli concede mai l'affondo vincente e lo costringe a cercare spazio accentrandosi dove finisce inevitabilmente per perdere palla sulla rete difensiva rosanero che in mezzo appare pressochè impenetrabile.
L'inter continua a cincischiare senza mai rendersi pericolosa (fatta eccezione per un gran tiro da fuori di veron che lambisce il palo alla destra di Santoni), Adriano non entra mai nel vivo dell'azione, Pizarro si limita allo stilisticamente apprezzabile ma poco redditizio palleggio senza riuscire a dare profondità e Martins, troppo vicino all'area, non può giocare negli spazi e non riesce a rendersi pericoloso con le sue proverbiali accelerazioni ritrovandosi perennemente circondato da difensori rosanero.

A metà del secondo tempo Del Neri sostituisce prima Barone, acciaccato, per l'ottimo Mutarelli, poi Bonanni per Gonzalez invertendo la posizione di Santana che si sposta a sinistra. E proprio dall'argentino, che rifila una gustosa lezione di tango allo spaesato Ze MAria, parte il preciso traversone che Makinwa deposita in fondo al sacco con un preciso colpo di testa a rimbalzo sul secondo palo dove Cesar non riesce ad arrivare.
La partita è virtualmente conclusa, Mancini gioca la carta della disperazione togliendo cambiasso e inserendo Recoba (prima) e Cruz (poi); Del Neri inserisce il pimpante Brienza che, insieme a Gonzalez, può sfruttare la propria velocità negli enormi spazi lasciati dai nerazzurri alla ricerca del gol della bandiera.

Gol che arriva a pochi minuti dallo scadere non prima che il palermo abbia avuto modo di costruire altre due clamorose azioni da gol con Gonzalez prima e Brienza poi.
I rosanero ormai a corto di fiato si rintanano nella propria metà campo attendendo il fischio finale che arriva immediatamente dopo la seconda rete di cruz che fissa il risultato su un ingannevole 3-2.

I siciliani esordiscono sul proprio campo di fronte al proprio pubblico, come sempre numeroso e appassionato, come meglio non avrebbero potuto; sfoderano una prova gagliarda ma anche tatticamente sapiente, mostrando un'evidente crescita sia sul piano della condizione fisica che dei meccanismi tattici rispetto alla precedente partita di Parma, condendola con giocate individuali di grandissimo livello che danno l'esatta misura della consistenza della squadra rosanero plasmata dal lavoro di Del Neri e dall'operato dei dirigenti durante il recente mercato. Una squadra che appare in crescita e con ampi margini di ulteriore miglioramento, con un'identità tattica ben definita e una notevole consapevolezza dei propri mezzi che i tanti nazionali inevitabilmente hanno acquisito e possono trasmettere ai compagni.

L'inter esce decisamente ridimensionata da una gara che ha preparato male e giocato peggio. Tanta confusione, alcune scelte incomprensibili e, in generale, la sensazione che l'innesto dei nuovi sia ben lungi dall'essere perfezionato e che l'equilibrio faticosamente raggiunto sia nuovamente a rischio. Mancini paga per l'ennesima volta il protagonismo che spesso ne ha condizionato le scelte (e per l'intero girone d'andata dello scorso campionato ha compromesso inevitabilmente il rendimento della squadra) perchè se sbagliare è umano, perseverare anche di fronte alla evidente supremazia dell'avversario è segno di scarsa sagacia (oltre che peccato di immodestia). Le dichiarazioni del post partita, poi, sono l'esatta misura di quanto poco il tecnico nerazzurro abbia saputo leggere la partita, oltre che della supponenza che ha caratterizzato la prova della squadra e che, insieme alle assenze e alle fatiche dei tanti nazionali (ma anche il Palermo aveva almeno 5 elemeti nelle medesime condizioni), può servire a spiegare una prestazione che, a dispetto delle parole del tecnico nerazzurro, appare ai più quanto meno preoccupante.


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