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Genoa - Venezia 3-2 a cura di F.S.
10 anni sono tanti.
Soprattutto per chi li passa confinato in una landa inospitale come la Serie B.
Soprattutto per chi si chiama Genoa,è una delle società più gloriose del calcio italiano e ha al suo seguito un popolo di proporzioni sconfinate,quasi come l'amore con cui lo segue.
10 anni sono tanti e quando finiscono non sembra vero.
Perchè fino all'ultimo secondo devi viverli con passione,fino all'ultimo secondo bisogna dare fondo a tutte le energie fisiche,mentali e nervose che un campionato lungo 42 giornate ha finito,gioco forza,per esaurire.
Questi 10 anni durano un po' di più,giusto il tempo di accorgersi che davvero sono finiti.
L'ultimo atto di una stagione massacrante va in scena a Marassi e,come spesso,accade il Dio del calcio apparecchia una tavola pericolosamente invitante per il Grifone: partita da vincere in casa contro una squadra già retrocessa per arrivare alla Serie A.
Sembra dunque che ci sia uno sparring partner appositamente assunto perchè la festa possa avere colore.
Il Genoa si avvicina a questa partita smaltendo le scorie di una festa non riuscita,7 giorni fa a Piacenza e il Grifone porta evidenti i segni di una serata improvvisamente diventata brutta.
Non ci sono Scarpi,Sottil,Brevi,Sartor e Stellone.
Cosmi schiera dunque Gargo,Stellini,Thiago e Tosto davanti a Gazzoli; in linea mediana Lazetic,Tedesco,Rimoldi (e non Italiano nè l'acciaccato Lamouchi) e Marco Rossi; davanti Milito e Caccia.
Il Venezia ha attaccanti temibili come Oliveira e Borgobello e possiede altre armi pericolose come Miramontes e Vicente; in porta mette in mostra l'ex reggino Lejsal.
Ed è proprio l'estremo difensore veneto il protagonista delle battute iniziali di gara.
Il Genoa sa che sarebbe meglio mettere subito la parola fine alla contesa per vivere una serata tranquilla e di festa.
Ma evidentemente la sofferenza dev'essere nel DNA di questa società,visto che anche oggi i cuori dei grifoni sono stati animati da un'incredibile altalena di emozioni che,in alcuni momenti,ha disegnato preoccupazione e terrore nei volti dei presenti a Marassi.
Si nota che la difesa rossoblu non è ben registrata: è facile accorgersene al 13',quando un lancio pesca Vicente solo in area (fuorigioco sbagliato) che di sinistro al volo fredda Gazzoli sul primo palo.
Ecco che un brivido attraversa tutto lo stadio,i pensieri si rincorrono: si corre il rischio di dover fare i conti tutta la serata con calcoli strani che hanno a che fare con la classifica avulsa.
Il Genoa non è brillantissimo ma costruisce occasioni in serie con la forza della disperazione e con la qualità indubbiamente molto elevata dei suoi uomini d'attacco: Caccia,Marco Rossi,Milito e Lazetic accarezzano da vicinissimo l'idea del pareggio ma non l'afferrano mai.
Sembra una serata stregata: Lejsal arriva dappertutto e quando non ci sono le sue manone,arriva l'imprecisione degli avanti rossoblu.
In una situazione simile è alto il rischio di cadere in confusione: e allora un elogio va tributato all'argentino Rimoldi,che è bravissimo a farsi carico della responsabilità di guidare la squadra sui binari del gioco ragionato.
In difesa le preoccupazioni sono sempre vive: Thiago sembra un pesce fuor d'acqua ed è costretto a un fallo su Miramontes,lanciato verso Gazzoli.
Inevitabile il giallo per il brasiliano; l'assedio continua.
Le occasioni in serie non vengono concretizzate,fino al minuto numero 47: è allora che Marco Rossi (spostato a destra sul finire del tempo da Cosmi) fugge e mette al centro un pallone invitante per Diego Milito.
Il Principe lo tocca in rete e quando la palla oltrepassa la riga il sortilegio sembra spezzarsi.
La ripresa si apre con un cambio nel Venezia: non c'è più Lejsal tra i pali degli arancioneroverdi ma il suo sostituto Pezzato.
Il Genoa attacca sotto la Sua gradinata e comincia ad assaltare l'area avversaria: al 5' minuto Caccia difende benissimo il pallone e si presenta solo davanti al portiere.
L'attaccante napoletano calcia malamente a lato e fa disperare i suoi tifosi.
Ma al minuto numero 8 il Genoa trova la gioia tanto sospirata: Caccia si libera nuovamente in area e calcia a botta sicura.
Per quanto sembri un gol sicuro,Pezzato riesce a difendersi ed evita che il pallone superi la linea; Marco Rossi però s'incarica di dare il vantaggio al Grifone da pochi passi.
2-1,il Genoa conduce e il più sembra davvero fatto.
L'arbitro annulla una rete a Marco Rossi per fuorigioco dopo una bella conclusione di Tosto non trattenuta dall'estremo veneto,poi Tosto commette un fallo sull'esordiente Caco.
Una posizione non pericolossisima,in quanto molto defilata sul lato sinistro della difesa genoana: eppure il traversone è preda del falco Oliveira che stacca indisturbato e batte Gazzoli.
Un altro errore difensivo molto grave: è il 15' del secondo tempo quando Marassi ripiomba nell'incubo.
Si dice che i grandi dimostrino il loro valore quando devono essere realmente decisivi,quando i destini possono essere cambiati solo da una loro prodezza.
E così al minuto numero 19 Marassi assiste all'ultima perla di un campione eccezionale che quest'anno gliene ha regalate tante: Diego Milito danza sul lato sinistro dell'area di rigore.
Il Principe rientra sul destro e poi scaglia un missile diretto al primo incrocio che vince le resistenze di Pezzato e da al Genoa il gol del secondo sorpasso.
Marassi impazzisce per la 21ma rete stagionale del suo campione.
Nel mentre Lazetic ha fatto posto a Zanini e poi tocca a Italiano fare il suo ingresso in campo per il bravissimo ed affaticato Rimoldi.
Gli ultimi minuti sono molto sofferti,non perchè il Venezia attenti più di tanto alla porta ligure ma perchè ogni pallone scotta,ogni pallone può essere quello che toglie la gioia tanto inseguita e tanto cercata.
Qualche volta Thiago e Gargo lo scagliano allora il più lontano possibile.
Milito,autore di una prestazione maiuscola,dopo aver difeso ogni singola sfera che gli capitasse a tiro,chiede il cambio e lascia la scena a Carparelli.
E così,finalmente,questi 10 anni finiscono.
I volti di tutti quanti si dipingono di gioia,che forse è difficile comprendere appieno,almeno sul momento.
Il Grifone è tornato a volare,nei cieli più belli e alti della Serie A.
E,fuori da ogni cronaca o giudizio obiettivo,lasciatemi dire che sono davvero contento perchè i suoi tifosi impagabili e la Società tutta lo meritavano.
Bentornato Genoa!
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