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MessaggioInviato: mer 24 ago 2005, 1:31 
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MessaggioInviato: mer 24 ago 2005, 3:15 
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L'Udinese dentro al sogno a cura di F.S.

Mi stavo chiedendo quando fosse cominciato tutto questo.
Un miracolo di tale portata in un calcio in cui è sempre più difficile potersi accostare a tre super-potenze dal punto di vista economico, tecnico e organizzativo.
E' facile individuare il momento in cui il sogno è diventato realtà: Morgan De Sanctis, portiere che la Juve girò all'Udinese nell'affare Bachini (forse uno dei tanti esempi paradigmatici della competenza e della serietà di questa società), abbranca in presa e sussurra al difensore portoghese Beto che lo incalza: "Stai calmo è finita".
E lo ripete ancora: "E' finita, è finita".
E il fischio arriva a confortarlo, a farlo entrare dentro al sogno.
Lui e tutta la sua gente, quella che aveva riempito il Friuli in quella serata del 98, quando persino l'Ajax aveva tremato al cospetto di questa società talmente a Nord, che qualche volta la si dimentica (non sono parole mie ma di Guidolin nel 98-99, che condivido).
Non ci dobbiamo dimenticare mai l'esempio che questa società rappresenta nel calcio di oggi.
Plusvalenze, passaporti falsi e ombre di doping qui non esistono.
Solo bilanci sani (rafforzati da cessioni illustri quasi mai rimpiante), ragazzini scovati anche in luoghi dimenticati da Dio senza bisogno di falsificarne la provenienza e tanto, tanto lavoro.
Così tanto che quella musichetta coinvolgente della Champions League è arrivata al Friuli.
Dunque sappiamo quando tutto questo ha avuto compimento.
Ma, dicevamo, quando è iniziato?
Forse in tanti momenti, forse in nessuno.
Quando nel '97, dopo l'espulsione di Genaux in Juventus - Udinese, Zaccheroni decise di tenere dentro tutti e tre gli attaccanti e non abbandonò mai più il suo amato 3-4-3?
Forse sì.
O forse quando in un pomeriggio autunnale del 2000, Vincenzo Iaquinta realizzò il suo secondo gol con questa maglia: un rigore contro l'Inter di Tardelli ad arrotondare il risultato.
Quante perplessità su quel ragazzo qualche tempo fa.
La sua storia friulana, iniziata con un rigore, ora si corona con un altro penalty, quello della Champions League.
Il calcio è meraviglioso anche per queste cose.
E se invece tutto questo fosse iniziato l'anno scorso a Bologna?
Una rete di Dino Fava regalò i tre punti alla squadra di Spalletti, uscita dalla UEFA e reduce da un avvio di campionato avaro di soddisfazioni, e la lanciò verso una cavalcata inarrestabile conclusasi oggi.
Forse questa favola non nasce in nessuno di questi momenti.
Esiste grazie a ogni allenamento serio, a ogni bilancio redatto secondo principi di correttezza, trasparenza e chiarezza e a tanto cuore friulano.
Complimenti Udinese, sognare non costa nulla ma realizzare un sogno ti fa vivere per sempre.


Ultima modifica di F82 il mer 24 ago 2005, 3:27, modificato 1 volta in totale.

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MessaggioInviato: mer 24 ago 2005, 3:19 
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Reg. il: mer 22 set 2004
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Stavo per fare la cronaca della partita...ma non credo che sia giusto oggi.
Queste sono le parole che mi sento realmente di scrivere ;)


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MessaggioInviato: mer 24 ago 2005, 9:37 
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Pulcino
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MessaggioInviato: mer 24 ago 2005, 11:19 
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Orgoglio Gobbo
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MessaggioInviato: sab 27 ago 2005, 17:24 
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Reg. il: mer 22 set 2004
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Mi propongo per Fiorentina-Sampdoria di stasera.


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MessaggioInviato: dom 28 ago 2005, 12:01 
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Tifoso
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ALAVES 0 – BARCELONA 0
A cura di F. G.
Dopo la pausa estiva, ritorna la Liga, inaugurata dai campioni in carica del Barcelona. Dopo due anni di Segunda, ritorna in Primera l’Alavès, e davanti al Mendizorroza esaurito riesce a bloccare sullo 0-0 i più quotati avversari del Barça.
L’Alavès si dispone in campo con Bonano tra i pali, Sarriegui, Poli, Edu Alonso e Juanito in difesa, quindi Astudillo, Nenè, Jandro, De Lucas e davanti Ruben Navarro dietro la punta Bodipo. Rijkard schiera per il Barça Valdès in porta, Oleguer, Puyol, Marquez e Van Bronckhorst in difesa, poi Edmilson, Deco e Xavi dietro Giuly, Ronaldinho ed Eto’o. Dopo qualche minuto di studio da parte delle due compagini, è il Barça a prendere le redini del match. L’Alavès però oppone una strenua difesa e per una ventina di minuti non ci sono occasioni da gol. Il Barça attacca, ma non trova varchi nella difesa avversaria; l’Alavès, dal canto suo, si arrocca in difesa e la sola punta Bodipo non può essere pericoloso per la difesa blaugrana. Al 20’ la prima occasione: Eto’o da fuori cerca di sorprendere Bonano, ma il portiere ex Barça non si lascia sorprendere. Appena un minuto dopo Giuly con una sforbiciata impegna nuovamente l’estremo difensore dell’Alavès. Ma il Barça aumenta la pressione, in due minuti (al 22’ e al 23’), costringe ancora Bonano a due interventi superlativi, prima con Giuly e poi con Deco. Il primo tiro dei padroni di casa giunge al 38’: colpo di testa di Jandro che termina abbastanza lontano dalla porta difesa da Valdès. Finisce così il primo tempo: Alavès che strenuamente si difende e Barça che non riesce a scardinare il risultato.
Secondo tempo più vivace: l’Alavès tenta qualche azione offensiva, mentre il Barça insiste ancor di più con il suo forcing. Ronaldinho si scatena, e al 48’ si fa vedere con un tiro pericoloso parato da Bonano. Ma il brasiliano non demorde: al 51’ altro gran tiro: questa volta è il palo a salvare l’Alavès. Al 53’ Xavi spreca una buona occasione: assist di Van Bronckhorst che pesca Xavi, il quale però conclude alto. Al 54’ incredibile azione sciupata da Eto’o: incomprensione gravissima tra due difensori dell’Alavès, Eto’o ne approfitta ma da solo davanti a Bonano mette a lato. L’attaccante camerunese si vuole rifare e al 57’ impegna ancora Bonano, vero eroe della serata. Al 60’ si fa finalmente vedere l’Alavès: calcio di punizione di Nenè e pallone che termina a lato. Al 67’ Rijkard gioca la carta Larsson, che prende il posto di Giuly: lo svedese, però, in campo sarà un fantasma. Ancora Eto’o al 68’ con un’altra occasione: Bonano non si lascia sorprendere. Eto’o non demorde: al 72’ altro tiro, altro palo. Al 76’ brivido per i blaugrana: De Lucas offre un assit per Bodipo, il quale di prima intenzione calcia verso la porta di Valdès: anche qui è il palo a salvare il risultato. La stanchezza inizia a farsi sentire, Rijkard manda in campo anche Iniesta. All’88’ altra grande occasione per il Barça.: calcio di punizione di Ronaldinho: ancora la traversa. Altra punizione per Ronaldinho al 92’: questa volta c’è Bonano a mettere in angolo. Si chiude dunque la partita: i tifosi biancoblu possono esultare per l’ottimo risultato della propria squadra, mentre il Barça esce con l’amaro in bocca dal Mendizorroza, ma avrà l’occasione di rifarsi nella prossima giornata contro il Mallorca.


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MessaggioInviato: dom 28 ago 2005, 13:32 
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Grazie Salgado! Inviato lo ho :D


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MessaggioInviato: dom 28 ago 2005, 14:28 
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Fiorentina - Sampdoria 2-1 a cura di F.S.

Cesare Prandelli torna a emozionarsi,a esultare, ad alzarsi dalla panchina e a mandare baci al cielo: forse è questa la più bella immagine di Fiorentina-Sampdoria.
Il primo anticipo serale segna il ritorno a tutti gli effetti del tecnico bresciano, nel grande circo del pallone.
Si ripresenta con una nuova creatura, la rinnovatissima Fiorentina, costruita dalla competenza di Corvino e dalla disponibilità economica dei Della Valle.
L'avversario è la collaudata Sampdoria di Novellino, al suo terzo campionato di A dopo i successi ottenuti nei due anni precedenti.

Viola che devono fare a meno di Pasqual (squalificato) e quindi scelgono questa linea difensiva, davanti a Frey: Ujfalusi, Dainelli, Di Loreto e Pancaro.
A centrocampo non ci sono sorprese: Donadel e Brocchi sono i "faticatori" mentre a Jorgensen e Fiore è dato il compito di armare le bocche da fuoco, Toni e Pazzini, preferito a Bojinov.
Novellino invece regala una sorpresa: insieme ai previsti Zenoni, Sala e Castellini, schiera Tonetto sulla linea dei difensori per lasciare spazio a Zauli sull'out sinistro di centrocampo.
Insieme all'ex palermitano, ci sono Diana, Palombo ed Edusei, che deve fare le veci dello squalificato Volpi; davanti Bonazzoli e Flachi.

I viola prendono abbastanza presto il pallino del gioco e la Samp soffre il tono e l'agonismo impresso alla partita dalla squadra di Prandelli.
La coppia centrale difensiva ligure appare molto indietro, è messa in continua difficoltà dall'agilità di Pazzini e soprattutto dalla forza fisica e dall movimento di Toni.
Ciò che succede al 13' è paradigmatico: Toni punta Sala, ha tutto il tempo e lo spazio necessario per disorientarlo e sparare a rete col sinistro.
Antonioli si difende come può, Stefano Fiore è bravo a metterci la testa per il suo primo gol stagionale.
La Samp accusa il colpo e la Fiorentina legittima il vantaggio: bene Brocchi e Donadel, benissimo Fiore ( prima mezz'ora da grandissimo) che prima invita Toni al colpo di testa ben bloccato da Antonioli e poi, sfruttando il velo dell'ex rosanero, trova Pazzini in area che impegna Antonioli, dopo aver disorientato Castellini.
La Samp barcolla e Toni,al minuto numero 29, la stende: lancio di Donadel da 40 metri, Castellini sbaglia la valutazione del rimbalzo del pallone.
Toni prende posizione e l'ex bolognese non può fare altro che aggrapparsi ai pantaloncini del centravanti viola e tirarlo giù.
Toni dal dischetto e 2-0.
Pazzini potrebbe poi arrotondare ma il suo tiro secco finisce a lato.
Alla fine del tempo, la Fiorentina ha convinto in tutti i suoi reparti e sembra già molto avanti come concetto di squadra.
La Samp invece è mancata in tutti i suoi uomini (Flachi e Bonazzoli nonfanno eccezione) anche...nell'allenatore!
Novellino ha sbagliato a inserire Zauli dall'inizio,come del resto ammetterà lui stesso nel dopogara, anche se non si può certo ricondurre il cattivo primo tempo doriano a questa sola scelta.
Un dato impressiona: ben 3 difensori doriani su 4 sono già ammoniti nei primi 45 minuti.
Segno che non ci hanno capito molto.

Nel secondo tempo la Samp riprende una fisionomia più logica ed equilibrata e, complice il calo fisiologico ed inevitabile dei viola, viene fuori e prova a raddrizzare la gara.
Kutuzov per Zauli; il bielorusso conosce i meccanismi blucerchiati e dimostra di interpretare il ruolo meglio dell'ex palermitano.
La Fiorentina comunque può pungere sempre, specie nei calci piazzati che Toni, in condizioni fisiche straripanti, è sempre pronto a sfruttare.
Antonioli se la vede brutta in un paio di circostanze ma può tirare un sospiro di sollievo.
La Samp fa girare meglio palla e in una bellissima azione avvolgente smarca Kutuzov solo a sinistra, con Ujfalusi che aveva stretto troppo, dimenticandosi il bielorusso.
L'ex avellinese apre l'interno piede e cerca il secondo palo ma è sfortunato e la sua conclusione incoccia il legno a Frey battuto.
Sempre Kutuzov interviene di testa su cross dalla destra e sfiora il palo di Frey.
Poi arriva il gol della speranza: Diana raccoglie al limite una ribattuta e scaglia il pallone con forza verso la porta trovando una deviazione che manda a vuoto Frey.
Gol fortunoso ma è segno che la Samp sta meglio e sta venendo fuori minacciosa.
Novellino gioca anche le carte Pisano e Borriello.
Ma i viola non rischieranno in nessuna particolare occasione e sarà invece Antonioli a doversi superare su un bel diagonale di Bojinov da destra, deviando sul palo.
La partita finisce col giusto risultato di 2-1: i viola hanno raccolto i frutti del loro splendido primo tempo, gestendo l'orgoglioso e un po' troppo tardivo ritorno della Samp nel secondo.
Per i viola, la soddisfazione di un buon debutto e la constatazione che Prandelli ha già fatto un bel lavoro: gli acquisti sono azzeccati e c'è voglia di lavorare e di recepire il nuovo progetto.
Confermarsi domenica dopo domenica non sarà facile, Prandelli dovrà lavorare soprattutto in questo senso.
Per i blucerchiati nessun dramma, Firenze è una trasferta molto difficile.
Dalla partita di oggi possono trarsi numerose indicazioni, che sicuramente Novellino saprà elaborare per mettere in campo una squadra pronta a riprendersi e a trovare la prima vittoria tra due domeniche, contro la Reggina.
Lì sarà importante fare punti, per scongiurare il pericolo di una nuova falsa partenza; si potrebbe infatti ripetere la situazione dell'anno scorso, quando dopo 2 sconfitte (Lazio e Siena) arrivò la Juventus a Marassi (quest'anno sarà il Milan) a lasciare la Samp ferma a zero punti dopo tre giornate.
Battere la squadra di Mazzarri deve essere l'imperativo.


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Tifoso
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