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Olympique Marsiglia - Lazio 3-0 a cura di F.S.
Termina l'avventura europea biancoceleste.
Il capolinea è Marsiglia, casa di un Olympique che si è rivelato scoglio troppo duro per la squadra romana, non completamente attrezzata sia dal punto di vista fisico che da quello di vista tecnico.
Il risultato dell'andata, pur essendo negativo, lasciava alla Lazio la possibilità di imbastire una gara accorta e di essere pronta a colpire la difesa francese con la velocità e la tecnica dei suoi avanti.
Delio Rossi schierava un quasi obbligato 4-4-2.
Davanti a Sereni, la linea composta da Belleri, Cribari, Lequi e Zauri; a centrocampo Manfredini, Firmani, Liverani e Cesar e davanti Di Canio e Rocchi.
Su questo campo la Lazio aveva vissuto una gioia relativamente recente: nel 99-00 infatti, due acuti di Stankovic e Conceiçao avevano regalato la prima vittoria nel secondo girone di Champions League.
La speranza di rinverdire gli antichi fasti si scontra subito con la realtà: dopo 40 secondi Lequi perde un pallone in maniera inspiegabile e ferma fallosamente Niang, che gliel'aveva rubato, meritandosi il cartellino giallo.
Il centrale argentino disputerà una gara piena di incertezze e soffrirà dannatamente la velocità e il palleggio degli avanti francesi.
Ma il primo tempo corre via sui binari dell'equilibrio: è Liverani l'uomo più pericoloso dei biancocelesti.
Il centrocampista romano da vita a due parabole insidiose sulle quali il non sicurissimo Carrasso si produce in altrettanti interventi che alzano la sfera sopra la traversa.
Sereni, di contro, è impegnato una volta sola: un lancio dalla trequarti sul settore sinistro trova impreparato Belleri e la conclusione a rete di Niang è deviata ottimamente in angolo dall'estremo difensore capitolino.
Belleri deve abbandonare il campo per un problema fisico, evidenziando una volta di più i problemi di rosa dei biancocelesti: entra in campo Sannibale e la squadra sembra doversi assestare.
Inizialmente Cribari va a destra ma dopo un paio di dribbling subiti (con annesse brutte figure) Delio Rossi si convincere a riportarlo al centro, lasciando a destra il nuovo entrato.
Nel cielo della partita brilla una stella: il suo nome è Ribery.
L'esterno francese sembra essere ovunque e fa impazzire qualsiasi avversario cerchi di contrastarlo: veramente un bel giocatore.
A centrocampo Firmani compie bene il suo lavoro, non risparmiandosi neanche su un tackle mentre davanti Di Canio e Rocchi paiono poco serviti e difficilmente azionabili.
Manfredini (veramente inadeguato, come direbbe Galliani) e Cesar latitano.
Si va al riposo sullo 0-0 e si ha la sensazione che nessuna delle due squadre abbia incantato.
Il secondo tempo si apre con la speranza di trovare il gol che vorrebbe dire qualificazione alla finale.
I ritmi della partita inizialmente non cambiano ma, ad un tratto, arriva una buona occasione: una palla che sembra essere innocua viene lasciata passare da Dehù così Rocchi può involarsi verso la porta.
Purtroppo l'ex empolese è braccato da due uomini così deve portarsi la palla sul sinistro e, quando esplode la conclusione, vede che Carrasso la blocca senza difficoltà.
Delio Rossi manda in campo Muzzi per Di Canio, nella speranza che il bomber di Morena possa regalargli la gioia della finale.
Ma tra il 15' e il 20' della ripresa arriva, improvviso, il crollo, determinato sì dalla diversa condizione fisica ma anche dall'incapacità momentanea di controllare la gara.
Già qualche minuto prima c'era stata un'avvisaglia di pericolo con il Marsiglia che aveva bucato centralmente la squadra biancoceleste e aveva colto un palo con Oruma, con Sereni vanamente proteso in tuffo.
Ma al 15', come detto, ecco arrivare un contropiede letale: Oruma salta Liverani come fosse un birillo e penetra come una lama nel burro nella difesa biancoceleste: attira su di sè Cribari e poi scarica su Niang, che senza troppa difficoltà incrocia di sinistro e non lascia scampo all'incolpevole Sereni.
Dopo soli due minuti la luce si spegne definitivamente: tutto parte nuovamente da un duello stravinto da Oruma su Liverani.
Il nigeriano esegue un bel suggerimento verso il centro dell'area, dove Mendoza è pronto a raccogliere il pallone e a battare Sereni di mezzo esterno sinistro.
Rossi prova a cambiare con la disperazione: dentro i centimetri di Tare al posto dell'evanescenza di Manfredini.
Ma la Lazio ormai non è più in partita: il Marsiglia fa girare la palla bene e Ferreira taglia tutto il campo da destra a sinistra, dove pesca libero Ribery.
Sannibale, che vedeva arrivare francesi da tutte le parti, aveva stretto al centro per coprire uno dei tanti buchi difensivi, lasciando però spazio al migliore in campo.
Ribery controlla e fredda Sereni con un tiro secco che non lascia scampo al portere biancoceleste.
La partita finisce tra le feste marsigliesi e gli interrogativi della Lazio: è evidente che la squadra non è assolutamente formata.
La difesa è il reparto che deve lavorare di più, sarebbe opportuno richiamare all'ovile Siviglia e Fernando Couto che servirebbero come il pane.
Il centrocampo pare anch'esso sguarnito e non può bastare un acquisto come quello di Behrami (comunque ottimo) a dare sicurezza in una stagione lunga e faticosa come quella italiana.
L'unico reparto che sembra completo è l'attacco ma, come detto, i problemi sono parecchi.
Si spera nell'arrivo di rinforzi, magari nell'ultima settimana di Agosto, come l'anno precedente.
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