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Piacenza - Genoa 2-2 a cura di F.S.
La partita che avrebbe dovuto riportare il Genoa nell'olimpo del grande calcio: la città di Piacenza si colora forzatamente di rossoblu e ospita un esodo di proporzioni impressionanti.
E il paradiso sembra davvero poter essere raggiunto in questa prima domenica di Giugno: a 5 minuti dalla fine i rossoblu conducono per due reti ad una e si preparano alla festa.
Sarà la comparsa in scena (assolutamente inaspettata) di un bolide di Di Vicino a tenere il Grifone sulla corda e ad obbligarlo ad aspettare ancora 6 giorni prima di tornare a volare dove gli compete.
Una partita che ha tutti i crismi del romanzo: le emozioni non sono mancate e si sono succedute in un'altalena bellissima.
I rossoblu schierano Gargo,Sottil,Stellini e Tosto davanti a Scarpi; irrobustiscono il centrocampo con il contemporaneo impiego di Tedesco e Brevi (rinunciando alla geometria di Lamouchi) e facendo conto su Lazetic e Zanini; in avanti i soliti Stellone e Milito.
Il Piacenza mostra Pepe,il suo fiore all'occhiello,e lo circonda di tanti buoni giocatori,quali Masiello,Degano,D'Anna e Stella.
La partita: al minuto numero 13 la panchina rossoblu ha il primo sussulto: Lazetic serve Milito nel corridoio e l'argentino imbecca Zanini solo a centro area con tutta la porta spalancata.
Ma l'ex triestino colpisce la sfera in maniera poco pulita ed il palo spegne l'urlo a cui tutti i genoani stavano già abbandonandosi.
Un errore grave per Zanini,che sarà uno dei protagonisti mancati di questa sfida.
Tuttavia pare chiaro che il Genoa può creare tantissimi problemi al Piacenza se lo attacca: è superiore come collettivo e come individualità.
Gli emiliani giocano una partita di grande grinta,si vede che ci tengono a ben figurare e a difendere il loro campo: in questo senso incarnano perfettamente lo spirito del loro tecnico,Beppe iachini.
L'ex centrocampista gigliato però eccede nel vivere la partita: così,al minuto numero 28, Saccani lo invita a lasciare la panchina.
Il Genoa continua la ricerca del gol,facendo conto soprattutto sulla giornata di buona vena di Nikola Lazetic: complice l'eclissi di Zanini e la non grandissima giornata di Tosto,il Grifone gioca soprattutto sull'ala destra,dove agisce il serbo.
E i brividi per il Piacenza si susseguono: Lazetic serve Milito che ci prova col tacco ma non gonfia la rete.
Poi tocca a Stellone lavorare benissimo un pallone e metterlo al centro per il Principe che,una volta trovato il varco per calciare,centra Orlandoni che para e tira un sospiro di sollievo.
Sembra una questione di tempo e invece il Piacenza trova il modo di fare male: al 37' Stellini si addormenta e incespica su un pallone che scotta sul quale si avventa come un falco Pepe.
Il giovane centravanti,di ottima prospettiva,viaggia a velocità supersonica verso la porta di Scarpi,Tosto decide di non spendere il bonus del fallo da ultimo uomo e l'azzurrino non si fa pregare: diagonale che Scarpi non intercetta.
Così il calcio dimostra dimostra ancora una volta di poter essere diabolico e per quanto il Genoa dimostri di non starci,non sembra essere una serata fortunata.
Si è già in pieno recupero quando un altro splendido centro di Lazetic esalta lo stacco di Sottil che centra una traversa clamorosa e aumenta la dose di rimpianti per i liguri.
Si va al riposo con il Genoa immeritatamente sotto di un gol.
Nell'intervallo Cosmi studia le mosse per cambiare la storia di una partita che sembra stregata: il Piacenza ha già sostituito sul finire del tempo l'ex promessa partenopea Bocchetti (che non l'ha presa molto bene),rimpiazzandolo con l'esperto Radice.
Ma nei primi minuti i liguri espongono il fianco a un paio di pericolosissimi contropiedi emiliani e solo l'imprecisione degli avanti piacentini evita che Scarpi sia battuto per la seconda volta.
Al 50' ecco la prima mossadi Cosmi: dentro Lamouchi per Tedesco e subito dopo Zanini uscirà dal campo per far entrare Marco Rossi,che sarà grande protagonista.
Dopo una bella occasione sprecata da Milito,al 61' il Genoa trova il gol del pareggio: Milito è bravissimo a lavorare un pallone dentro l'area sul lato sinistro e a metterlo radente al centro,dove Stellone si avventa in spaccata e non perdona Orlandoni.
E' incredibile l'effetto che il gol ha sullo stadio: la tifoseria rossoblu sembra prendere improvvisamente nuovo vigore e incomincia a spingere la squadra verso il gol della festa.
Il Piacenza reagisce con carattere e qualità e Degano si esibisce in uno splendido gesto atletico,rovesciando dal limite dell'area e costringendo Scarpi ad tuffarsi per alzare la sfera sopra la traversa.
La partita,bellissima fino ad allora,sembra perdere un po' di intensità e,quando Brevi prende due ammonizioni sciocche ed evitabili in pochissimi minuti,è naturale pensare che il pareggio sia il risultato scritto.
Invece il Grifone si produce in un'azione splendida ed illuminante: Stellone addomestica un pallone e lo gira su Milito che,con grandissima intelligenza calcistica,apre d'esterno verso sinistra per l'accorrente e fresco Marco Rossi.
Il nuovo entrato salta sullo slancio l'avversario diretto e rientra sul destro,eludendo anche il secondo intervento della difesa piacentina: quando scocca il destro vincente,che gonfia la rete,esplode l'entusiasmo di tutto lo stadio.
Il gol è di una rara bellezza e il traguardo che questa partita ha fatto tanto sospirare ora sembra davvero vicino: tanto più che il Piacenza perde la superiorità numerica perchè il rumeno Patrascu viene espulso per aver falciato Milito.
Mancano 5 minuti e Cosmi ha fatto entrare anche Sartor per il Principe,in modo da ridare nervbo e compattezza alla squadra.
Ma uno dei nuovi entrati piacentini trova un eurogol con un'esecuzione di prima intenzione di una punizione da distanza siderale: l'autore del gol è Di Vicino.
A nulla valgono alcuni disperati tentativi di Lamouchi,che accarezza ma non afferra mai il sogno di regalare la promozione ai suoi tifosi.
Finisce 2-2 ma la contesa tra le due squadre purtroppo continua,con una brutta coda di nervosisimo che vede tra i meno sereni Sottil; probabile che l'ex reggino sia costretto a saltare la gara col Venezia e anche le prime giornate della prossima stagione.
Il Genoa ora è atteso dall'impegno casalingo col Venezia già retrocesso: probabilmente la migliore occasione possibile per festeggiare un evento tanto atteso quanto meritato.
Sarebbe stato bello festeggiare la prima domenica di Giugno ma,in fondo,cosa sono 6 giorni di fronte a un'attesa di più di due lustri?
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